Storie autentiche di vino, cibo e persone

Qualche tempo fa ho partecipato a una degustazione da Carmine Aquila, socio dell’Armadillo di Courmayeur. Ogni ospite poteva proporre una o più bocce di Borgogna o Collio Friulano.
Data per certa la presenza di Rino Fontana, storico collezionista di “canne fantastiche”, decido di giocarmela sul mio terreno preferito, quello della provocazione.

Durante la serata si assaggia di tutto, come sempre troppo velocemente: i vini devono piacere subito, alla prima snasata, non c’è tempo o spazio per l’ossigeno, giacché siamo noi degustatori i primi a vivere perennemente in riduzione.

Due i cannoni portati da Rino: una Ribolla Etichetta Nera 2010 di Podversic, splendida per integrità, dinamica di beva, ricca di sfumature al naso e al palato. Che annata la 10, oh!
E un Breg 1997 di Josko Gravner. Vino della Madonna, nonostante preferisca di gran lunga le sue Ribolla, ecco un pezzo di storia gettato in pasto ai cani, tanta la fretta che abbiamo avuto nel blastarlo.

VINI ESTREMI? Britney Spears vs Shellac - Gravner

Ringrazio Carmine per un goffo Macon Village 2016 di Madame Leroy, che a noi babbioni senza grano serve per dire che abbiamo bevuto Leroy…
Ho pure assaggiato il Waldo di Nikolas Juretic (sticazzi l’annata) che mi ha divertito per la sua spregiudicata crudezza.

VINI ESTREMI? Britney Spears vs Shellac - Leroy

Poi altri vini, fino ad arrivare al mio personale Clash of Titans della serata, ovvero la scelta di fare scontrare oggi, mentre scrivo, due mostri non necessariamente sacri, come Chassagne Montrachet Abbaye de Morgeot 1er Cru 1997 di Louis Jadot e Le Jambon Blan..Chard 2011 di Philippe Jambon.

Intanto: cosa intendi per vino estremo? Termine a cui sono storicamente allergico, quando lo sento uscire dalle bocche altrui immagino un francesismo da sommelier per definire un vino che non piace, una schifezza proprio. 
Estremo, credo nasca proprio con i vini di Gravner, quante volte ho sentito questa insulsa parola. Oggi, che i suoi vini non sono più gli stessi di allora, i vini estremi sono altri.

Ma soffermiamoci ancora un istante su questo aggettivo, perché durante la degustazione/scontro, trovo pure io il mio vino estremo: Jadot.

VINI ESTREMI? Britney Spears vs Shellac - Louis Jadot

Pur rispettando assolutamente il lavoro, inteso come fatica, le ore dedicate al progetto che porta alla bottiglia… Le mie note di degustazione parlano di un calice lordo, legnoso, morto. Americano, privo di sciancratura, sciagurato, tecnico, caro, vecchio, stucchevole, piatto, solfitato, indigesto, industriale, banale, noioso e nauseabondo… Potrei continuare per ore.
Rientra certamente tra i vini più “estremi” mai bevuti. E non è la prima volta che inserisco uno Chardonnay di Borgogna in questa classifica.
Nessuno tra i convitati grida allo scandalo, nessuno afferma di avere affrontato un vino estremo.

Arriva quindi il momento del mio vino, come dicevo uno Jambon Blan..Chard 2011 di Philippe Jambon ottenuto da uve provenienti da una parcella di Guy Blanchard.

VINI ESTREMI? Britney Spears vs Shellac - Philippe Jambon

Una fermentazione lenta in rovere, su più anni, nelle fredde cantine di Jambon. Imbottigliato nel 2019, ovviamente senza solforosa aggiunta.
L’impatto volatile al naso e acido in bocca fa saltare tutti dalla sedia, il vino è bocciato sine qua non.
Cerco di difendere il mio Chard dicendo che lui è un freak tatuato in faccia che permette a noi Cristi di portare il nostro tatuaggino con disinvoltura. Che, facendo un paragone musicale assomiglia a un sasso in fronte stile Shellac. Ma non c’è verso. Il vino è estremo, non ci siamo.
Nel frattempo la volatile si è acquietata, non l’acidità in bocca. Il miele, la terra, il fiore secco, la resina e ovviamente l’ossidazione mostrano il vino, che è asciutto, teso come una corda, maestoso, austero, severissimo. È lui che mi giudica, non il contrario.
Mi si chiede quanto costi una roba simile, sarebbe comunque troppo cara. Troppo estrema.

Di Jadot non parla nessuno, degli anni di expertise spesi e da spendere ancora,  rincorrendo vini à la Britney Spears neppure.
Neppure io voglio parlarne.
Sono troppo preso dallo stabilire un contatto con questo obliquo diamante.
Obliquo sono io.

 

About the Author: Edoardo “Edo” Camaschella

Nato ad Aosta nel Marzo del 1977, passo l’infanzia in skate. Poi snowboard, mountain-bike, trail… Musica, sempre, viaggi e contaminazione pure. Nel 2006 una Coulée de Serrant fa nascere in me l’amore per il Vino. Mi informo, assaggio, esploro, leggo e scrivo. Studio! Con ahimè pochissime occasioni di scambio e come sempre, senza indossare divise. Dal 2019 vendo la mia idea di Vino in Valle d’Aosta. Ma in fondo l’ho sempre fatto: raccontandolo agli amici, annoiando Francesca mia moglie, facendo scappare i miei figli, Bianca e Dante! Proprio la condivisione insieme alla natura del gusto, sono i cardini del mio approccio. Che è essenzialmente musicale, non necessariamente tecnico. Sicuramente emozionale e positivo. In una parola: hardcore!