Storie autentiche di vino, cibo e persone

Fine ottobre 2024. Primo volo del mattino su Madrid. Ok, non il massimo della comodità, visto che ci sono ben due aeroporti più vicini: Santander e Bilbao. Ma era l’unica soluzione che ci consentiva di sfruttare pienamente i 4 giorni di ferie.
Schizziamo subito verso nord a bordo di una piccola utilitaria presa a noleggio, carichi di quella curiosità di inizio viaggio che ti fa prendere a morsi la strada. Tra l’altro sotto un bellissimo cielo azzurro.
Prima tappa Santander, affacciata sull’omonima baia, nonché capoluogo della Cantabria.
Man mano che la distanza diminuisce, il paesaggio si fa sempre più verde, più alpino con tanto di mucche al pascolo. Poi d’improvviso il Mar Cantabrico davanti ai nostri occhi. Un solo unico e grande pensiero: acciughe!!!

Dopo il check-in in albergo, voliamo veloci alla scoperta della città. Il centro storico è diviso tra la parte ricostruita negli anni ’40 a seguito di un grave incendio (per avere un riferimento, considera la zona della cattedrale gotica e del palazzo comunale) e il quartiere medievale dai tipici balconi aggettanti in legno dove sono concentrati bar e locali, tra cui il ristorante che ci aspetta per cena. Ma è ancora presto. Perciò andiamo a vedere il mare sui tetti della città con la funicolare del Rìo de la Pila (gratuita). Il tragitto è molto breve e regala un bello scorcio sulla baia, soprattutto al tramonto.

Per l’aperitivo diamo una sbirciatina al Mercado de l’Este. Esteticamente è carino, con diversi punti vendita e ristoro, ma l’offerta non ci è sembrata troppo attraente. Siamo anzi entrati al Cortés, un bar dall’aspetto elegante ma super affollato, di quelli dove devi urlare per riuscire a scambiare due chiacchiere al bancone. Ci fanno compagnia un vermut e la nostra prima gilda: il classico spiedino di olive verdi, peperoncino (più o meno piccante) e acciughe di Cantabria. Occhio che uno tira l’altro!

CANTABRIA a morsi: piccolo diario di viaggio tra mare, tradizione e... ACCIUGHE! Cortés

Dai, è arrivato il momento tanto atteso, la cena. Dove? Alla Bodega Cigaleña, uno storico ristorante che ci era stato vivamente consigliato da diversi amici bevitori. A cui tra l’altro saremo grati per sempre.

Ancora prima di entrare in quella che sembra una taverna medievale, l’occhio è catturato dagli infissi in ferro battuto, le vetrate colorate e il rivestimento in piastrelle di ceramica tra cui spicca l’avvertimento “Museo del vino”.  Il nome è curioso, si riferisce alla città di Cigales, da cui proviene la famiglia che dal 1949 porta avanti questa attività diventata ormai celebre a livello internazionale, oggi grazie ai fratelli Andrés e Juan.

L’interno è ricco di dettagli, con migliaia di elementi esposti tra vecchie bottiglie e curiosità da tutto il mondo. Perfino i soffitti sono ricoperti di bottiglie. L’unica parte “nuova” è la cucina a vista.

Se da un lato ci passano turisti e bevitori distratti, dall’altro la Bodega Cigaleña è meta di appassionati e professionisti provenienti da tutto il globo. Scambiando due chiacchiere coi vicini di tavolo, abbiamo scoperto che la ragazza era di origine messicana, ma trasferitasi a Madrid per lavoro, mentre il suo compagno, ecuadoriano, ogni volta che attraversa l’oceano per correre tra le sue braccia non perde occasione di venirci.

Ebbene, siccome il destino ha voluto che dimenticassimo una giacca nell’albergo di questa prima notte, visto che Santander era proprio sulla strada per l’aeroporto, ci abbiamo passato anche un ultimo pranzo prima del rientro. Possiamo dire che ci è piaciuta, no?

Queste sono le fotografie di quanto assaggiato nel corso dei due pasti: i vini, alcuni piatti storici, ma anche un piccolo extra…

CANTABRIA a morsi: piccolo diario di viaggio tra mare, tradizione e... ACCIUGHE! Bodega Cigaleña

CANTABRIA a morsi: piccolo diario di viaggio tra mare, tradizione e... ACCIUGHE!

Le famose Anchoas del Cantábrico (3,00 euro/cad.)

Croquetas della casa (15,00 euro) – Morcilla de Cigales arrostita (14,00 euro)

Callos de bacalao (24,00 euro), ovvero una trippa di baccalà saporita e appiccicosa

Il pane? Fatto in casa con lievito madre (1,80 euro) è perfettamente riassumibile con una sola parola: S-P-A-Z-I-A-L-E.

La mattina successiva, sveglia presto per un ulteriore giretto turistico, iniziando da una passeggiata al sole sul molo di Calderòn dove spiccano due imponenti costruzioni di epoche diverse: il centro espositivo Botìn (biglietto intero 9,00 euro) opera contemporanea di Renzo Piano e la sede sociale novecentesca del Banco di Santander, in cui sono in corso i lavori per il nuovo spazio culturale che si chiamerà Faro Santander.

Tornando al garage per recuperare la macchina, ci imbattiamo nel minuscolo punto vendita dell’azienda artigianale della vicina Valle del Pas, Luca, rinomata per i tradizionali dolcetti, sobaos e quesadas pasiegas. Ne abbiamo acquistato una borsata…

Il giro continua verso il grande parco del Palacio de la Magdalena, maestoso esempio neoclassico di inizio novecento costruito sulla penisola che domina il confine tra la baia di Santander e il Mar Cantabrico.

