Ah Lisbona… che meraviglia!
Gli azulejos degli edifici, i vicoli stretti, le salite e le discese che ti scassano gambe e polmoni, i vini al calice che sembrano delle medie, le sardine, i Pastel de Nata, le crocchette di baccalà e soprattutto le “Tascas”.
La tasca che poi non è altro che un’osteria portoghese, un locale piccolo, dai pochissimi tavoli sempre pieni, che serve vino e petiscos; piccoli piatti da buttare in mezzo e condividere.
Occhio eh, non chiamarle tapas perché rischi grosso: i lusitani hanno una forte identità e un carattere, per certi versi, peggiore dei liguri… Ma come si fa a non amarli?
E tra tutte le tascas che ci sono lasciami raccontarti della mia preferita: Tasca Baldracca.

La lavagnetta esterna scritta a mano: l’unico indizio di essere arrivati, vista l’assenza di un’insegna

Sperduta nei vicoletti della Mouraira e a pochi passi dal barrio di Alfama, nel cuore pulsante della città vecchia, questo piccolissimo locale ha visto la luce appena un anno e mezzo fa: un bebè praticamente!
Ma un bebè prodigio oserei dire.
Tasca Baldracca è il nuovo progetto di Pedro Monteiro (insieme ai compagni d’avventura Octavio Belmonte e Bruno Gama), un’osteria portoghese con accezioni ispano-brasiliane.
Eh già, perché il buon Pedro è in verità un brasiliano trapiantato a Lisbona da ormai nove anni, ma che sembra essersi inserito alla grande nel circuito culinario capitolino: oltre alla già citata “buona donna” è infatti chef di Musa e uno dei pionieri dei New Kids on the Block, un collettivo di giovani cuochi che stanno rivoluzionando la scena gastronomica della capitale lusitana.

Uno scorcio della saletta del locale: l’ambiente è giovanile e volutamente “rustico” come in una vera Tasca

La lavagna principale con il menù intero; ci vuole qualche minuto per raccapezzarcisi ma alla fine ce la si fa

Un’osteria portoghese dicevamo; ma in cosa consiste realmente?
Il menù è cangiante, scritto (male) su due lavagnette. Una, in inglese, all’esterno del locale senza insegna e l’altra, in lingua madre, attaccata al muro della piccola sala principale.
Una decina di piatti, tre dolci e una piccola lista di vini tra cui anche alcune etichette naturali.
Una cucina schietta, bella, fresca e tosta come piace a me.
Il locale è rumoroso, il personale informale e un po’ burbero, i muri più che dipinti oserei dire scarabocchiati, i piatti sbeccati, l’atmosfera giovane e festosa; il tutto condito dallo chef-anfitrione Pedro Monteiro che gira tra i tavoli scherzando e soffermandosi sovente con amici o clienti a bersi un (anche tre o quattro) bicchiere di vino.
Insomma un casino… Ma un gran bel casino di quelli che mi piacciono tanto!

Barbabietola, pistacchio e rafano: un piatto vegetariano che non fa assolutamente rimpiangere l’uso di proteine animali

Tasca  Baldracca, Lisbona - Enoplane.com - Novillo

La tartare di Novillo e maionese all’acciuga: il Novillo è un manzo appena adulto ma ancora molto giovane

Tasca  Baldracca, Lisbona - Enoplane.com - Polpo

Il Polpo alla galiziana: una rivisitazione di un classico spagnolo riuscita in modo egregio

Tasca  Baldracca, Lisbona - Enoplane.com - Kebab

Kebab d’agnello, hummus e flatbread al mais: l’omaggio all’influenza araba che caratterizza il quartiere della Mouraria

Abbiamo ordinato i 3 dolci in “carta” e ce li hanno serviti nello stesso piatto; Greta ringrazia per l’attenzione allo spreco d’acqua. Scherzi a parte, dolci semplici ma brutalmente saporiti

Ma veniamo a ciò che conta: cos’ho mangiato da Tasca Baldracca?
Iniziamo con un’opzione vegetariana di livello: barbabietola, pistacchio e rafano.
Un carpaccio di barbabietola condito ottimamente e arricchito da una maionese al rafano, pistacchio sbriciolato e una sorta di “chicharron” vegetariano, una croccantissima cialda soffiata elaborata sempre con barbabietola e tapioca. Piatto equilibrato e dalla grande spinta gustativa che sorprende il palato con la piccantezza giusta del rafano.

