Nell’Alto Reno, a Eguisheim, appena sotto Colmar, Hubert e Heidi Hausherr coltivano, assieme al loro cavallo Skyppy, poco meno di 4 ettari in biodinamica con l’obbiettivo di produrre succhi d’uva che raccontino davvero il territorio. Per questo motivo spesso vinificano assieme le diverse uve di uno stesso vigneto e in cantina applicano una metodologia non interventista atta a preservarne tutto il carattere.

Hausherr Pinot Noir Alsace Rouge Baiser

Lo so, potrebbero sembrare parole vuote, trite e ritrite, ma il Rouge Baiser 2018 (prezzo enoteca francese: 31,00 euro) è un Pinot Noir (unico vitigno concesso nei rossi dell’Alsazia) nato dal lieu-dit non facente parte dei Grand Cru di Fronenberg, quindi su terreni calcareo-marnosi ricoperti da un sottile strato di Loess, vivo ed estremamente graffiante, identitario come i grandi rossi alsaziani sanno essere, che, equilibrato da un sorso caloroso e un tannino sottile, spiega stupendamente la missione contadina dei coniugi Hausherr, contribuendo a fissare nella mia memoria nuovi standard per la definizione del concetto di “erbaceo”, portandomi obbligatoriamente a sognare una vigna inerbita collocata in mezzo a una raggiante biodiversità selvatica.

Anche tu riscontri una grande riconoscibilità nei Pinot Noir alsaziani? Quali sono i tuoi preferiti?

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