Intorno delle bellissime spiagge dorate, coi segni evidenti della bassa marea mattutina su cui vari gruppetti di persone si sfidano a padel.

Risaliti in macchina costeggiamo le spiagge del quartiere el Sardinero. Niente male, potrebbe essere una valida alternativa come meta per le vacanze estive. Un’ultima fermata solo per ammirare il panorama dal Faro de Cabo Mayor.

Il viaggio prosegue attraverso una zona paludosa, fino ad arrivare in un piccolo grande paese di pescatori, Santoña. Niente di meno che il porto principale per il settore della salatura e, soprattutto, della conservazione del pesce sott’olio…quindi, un vero paradiso per tutti gli amanti delle acciughe.

Ci fiondiamo in un altro posticino che dall’Italia avevamo classificato come “imperdibile”: l’Anchoateca La Mutua, una piccola bottega con bar, ma senza cucina. Dall’aspetto rustico, rifinita di verde smeraldo, è stata aperta solo dal 2017, ma dovrebbe essere la prima anchoateca al mondo.

CANTABRIA a morsi: piccolo diario di viaggio tra mare, tradizione e... ACCIUGHE! La Mutua

CANTABRIA a morsi: piccolo diario di viaggio tra mare, tradizione e... ACCIUGHE! Santonismo

Nonostante sia una bella giornata di sole, per gustarci al meglio l’esperienza, preferiamo sederci al bancone. L’atmosfera è quella giusta: accogliente, informale… e caotica. Anche se per poco tempo, ci immergiamo nel Santoñismo che è descritto sulla grande lavagna alle nostre spalle: un’attitudine e un sentimento condiviso tra abitanti e visitatori, dove si dà valore a una forma di vita legata al mare e alla naturalità, godendo di una buona gastronomia, dei costumi e della tradizione di un popolo di pescatori e lavoratori, orgogliosi della propria storia.

Gilda (1,80 euro)

CANTABRIA a morsi: piccolo diario di viaggio tra mare, tradizione e... ACCIUGHE! Gilda

Crostino Matrimonio di anchoa e boqueròn (2,50 euro), cioè un filetto di acciuga sott’olio e uno marinato nell’aceto – Pepinillos rellenos de Bonito (2,50 euro), nient’altro che un cetriolini ripieni di pesce Bonito

Prima di andarcene, proviamo un Octavillo della casa – scatoletta di acciughe sott’olio – con pane (8,50 euro), raccomandate dallo staff per il rapporto qualità-prezzo. Come erano? Divine.

Da bere? Come avrai già visto nelle fotografie qui sopra, due cervezas (che bello quando una media la paghi 2,50 euro! Ma perché ci ostiniamo a bere vino?!? Scherziamo eh). Se poi hai voglia di assaggiare del vermut, hanno pure un menù dedicato.

Anche da qui siamo usciti molto soddisfatti e con una piccola scorta a mo’ di souvenir, perché – attenzione! – se come noi viaggi in aereo con solo il bagaglio a mano, queste scatoline contenenti olio vanno riposte nel sacchettino trasparente dei liquidi. A meno che tu non voglia omaggiarne il personale aeroportuale. Sigh.

Prima di un altro paio d’ore di strada, ci sgranchiamo un attimo le gambe lungo il Paseo de Pereda, una passeggiata a picco sul mare, affacciata sull’omonima baia e sorveglia dal seicentesco Fuerte de San Martìn.

Mentre cerchiamo un benzinaio, casualmente scorgiamo un piccolo edificio, molto affollato, nella zona industriale. L’insegna recita Conservas Ana Marìa – Galerìa de Arte de la Anchoa. Avendo riconosciuto la marca di una delle scatolette acquistate alla Mutua, cosa dovevamo fare se non un’ultima acciughina? Anzi due… Eddai!

La Conservas Ana Marìa altro non è che un’azienda a conduzione familiare aperta dal 1997. La sua particolarità è però che, proprio qui, ha creato la prima galleria d’arte delle acciughe in Cantabria, un moderno spazio, dotato sia di punto degustazione che di negozio, dedicato a chi vuole sapere tutto su questa eccezionale specialità ittica. Dalla storia alla produzione.

CANTABRIA a morsi: piccolo diario di viaggio tra mare, tradizione e... ACCIUGHE! Conservas Ana Maria

Visto che il tempo adesso stringe davvero, è arrivato il momento di scappare verso un’altra regione, una terra dove si parla una lingua dalle caratteristiche uniche e resiste una lunga e affascinante tradizione culinaria. Hai già capito, vero? Ti abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca? Ci vediamo prestissimo con la seconda parte di questo viaggio all’ingrasso. Si va nei Paesi Baschi. Olè!

 

About the Author: Diletta Menconi e Marco Zeppa “Bevitori Apuani”

Nati a Carrara nei primi anni 80, non siamo altro che due appassionati di vino a tempo pieno e lavoratori in tutt’altro settore nel tempo libero. E infatti spendiamo tutto ciò che guadagniamo in vino, viaggi e pezzi di Modernariato con la m maiuscola. Da quando poi il nostro girovagare si è concentrato su etichette artigianali e buona cucina, anche e soprattutto grazie alle persone incontrate, ogni esperienza è risultata indimenticabile, rendendo inutile, oltre che praticamente impossibile, realizzare una classifica dei nostri posti preferiti. Se da sempre, per condividerne emozioni e ricordi, scriviamo a penna, con grande piacere, piccole guide per gli amici, adesso è arrivato il momento di farlo virtualmente qui su Enoplane.com. Pronto a partire con noi?