Storie autentiche di vino, cibo e persone

A inizio luglio ho fatto una fugace visita in quel di Milano. Il motivo? Ero tra le 65.000 persone che hanno sfidato il caldo per vedere i miei amati Foo Fighters (grande concerto tra l’altro).

Avendo poi quasi tutto il lunedì libero, circa un mese prima, ho deciso di cercarmi un posticino dove pranzare. Un compito non facile siccome si tratta della giornata in cui la maggior parte dei locali risulta chiusa.

Beh, Sandì mi ha colpito proprio per l’inusuale scelta di  aprire solo a pranzo,  da giovedì a lunedì. Tranne il venerdì in cui effettua anche il servizio serale.

Non ho infatti potuto fare a meno di chiedermi: “Sarà sostenibile sul lungo periodo un ristorante che fa una scelta così radicale?”. E subito dopo: “Nella mia città quanto durerebbe un format del genere?”

Così ho deciso di provare a dare una risposta a questi miei quesiti andandoci a mangiare.

Sandì ha aperto a dicembre 2024 grazie a Laura Santosuosso e Denny Mollica, rispettivamente in cucina e in sala, proprio con l’idea di elevare l’importanza del pranzo, spesso bistrattato da proposte business anonime o poco centrate, rendendo il ristorante un luogo a misura d’uomo anche per chi ci lavora. Loro stessi in primis.

Il menù offre due possibilità. Le formule del pranzo – 22,00 euro per antipasto e piatto principale, 25,00 aggiungendo il dessert, 32,00 per entrambi i principali più il dolce – attingono a sei ricette “più semplici”, pensate apposta in un ottica di fruibilità e leggerezza. Ordinando alla carta, invece, le cose si fanno ancora più interessanti, con prezzi che vanno dai 18,00 euro ai 40,00 di un magistrale piccione.

La portata che mi ha conquistato? Il cervello, dove il bilanciamento dei tre ingredienti principali regalava una grande complessità gustativa, chiusa splendidamente dalla dolcezza del gambero.

SANDÌ, Milano: una scommessa sul pranzo (e su chi ci lavora)? - Cervello

Cervello poché, mozzarella di bufala, gambero rosso e la sua salsa

SANDÌ, Milano: una scommessa sul pranzo (e su chi ci lavora)? - Piccione

Piccione sui carboni, fichi, portulaca e olio alla foglia di fico

Choux craquelin, diplomatica al tè Hojicha e albicocca del Vesuvio

La carta dei vini conta poco più di una cinquantina di referenze selezionate con attenzione ai piccoli produttori, naturali o no, e ai prezzi, che vanno dai 32,00 fino ai 340,00 euro. Un esempio? Il Saumur Entre Deux Voyes 2024 di Le P’tit Domaine (60,00 euro): pieno, avvolgente ed elegante; con un finale minerale e agrumato lungo e persistente. Sì, mi è piaciuto tanto.

Saumur Entre Deux Voyes 2024 di Le P’tit Domaine

Ovviamente, per chi invece dopo pranzo deve tornare al lavoro è possibile ordinare anche solo uno dei loro drink analcolici o un calice di vino (5,00/8,00 euro).

L’indispensabile rotazione dei tavoli scorre rapidamente, ma senza dare l’impressione al cliente di essere imboccato. I tempi di attesa tra una portata e l’altra risultano congrui alla proposta.

Se dovessi dargli un piccolo consiglio, segnalerei ancora meglio in fase di prenotazione il fatto che il tavolo è garantito, in ogni caso, per un’ora e mezza. Dal sito avevo capito che solo i tavoli prenotati alle 12:30 e 12:45 devono essere liberati entro le 14:00. E anche nell’email di conferma non ho trovato nulla a riguardo.

Adesso però direi che è tempo di cercare le risposte alle mie domande iniziali.

Sarà sostenibile sul lungo periodo un ristorante che a Milano apre solo a pranzo?

Per quello che ho potuto vedere in un lunedì di luglio, assolutamente sì. Quasi tutti i tavoli hanno girato almeno due volte e facendo un calcolo rapido si sono sfiorati i 50 coperti. In più è presente anche un dehors che in periodi più freschi risulterà sicuramente una piacevole opzione per la clientela. Con questo caldo ospitava invece, giustamente, solo un paio di persone.

Inoltre Milano regala un bacino d’utenza molto ampio che, unito a una cucina gustosa e ben realizzata, a un menù che cambia spesso seguendo le stagioni, a un accogliente ambiente dallo stile retrò e  all’interessante rapporto-qualità prezzo centrato sulla scena meneghina, sta facendo riscuotere a Sandì un grande successo.

A Cagliari un format del genere quanto durerebbe?

Secondo me questo è un format che può esistere solo all’interno di una vera metropoli, in cui la pausa pranzo è entrata a far parte della quotidianità. Ovviamente anche la zona gioca un ruolo fondamentale: il ristorante si trova infatti tra Città Studi e, soprattutto, Porta Venezia, uno dei quartieri più vivi del centro.

Insomma, non per forza solo a Milano, ma non a Cagliari. Nella mia città un format del genere sarebbe comunque difficile da mandare avanti nel tempo, ovunque si collochi. Centro, hinterland o vicino al mare. E probabilmente non basterebbe nemmeno puntare sul turismo invece che sul business. Si tratta di una questione di abitudini e di ritmo, oltre che di stagionalità.

Insomma, se passi per Milano, anche solo per lavoro, un pranzo da Sandì te lo consiglio senza problemi. Però dimmi: nella tua città esiste un posto del genere? E se non c’è, secondo te reggerebbe? O finirebbe come immagino a Cagliari? Scrivimelo, sono curioso.

 

Sandì Ristorante
Via Francesco Hayez, 13
20129 Milano (MI)
+39 02 8204 6200
Instagram

Menù pranzo, 22,00/25,00/32,00 euro
Piatti alla carta da 18,00 a 40,00 euro

Vini naturali in carta: sì
Senza glutine: –

 

L’autore: Andrea ” Endriu” Ambu

Cagliaritano DOC classe 1984, Esperto Assaggiatore ONAV e consigliere per la delegazione cittadina della medesima, mi son avvicinato al mondo del vino circa una decina di anni fa, innamorandomi fin da subito del movimento “naturale” e in seguito anche delle fantastiche persone che lo popolano. Galeotto fu un seminario di degustazione in 4 serate tenuto a Cagliari da Sandro Sangiorgi, del quale, pur senza capirci a quel tempo una benemerita mazza, ancora ricordo, per filo e per segno, alcuni degli splendidi vini assaggiati. Mi colpirono per la loro istintività, di come allo stesso tempo riuscissero a essere imprevedibili e conviviali. Un sogno? Aprire una piccola enoteca con mescita. Dove? A Cagliari. E dove sennò.

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