La tartare di novillo (quell’età in cui non sai se considerarlo ancora vitello o già manzo) con maionese all’acciuga potrebbe tranquillamente essere il piatto della serata: carne di qualità eccelsa appena marinata che si sposa alla perfezione con la nota salata della salsa, il tutto accompagnato da ciò che oserei definire una perfetta riproduzione dello gnocco fritto emiliano.

Il kebab di agnello su flatbread al mais e hummus è un piatto ruffiano e azzeccato. Le erbe aromatiche e il peperoncino spingono in alto il sapore della carne. Il risultato è di ovvia golosità senza però particolari guizzi.

Spaziale il polpo alla galiziana: un tentacolo gigante, tenero e croccante allo stesso tempo, servito con patate arrosto, alioli e un untissimo fondo di olio alla paprika. La scelta delle foglie di coriandolo si rivela azzeccatissima nel rinfrescare la bocca e favorire l’inevitabile scarpetta fatta con un pane al lievito madre da manuale.

Preso dalla golosità si è optato per assaggiare i 3 dolci, dal nome piuttosto banale eppure caratterizzati da una fattura spettacolare.
La torta di carote e salsa di Brigadeiro (sì sì, proprio i famosi cioccolatini) innamora ad ogni boccone e i cristalli di sale giocano un ruolo fondamentale nell’equilibrio di un piatto che altrimenti potrebbe risultare eccessivamente dolce.
La torta al formaggio (non è un cheese cake, lo dice specificamente il menù) sa veramente di formaggio – di quelli belli tosti – e la salsa alla guayaba letteralmente è un lampo di sapore che fa stridere le papille gustative di piacere.
Infine la per niente banale creme brûlé al dulce de leche e noccioline: cremosa, ammaliante e volutamente baldracca.

La lavagna delle bevande include anche vini naturali e birre artigianali del birrificio Musa. Una nota in fondo: qui non so serve Coca!

Per quanto riguarda i vini abbiamo assaggiato un eccellente vino verde leggermente effervescente (una qualità del verde portoghese davvero piacevole con questo caldo) e un Ramilo rifermentato che valeva assolutamente l’assaggio per freschezza e note di agrumi.
Infine, apprezzatissima cortesia della casa, l’immancabile Ginjinha: il liquore di amarene tipico di Lisbona.

Il servizio di Tasca Baldracca è sicuramente inusuale, nel senso buono del termine: totalmente informale, simpatico, spedito e nasconde grande gentilezza e professionalità dietro a una finta atmosfera burbera.
Insomma, una tasca coi fiocchi; un’osteria portoghese tipica ma non troppo, che vale l’attesa che vi toccherà fuori dal locale se come me vi presenterete senza aver prenotato.
E dopo un pasto simile amerete ancora un po’ di più Lisbona, sempre che sia possibile.

Lisbona

 

Tasca Baldracca  
Rua das Farinhas, 1
1100-177 Lisbona (PT)
Instagram

 

Piatti alla carta da 6,00 a 15,00 euro, i dolci 5,00

Vini naturali in carta: sì

 

 

About the Author: Francesco “El Coco” Calcagno

Chiavarese di nascita, sestrino nel cuore e mexicano por adopción. Il mio rapporto con l’enogastronomia è facilmente definibile come atavico e primordiale, influenzato inesorabilmente da un padre che, durante i frequenti viaggi in Francia, spendeva metà giornata a scegliere dove mangiare e quale vino bere.Nemico sin dalla genesi dei “Menus Enfants”, sviluppo così già dall’età di 5 anni una passione smodata per foie gras, formaggi (quelli veri eh), salumi e prodotti da forno che mi condanna a un’escalation di diete… imposte ovviamente.Cuoco, prima per diletto e poi per professione, “sindacalista” mancato a difesa degli inesistenti diritti del personale di cucina e piccolo imprenditore, impegno il tempo libero in giro per il mondo alla perenne ricerca di nuovi sapori e dell’universo che c’è dietro.Dal 2012 vivo in Messico, felicemente trasportato dai ritmi blandi della vita latina; estasiato dalla varietà gastronomica di un paese che stupisce ad ogni assaggio e sorprende negli usi più svariati di tecniche e ingredienti tanto moderni quanto ancenstrali.E poi vogliamo parlare del Mezcal? ¡¿Cómo no!? ¡Si aquí estoy, justo por eso!

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