Spesso nell’immaginario di un foresto, Rimini è la località balneare turistica italiana per eccellenza e poco altro. Non rappresenta di più che una lunga passeggiata, altamente stereotipata, tra il mare e i locali che la popolano.Qui infatti nel 1843 fu inaugurato il primo stabilimento balneare italiano e ignorantemente anche io non gli attribuivo più di 30/40.000 abitanti “invernali”.
Non avevo idea che in realtà gli autoctoni fossero quasi 150.000 e che fosse stata fondata nel 268 a.C. dai Romani, come crovevia tra la via Flaminia e le vie Emilia e Popilia, per sconfiggere i Galli che imperversavano nellla Pianura Padana.
Ancora meno immaginavo che avesse un caratteristico centro storico cinto da mura del medesimo periodo storico, un arco di Augusto che è il più antico d’Italia (28 a.C.), i resti di un anfiteatro romano segnato dai bombardamenti delle guerre mondiali e… un ristoro dal sapore incantato, dove due giovani innamorati accolgono i loro ospiti per fargli dimenticare le fatiche esistenziali a colpi coccole sussurrate e splendide vivande: Abocar due cucine.

I due giovani si chiamano Camilla Corbelli e Mariano Guardianelli. Lei riminese nata tra le cucine dello storico ristorante di famiglia “Il Lurido”, lui argentino, ma con alle spalle una famiglia di origini italiane e un battesimo avvenuto a un corso di cucina a Cordoba. Galeotta fu l’esperienza al Ca’ Sento, ristorante in voga a Valencia in quel periodo, durante gli anni di formazione in giro per il mondo.
Dal quel momento i loro cuori non si sono più separati e nel 2014 hanno dato forma al ristorante in via Carlo Farini, dove Camilla è passata a dirigere la sala mentre  Mariano ha preso le redini della cucina, in uno scambio continuo volto a impastare le capacità acquisite da entrambi, assieme o lontani, tra il Celler de Can Roca, Uliassi, La Buca, il Piazza Duomo, da David Toutain… e il risultato? Il risultato l’ho ammirato a cena con Pula un venerdì sera di fine Maggio.

Chips di tapioca e Soyotta

 

Mate, caprino e pompelmo

 

Chipà

 

Cestino d’erbe e rosole

 

Cestino d’erbe e rosole #2

 

Pani e grissini

 

Asparago, pomodoro verde e alghe Abocar due cucine Rimini

Asparago, pomodoro verde e alghe

 

Cocco, piselli e salvia

 

Abocar due cucine Rimini Spaghetto, vongole e vino bianco

Spaghetto, vongole e vino bianco

 

Seppia, liscari e sesamo nero

 

Il secondo servizio della seppia

 

Anatra, rapa e frutti rossi Abocar due cucine Rimini

Anatra, rapa e frutti rossi

 

Il secondo servizio dell’anatra

 

Abocar due cucine Rimini Il secondo servizio dell'anatra #2

Il secondo servizio dell’anatra #2

 

Riso, mandorla, fragola e limone

 

Orzo, gianduia e cannella

 

Piccola pasticceria

La cucina dell’Abocar due cucine è un vivido ed elegante contrasto tra le culture dei due proprietari, un esercizio dal gusto nitido scevro da orpelli modaioli e stucchevoli infrastrutture, un felice trabocchetto orchestrato soddisfando i desideri indotti nei commensali nel corso dei menù degustazione. Per essere chiaro, pensi che “Seppia, liscari e sesamo nero” sia un piatto persino troppo delicato a questo punto della cena ed ecco fare capolino in tavola un secondo servizio a completarlo. Ti passa per la testa durante l’assaggio di “Anatra, rapa e frutti rossi”, che, siccome siamo in Emilia-Romagna (sento l’eco dei “sbagliato, siamo in Romagna”), ti avrebbe fatto piacere un piatto di pasta fresca e in un men che non si dica spunta un raviolo ripieno delle sue cosce in brodo della medesima.
Pure l’apparentemente classico “Spaghetto alle vongole e vino bianco”, grazie al sapiente uso di grassi e spezie, suona fresco e graffiante.
Ci siamo capiti? Beh, la magia è stata chiara sin dai due antipasti. Tanto che ho dovuto cedere parte del mio “Cocco, piselli e salvia” a Pula che magari già lo sai, non è che impazzisce per i “vegetali”.
“Ma come? Non stavate procedendo con lo stesso menù?” No, una delle tante cose che ho apprezzato di Abocar due cucine è che, fatta eccezione per il Mano Libres che va ordinato da tutto il tavolo, la carta e gli altri tre menù degustazione possono essere scelti indipendentemente dal singolo commensale, secondo fame e voglie.

La gradevole location, come già anticipato, è un qualcosa di fatato, a volte essenziale (la mise en place) ma curato nei minimi dettagli sia per quanto riguarda la sala interna che per il riparato cortile interno. La carta dei vini, personale e moderna, conta più di un centinaio di referenze capaci di accontentare qualsiasi cliente con ricarichi consoni alla situazione e il plus di una ampia fotografia del territorio vitivinicolo circostante (io mi sono divertito con un Anam di Vigne di San Lorenzo). Il personale è giovane, gentile quanto preparato, coeso.

Insomma, dopo un inverno come quello appena passato qualunque siano i tuoi demoni, Camilla e Mariano hanno la formula magica per scacciarli e garantirti uno speciale momento di gusto sempre unico e differente, dove i vecchi universi vengono distrutti e si creano nuove stelle. Vorrei averla scritto io, ma purtroppo l’ultima frase è una citazione di Paolo Coelho

 

Abocar due cucine
Via Carlo Farini, 13/1
547921 Rimini (RN)
+39 0541 22279

Menù degustazione:
Menù Piccolo Pesce, 4 bocconi + 4 portate, 49,00 euro
Menù Piccolo Carne, 4 bocconi + 4 portate, 49,00 euro
Menù Abocar, 4 bocconi + 6 portate, 68,00 euro
Menù Mano Libres, 4 bocconi + 8 portate, 90,00 euro
Piatti alla carta: 14,00/32,00 euro
Pane, coperto e piccola pasticceria: 3,00 euro