Siamo di nuovo in giro nella bassa cremonese, a caccia di altre esperienze uniche come quella da Cascina Lago Scuro, di cui ti abbiamo raccontato qui pochi mesi fa. Infatti, oggi pranziamo in quello che, te lo diciamo subito, è già diventato un nostro posto del cuore. Sì, l’ennesimo.
Durante il tragitto ci rendiamo conto che veniamo sempre qui in inverno, quando ci accolgono quelle belle giornate di nebbia così fitta da nascondere persino i cartelli stradali. Hai presente? Comunque sia, alla fine, come un miraggio ecco apparire una rassicurante scritta azzurra: TRATTORIA DELL’ALBA. La tensione del viaggio svanisce.

Qui in una minuscola frazione chiamata Vho di Piadena, lungo la vecchia statale in posizione equidistante tra Cremona e Mantova, dal 1850, quando ancora transitavano le carrozze e queste mura offrivano ristoro ai viaggiatori e ai loro cavalli, la famiglia Corbari porta avanti la Trattoria dell‘Alba da sei generazioni. Oggi gestita dai fratelli Bartoletti (la loro mamma era una Corbari): Omar in sala e Ubaldo in cucina, ovvero “il duo del Vho”, giocando sul nome del gruppo musicale Duo di Piadena.
Attraversando la vecchia porta a vetri dalle tendine bianche ricamate, sembra di essere catapultati in un’autentica osteria italiana del Novecento. Un bancone in legno scuro sormontato da un ripiano in granito rosso attira subito l’attenzione e l’occhio percorre le mensole su cui sono disposti liquori e distillati tra cartoline, foto e cartelli scritti a pennarello. Uno su tutti recita: OSTE ERGO SUM, che si addice perfettamente ad Omar, affabile padrone di casa, nonché, a nostro parere, uno tra i migliori osti d’Italia. Come dice lui sorridendo, un “oste statico”. Perché? Perché se da un lato sono in molti a venire qui per incontrarlo, dall’altro – in controtendenza rispetto al momento – lui resta sempre in sala, senza avviare collaborazioni con altri locali sparsi per l’Italia.



Le pareti sono tappezzate di attestati, articoli di giornale, vecchie foto e stampe a tema enogastronomico. Tra i ritagli dedicati alla trattoria notiamo un titolo ad hoc: “Cucina di vicinato”. Termine ormai sdoganato ovunque, ma qui dal significato autentico. La cucina della Trattoria dell’Alba è infatti un concreto esempio dell’incrocio tra Cremona e Mantova, cioè di una tradizione rurale da sempre rispettosa della propria terra.
È arrivato il momento di mettere qualcosa sotto i denti, giusto un paio di bocconi, oggi stiamo a dieta. Ahahah!
Omar presenta i piatti, la sua non è una mera descrizione, bensì una divertente narrazione che finisce con parole e proverbi in dialetto.
La materia prima arriva da coltivatori e allevatori locali nel raggio di pochi chilometri, come il maiale a marchio registrato “Tranquillo” dell’Azienda Agricola Bettella, nutrito senza mangimi chimici, allevato all’aperto e macellato intorno ai due anni di età una volta raggiunto un peso di almeno 300 kg (circa il doppio di quelli allevati al chiuso). Oltre alla carne, fuori menù può capitare del pesce proveniente dal vicino fiume Oglio, di solito si tratta di luccio o anguilla.
I prezzi sono adeguati: i primi costano 13,00 euro, i secondi 25,00 e i dolci 4,00.


Tra i primi, i nostri preferiti sono i marubini ai tre brodi, seguiti dal sorbir di marubini (con aggiunta di vino rosso nel brodo) e i tortelli di zucca al soffritto di pomodoro dolce da una ricetta De.Co. (Denominazione Comunale) di Piadena. La pasta è all’uovo, fatta in casa con uova di galline allevate a terra e farine macinate a pietra.

Per i secondi, ti suggeriamo i lessi misti con le mostarde fatte in casa (alcune sono delle vere bombe piccanti, non a caso Omar arriva al tavolo urlando “Achtung, bitte! Mandarinen!”, ovvero “Attenzione a quella di mandarino!”. Ti sfidiamo ad assaggiarla) e l’oca in “tragna” (pentola di terracotta), tramandata da un’antica ricetta di origini ebraiche, nata dall’esigenza conservare cibo quando ancora non esistevano frigoriferi. “Per tradizione le oche si macellavano a San Martino, l’11 Novembre, quando erano grasse e le carni insaporite dai profumi delle erbe con cui si erano nutrite durante l’estate. Il grasso veniva fatto colare e messo da parte per la conserva, dopodiché l’oca veniva cotta per ore prima di essere messa in barattolo col grasso a riposare per settimane, ammorbidendosi e riamalgamandosi.”
Omar aggiunge: “Esisteranno migliaia di ricette, ognuno l’ha sempre fatta in casa … e troverai sempre chi ti dice “Eh ma lì la fan più buona”. Me lo dicono anche a me. Eh, ma allora valla a mangiare lì! Io non chiamo nessuno, siete voi che venite volontari.” E giù risate.

