Storie autentiche di vino, cibo e persone

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì, eravavamo in autostrada. Cominciano i cartelli in doppia lingua, dalla Cantabria ci stiamo spostando verso est, negli oramai leggendari Paesi Baschi.
Preparare un “piano di attacco”, culinario, per i prossimi tre giorni non è stato facile, qui la tradizione è molto forte e l’elenco delle esperienze tra cui scegliere infinito. Sapevi che i Paesi Baschi sono la regione con più ristoranti stellati per densità di popolazione?
Noi però abbiamo deciso di concentrarci sui pintxos bar, termine autoctono dei Paesi Baschi che identifica i più noti tapas bar. Dai, i locali dove vengono servite piccole porzioni di cibo da gustare in pochissimi bocconi, le tapas appunto. Su di un foglio abbiamo annotato quelli che ci sembravano i migliori, uno in particolare poi ce lo ha consigliato un carissimo amico… Tranquillo, più tardi te ne sveliamo l’identità.

San Sebastiàn, Donostia in lingua basca è la città dove abbiamo fatto base. Se il nostro vocabolario ti appare “bellico”, poi capirai il perché.

Prima cosa da sapere: i parcheggi sono pochi, per lo più sotterranei e tutti a pagamento. In media si spendono 30,00 euro al giorno. Se trovassi qualcosa di più conveniente in centro faccelo sapere!

La mattina ci svegliamo di buon’ora per fare i turisti e finiamo subito a fare una cazzata sull’altra (eh sì, stiamo invecchiando); pensando di risparmiare tempo e magari anche due soldi, parcheggiamo la macchina sul Monte Igueldo (euro 2,50 a persona, non a macchina. Bahhh!) nello spazio a pagamento dell’omonimo parco giochi che domina la collina, un’accumulo di vecchie giostre dall’aria nostalgica, nonché set ideale per un bel film horror. Avevamo calcolato di raggiungere il centro scendendo con la funicolare (biglietto adulto A/R 3,25 euro), ma non che, essendo il ponte dei Santi anche in Spagna, al ritorno avremmo trovato una lunghissima fila di famiglie intente a raggiungere il parco.
Detto ciò, la salita al Monte Igueldo è comunque un obbligo, in quanto punto migliore per godere di una vista panoramica strepitosa.

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Paesaggio

Appena sotto si trovano le spiagge – la più bella del comprensorio? La Kontxa (in spagnolo Concha), con davanti l’isoletta di Santa Clara e dietro il Monte Urgull, quest’ultimo accessibile solo a piedi o con navetta -, adiacenti al centro storico, vaste e dorate, distribuite tra due bellissime baie, su cui corre una lunga passeggiata che, oltre al mare, consente di ammirare gli splendidi disegni degli artisti della sabbia.

L’architettura è austera ed elegante, totalmente diversa dal caloroso sud della Spagna. Nascosta nel cuore di San Sebastiàn, trovi la cattedrale neogotica del Buon Pastore, sotto la quale c’è un comodo parcheggio per visitare il centro. E ridurre i tempi, non i costi, evitando la funicolare…

Beh, il sole è tramontato. Iniziamo il Txikiteo? Sì, l’andare in giro tra pintxos bar, una pratica che conoscevamo già in veneziano come andar per Bàcar, in inglese come pub crawling e che nel resto della Spagna è nota come tapear. Insomma, uno dei nostri hobby preferiti.

I “baretti”, che trovi facilmente nelle stradine della Parte Vieja (vecchia), la sera diventano dei veri campi di battaglia, dove è necessario lottare all’ultimo sangue per raggiungere la barra, il bancone, urlare a squarciagola per ordinare e mangiare tra gomitate e spintoni. Tuttavia, si tratta di ingredienti necessari a rendere questa esperienza autentica, incredibile. Come grande è poi la soddisfazione quando si addenta qualcosa di appetitoso. E fidati che potrebbe capitare più spesso di quanto crederesti. 

E adesso cominciamo davvero il tour la battaglia: scatenate l’inferno!

Borda Berri

Ci buttiamo con euforia in questo piccolissimo bar, dove vince chi urla di più, a partire dalle ragazze dietro al bancone intente a passare gli ordini. La cucina è un incontro tra la cultura basca e quella catalana. Indimenticabile il risotto di puntaletas con il formaggio locale affumicato Idiazabal (euro 4,40), di cui ne avremmo potuto mangiare una pentola intera, manici e tutto il resto. Purtroppo era finita l’orecchia di maiale alla brace. Se vai, assaggiala per noi e facci sapere cosa ci siamo persi. Da bere? Una bella cervecita (euro 2,60).

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Risotto di puntaletas

Bar Nestor

Immagina di fare un’ora di fila fuori, poi finalmente si liberano due posti al bancone, dove ti fanno accomodare in piedi e… Paf! Davanti al naso un vassoio con delle invitanti txuletas (braciole) crude tra cui scegliere, in fretta, dando per scontato che tu sia lì per mangiare una montagna di carne senza neanche sederti… Ma anche no, grazie. E infatti optiamo per un’insalata di pomodori (euro 8,00) e dei pimientos del padròn (peperoncini verdi, euro 7,00). Da bere, ancora birra (euro 2,50) e un vermut (euro 3,30). L’ambiente è molto accogliente e informale, stile anni ‘80 con le magliette dei calciatori appese alle pareti rivestite in legno dai toni caldi.