Proseguiamo sempre con un misto strepitoso di formaggi. Qui i fratelli Bartoletti si sbizzarriscono nella ricerca, scovando introvabili forme di Plaisentìf o Bettelmatt, Montébore oppure – tornando in Lombardia – Bagoss e Bagossin, o ancora il Salva Cremasco a lunga stagionatura. Vista la vicinanza, non mancano inoltre i formaggi di Cascina Lago Scuro.

Dopo tutto questo ben di Dio, tuttavia ricordati di lasciarti uno spazietto nello stomaco per la loro zuppa inglese alla mantovana con lo zabaione.

Cosa si beve?
La cantina della Trattoria dell’Alba nasconde un grande tesoro, liquido, soprattutto italiano.
Omar, come potresti già aver intuito dalla selezione casearia, è un grande esperto di Piemonte e in carta propone una vasta selezione delle migliori etichette artigianali con tanto di bella profondità. Per fare qualche nome: Flavio Roddolo, Giovanni Canonica, Lorenzo Accomasso, Giuseppe Cappellano (di cui abbiamo avuto il piacere di assaggiare proprio un Barolo Piè franco 2015, i-n-d-i-m-e-n-t-i-c-a-b-i-l-e!).
“Il Piemonte di oggi è la Borgogna di una volta, ovvero acidità e mineralità. È una nuova medicina, creata da mani più giovani. Invece, la Borgogna è ormai dolciastra, sembra tutto Gamay”.


Anche per quanto riguarda le bollicine Omar è un maestro: innanzitutto, ci tiene a precisare che “Mi sono de-prosecchizzato da anni ormai”. Grazie alla sua incessante ricerca, abbiamo scoperto degli ottimi metodi classici italiani.
Il benvenuto viene dato con lo spumante naturale lombardo Dom Cabanon della Fattoria Cabanon in provincia di Pavia e, sì, il nome di questo vino ironizza sul Dom Perignon.
Oppure Albino Maria Cavazzuti, spumantista del Modenese che produce esclusivamente vini con metodo classico e affinamento più di 36 mesi sui lieviti. Abbiamo assaggiato il Blanc de Noir (Pinot Noir) e il Grancru Riserva (Pinot Noir e Chardonnay provenienti dall’Oltrepo’ Pavese). Per usare un’esclamazione di Omar: “L’è bon!”, eccome!
O ancora Cantina Zamuner, che sembrerebbe produrre “il più francese degli spumanti italiani” con Pinot e Chardonnay piantati ambiziosamente sui suoli calcarei delle colline moreniche del Lago di Garda da Daniele Zamuner nei primi anni ’80, a seguito dei suoi viaggi in Francia.


Ci salutiamo con un calice di vino dolce, ti va? Prova a dire di no. Allora, bisogna chiedere ad Omar di assaggiare le “palline”. Sì, sì, devi proprio dire così per farti capire. Ti verrà servito un Aleatico Passito dell’Elba dell’azienda agricola La Galea di Giuliano Grazzini. Tutto nasce da come vengono imballate le singole bottigline per il trasporto, cioè singolarmente dentro ai tubi porta palline da tennis riutilizzabili.


Prima di uscire, se non le avevi già notate in carta, dai un occhio nella cassetta di legno vicino all’ingresso: troverai un’offerta de Le ragazze sole, ovvero etichette rimaste singole.

E adesso? Ci perdiamo nuovamente tra la nebbia fitta in cui riecheggia uno dei motti preferiti di Omar: “Viva viva viva l’osteria!” lo senti anche tu?
Trattoria dell’Alba
Via del Popolo, 31
26034 Piadena (CR)
+39 0375 98539
website
Piatti alla carta da 13,00 a 30,00 euro, 4,00 i dolci
Vini naturali in carta: sì
Pro
- l’oste statico
- una cucina di tradizione granitica
- la profondità della carta dei vini
Contro
- la nebbia al ritorno…
Un posto del cuore
Nati a Carrara nei primi anni 80, non siamo altro che due appassionati di vino a tempo pieno e lavoratori in tutt’altro settore nel tempo libero. E infatti spendiamo tutto ciò che guadagniamo in vino, viaggi e pezzi di Modernariato con la m maiuscola.
Da quando poi il nostro girovagare si è concentrato su etichette artigianali e buona cucina, anche e soprattutto grazie alle persone incontrate, ogni esperienza è risultata indimenticabile, rendendo inutile, oltre che praticamente impossibile, realizzare una classifica dei nostri posti preferiti.
Se da sempre, per condividerne emozioni e ricordi, scriviamo a penna, con grande piacere, piccole guide per gli amici, adesso è arrivato il momento di farlo virtualmente qui su Enoplane.com. Pronto a partire con noi?