Txepetxa

Locale storico e premiatissimo che vanta di una conduzione familiare centenaria. Specializzato in acciughe, avvertiamo l’approccio un po’ turistico dalle foto esplicative sul menù. Comunque sia, ordiniamo dei golosi crostini, con il locale crostaceo txangurro (in spagnolo centollo, euro 2,90 cad.) e con l’acciuga salata (salazòn, euro 2,90). Poi succede anche a noi: decidiamo di provare un calice del bianco frizzante locale, quel Txacoli (euro 2,30) che già ci aveva incuriositi al Borda Berri a causa del modo in cui viene versato dall’alto attraverso un tappo di plastica forato. Il gesto ampio ricorda molto quello del tè marocchino, per intenderci. Già dalla sfumatura giallina, quasi trasparente, non è che promettesse proprio bene…. Il sapore? Chimico. Ci dispiace deluderti, ma non abbiamo approfondito ulteriormente.

Bar Sport

Letteralmente preso d’assalto, ma del resto anche noi eravamo partiti da casa già con l’acquolina proprio per assaggiare la loro famosa crema de erizos (ricci di mare, euro 4,30/cad.). Veramente deliziosa! Peccato solo non aver ordinato subito la doppia porzione. Meraviglioso anche il foie a la plancha (euro 5,70), divorato in tre bocconi con leccata di baffi finale.

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Crema de erizos

Ganbara

Eccoci finalmente al locale consigliato dal nostro “amico”… Chi è? Anthony Bourdain… … … La fila scorre velocemente (se vuoi, è anche possibile prenotare nella zona ristorante), ci sistemiamo di lato al grande bancone straripante di delizie tradizionali in bella mostra: WOW! Naturalmente ordiniamo la specialità della casa: il surtido de setas (euro 22,00) ovvero un piatto di funghi misti con al centro un tuorlo d’uovo da mischiare. Ma forse la nostra aspettativa era troppo alta, fatto sta che non ci entusiasma particolarmente. Comodamente seduti su due sgabelli, mentre alle nostre spalle, nella frenesia di conti da pagare e nuove bocche da sfamare, si stanno consumando le guerre puniche, ci concediamo una bottiglia di vino da gustare senza fretta. Restiamo però un po’ perplessi perché, scegliendo dall’interessante carta, di tre vini richiesti nessuno era disponibile. Alla fine ci accontentiamo – scherziamo eh – di uno champagne, l'”Invitation” 2019 (SBC 2022) di Huré Fréres che accompagniamo con ancora foie a la plancha (euro 6,50), pimientos verdi di Guernica alla piastra (euro 9,80) e delle tartine con uovo sodo, salmone e gambero rosa (euro 2,30/cad.).

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Gambara

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Surtido de setas

La Viña

Chiudiamo la battaglia serale in questo storico bar/ristorante degli anni ’50, dove Santiago Rivera Jiménez ha creato nel 1990 l’ormai celeberrima tarta de queso (euro 6,00 a porzione), la più buona dell’universo. Beh, è l’unica che abbiamo assaggiato. Cremosissima, da mal di pancia. Da strizzoni proprio. Non contenti, replicheremo infatti la mattina successiva a colazione. Ah! Occhio alle porzioni: una comprende due belle fette, ideali da condividere se come noi si è in due.

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Tarta de queso

Usciamo dai vicoli chiedendoci come deve essere questo “tour” durante i festeggiamenti della Semana Grande nel periodo di Ferragosto. Solo per ossi veramente duri, mangiatori che non hanno paura, immaginiamo.

Ci fermiamo giusto ancora al Bar Arenales per un “infuso della buonanotte”, possibilmente a base d’uva. L’ambiente è molto carino e intimo, con luce soffusa. Stanno per chiudere e non ci resta che scegliere velocemente due calici tra quelli disponibili in mescita: un bianco “Rapagòn” di Bodega Viñerón (uve Moscatel e Pedro Ximenez – euro 5,00) del quale non ricordiamo l’annata e un vermut “Muz” di Partida Creus (euro 4,00). Peccato. Per curiosità diamo una sbirciata alla carta dei vini: vini artigianali con prezzi medi. Hanno anche una piccola cucina, sicuramente da provare in futuro.

Adesso però dicci una cosa: ti piace osservare le città dall’alto? A noi tantissimo e quindi, giunti a Bilbao, andiamo a parcheggiare, stavolta gratuitamente, dove arriva e parte la funicolare del monte Artxanda (prezzo intero A/R euro 4,30). Prima però ci fermiamo a scattare una foto al panorama.

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Bilbao

Questa volta non troppo affollata, la funicolare ci scende in un punto strategico per incamminarsi alla scoperta di questa elegante città, tra la parte vecchia con le sue Siete Calles (sette vie) e il lungo fiume Nerviòn, dove svettano le costruzioni più all’avanguardia. Per citarne un paio, l’impressionante museo Guggenheim (biglietto intero euro 15,00), progettato in titanio e vetro da Frank Gehry negli anni ‘90, e il più recente grattacielo Torre Iberdrola di César Pelli.

Della serie “date da bere agli assetati”, nel primo pomeriggio entriamo da Cork, wine bar con cucina, per una bella bottiglia di vino. La lista è interessante, con diverse etichette locali e nazionali, ma i prezzi sono medio/alti. Indovina un po’ cosa abbiamo scelto? Un Vino francese, è più forte di noi! Nella fattispecie un Mâcon Chardonnay “Clos Fourneau” 2018 di Vignes du Maynes, tra l’altro un’azienda che abbiamo visitato diverse nelle nostre scorribande in Borgogna (leggi qui di Beaune). Tu però non scordare di dare un’occhiata alle diverse etichette in mescita: il divertimento è assicurato.

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Cork

Per accompagnare ordiniamo anche qualche assaggio da un’ampia selezione di pintxos baschi: qualche gilda (euro 1,90/cad.), una succolenta fetta di tortilla di patate (euro 2,50), un paio di crocchette di diverso genere (euro 2,00 cad.) e una ciotola abbondante di olive sott’olio (euro 4,50). Tutto di buon livello, ok?

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura

Bene, adesso che la fame è passata, dobbiamo fare solo ancora un piccolo sforzo prima di proseguire verso la prossima meta. Non vorrai mica deludere un amico che vivamente ti consiglia un locale per i pintxos nella città vecchia, vero? Allora passiamo un attimo al bar Gure Toki. Molto buono il panino coi calamari fritti (euro 4,50), lo accompagniamo a un bicchiere di vermut Zarro (euro 3,50).

Ora però andiamo via di corsa, perché si sta facendo buio e manca ancora un ultimo posticino da scoprire.

Getaria, incantevole paesino di pescatori a picco sul mare, tra la terra ferma e il monte San Anton, è noto non solo per essere casa natale dello stilista Balenciaga o la zona produttiva del vino Txakoli, ma anche per Elkano, mecca gastronomica contemporanea grazie alle prelibatezze arrostite su quelle caratteristiche griglie esterne che sono ora davanti ai nostri occhi e da cui si spande un profumino pericoloso, pericolosissimo, fino giù nelle stradine limitrofe. A conduzione familiare da tre generazioni, il nome di questo risotrante deriva da un loro antico e illustre concittadino, Juan Sebastián Elcano, navigatore spagnolo che nel XVI secolo completò la prima circumnavigazione del globo.

Beh, siccome, nonostante avessimo provato a prenotare da agosto, era già troppo tardi, il nostro premio di consolazione ci aspetta a pochi passi: Elkano Txiki bar, uno spin-off piccolo, informale e accogliente, riaperto proprio nella vecchia taverna marinara dove nacque questa attività negli anni ‘60. Assaggiamo dei gambas Joxepa (gamberi fritto secondo la ricetta di famiglia di nonna Joxepa, euro 2,50/cad.) e qualche sfiziosa Necorita gratinada (granchio, euro 4,00/cad.), di cui abbiamo fatto il bis. E anche il tris. Da bere? Una birra (euro 2,50). Ci sarebbe stata una carta dei vini da sbirciare, ma non potevamo cadere in tentazione per il troppo poco tempo rimasto a disposizione. Di certo questa breve visita è bastata a comprendere il loro motto, “comprare una buona materia prima e cercare di non rovinarla“.

La battaglia dei PINTXOS: piccola guida ai PAESI BASCHI per mangiatori che non conoscono la paura - Elkano

Noi, sì stiamo parlando con te, ci salutiamo qui, lungo la strada che ci riporta a San Sebastiàn. Domattina si vola a casa.

È stato un viaggio breve, ma talmente intenso che stiamo già controllando i voli per tornarci l’anno prossimo. Nel frattempo l’appetito ci porterà altrove? Non ci sono dubbi, se sopravviviamo a un’ultima battaglia gastronomica notturna a colpi di pintxos qui nei paesi baschi…

 

About the Author: Diletta Menconi e Marco Zeppa “Bevitori Apuani”

Nati a Carrara nei primi anni 80, non siamo altro che due appassionati di vino a tempo pieno e lavoratori in tutt’altro settore nel tempo libero. E infatti spendiamo tutto ciò che guadagniamo in vino, viaggi e pezzi di Modernariato con la m maiuscola. Da quando poi il nostro girovagare si è concentrato su etichette artigianali e buona cucina, anche e soprattutto grazie alle persone incontrate, ogni esperienza è risultata indimenticabile, rendendo inutile, oltre che praticamente impossibile, realizzare una classifica dei nostri posti preferiti. Se da sempre, per condividerne emozioni e ricordi, scriviamo a penna, con grande piacere, piccole guide per gli amici, adesso è arrivato il momento di farlo virtualmente qui su Enoplane.com. Pronto a partire con noi?