Se ti avevamo già prosciugato la bocca con Rito, preparati: stiamo per trascinarti in un nuovo tourbillon di gusti e sapori, ripartendo proprio dall’Abruzzo, quello ruvido e verticale, dalla provincia dell’Aquila per essere precisi.
La prima mangiata la facciamo a Santo Stefano di Sessanio. A quota 1.200 metri, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a poche curve dall’altopiano di Campo Imperatore e dall’ombra severa della Rocca Calascio.
Sembra esistere da sempre, eppure Cantina Chiesamadre è un bistrot minuscolo, aperto nell’agosto del 2020, nel cuore di quello che consideriamo uno dei borghi più belli d’Italia.



L’oste è Paolo Quaglia, aquilano, poco più che quarantenne. Alle spalle ha una laurea in Economia e un lavoro da consulente, ma da anni ha scelto di dedicarsi completamente alla sua passione enogastronomica. Un cambio di vita che matura nel 2008, quando incontra il mondo dei vini naturali.
È lui, nel 2011, a ideare insieme ad altri soci Naturale – Salone del Vino, la prima fiera dedicata ai vini artigianali in Abruzzo. Un progetto pionieristico, seguito in prima persona per tutte le otto edizioni, coinvolgendo ogni anno circa una sessantina di aziende.
Nel 2016 poi apre Alimentaria Enotica Montana, sempre a Santo Stefano di Sessanio: un esperimento, come lo definisce lui stesso, che diventerà il progetto pilota di Cantina Chiesamadre.
Entriamo. L’ambiente è piccolo, raccolto, interamente in pietra. L’arredamento è minimale, pensato e realizzato da Velia, compagna di Paolo, restauratrice e interior designer. Insomma, tutto è misurato, senza nulla che alzi la voce: un rifugio dove rallentare per ricaricarsi viene naturale.
Quando il meteo lo permette, inoltre il bistrot si allarga all’esterno, diffondendosi in un bellissimo giardino terrazzato.
Prima della consueta carrellata di immagini, vale la pena precisarlo: l’abilità di Paolo sta soprattutto nel sapersi procurare una materia prima locale di altissima qualità e nel lavorarla con rispetto, affidandosi quasi esclusivamente al forno. Una cucina essenziale, diretta, che lascia parlare gli ingredienti.

Lenticchia di Santo Stefano (presidio Slow Food) con peperone crusco e salsiccia (16,00 euro)

Zuppa di cardi e stracciatella d’uova (11,00 euro)

Pane al cioccolato con gelato allo zabaione (5,00 euro)
La carta dei vini di Cantina Chiesamadre è costruita con la stessa intelligenza: produttori locali scelti con attenzione, prezzi onesti e, a rotazione, qualche felice deviazione verso il resto dello Stivale e Oltralpe.



Beviamo l’ultimo calice seduti sul muretto, scaldati dal sole, poi si riparte. Direzione provincia di Teramo, verso quello che a noi piace chiamare il triangolo del Teramano, decisamente più pericoloso di quello delle Bermuda.
Il secondo approdo di questo viaggio è Acino, bar a vino situato nel cuore di Teramo, nascosto tra due affascinanti presenze: il Duomo di Santa Maria Assunta e il Teatro Romano.

Acino apre i battenti nel dicembre 2021. I soci inizialmente sono quattro, oggi sono rimasti in tre. Ce li troviamo davanti appena entrati, sorridenti e già indaffarati: Gianluca Di Blasio, Francesco Falconi, per tutti “Checco”, e Luca Furii. Tutti di Torricella Sicura, classe a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Con loro c’è Guido in sala, mentre dalla cucina, tra pentole fumanti, fa capolino chi dall’estate 2024 ha cambiato passo al locale: Gloria Cicconi, ventisette anni e una mano sorprendentemente sicura in cucina.
Ci accomodiamo in fondo all’affollato bancone. L’atmosfera è frizzante, Gianluca si avvicina e butta lì la loro filosofia, senza troppi giri di parole: “Siamo un posto pe’ fa divertì la gente, qui è così”.
Mentre scegliamo il vino, Gloria ci fa assaggiare una focaccia ancora calda. Soffice, con una crosta sottile e dorata, perfetta insieme al burro montato al peperone. Scopriamo che la panificazione è uno dei suoi punti forti, anche se per ora la produzione è limitata dagli spazi. Per questo il pane arriva invece dal forno Forma dell’Aquila.
Comunque, chiedendoci come, e dove, abbia imparato a cucinare, scopriamo che è autodidatta: l’unica esperienza significativa è stata al ristorante stellato La Gioconda di Gabicce, ma… in sala.! Sbalorditivo.

Tapas: alici di San Benedetto del Tronto (4,00 euro) e…

Fracchiata, una sorta di polenta di ceci e cicerchia, con funghi cardoncelli, porri e il loro fondo di cottura (10,00 euro)

Maiale brasato e purea di cavolfiore (12,00 euro)

Vitello tonnato (14,00 euro)
E sì, anche con la scelta delle bottiglie ci siamo divertiti parecchio.


Ci alziamo dal bancone con la sensazione di aver solo scalfito la superficie. L’Abruzzo, quando decide di farsi magnetico, non concede vie di fuga. Il viaggio però non è finito: il triangolo del Teramano ha ancora molto da dire… Continua!
Cantina Chiesamadre
Via Sotto gli Archi, 12
67020 Santo Stefano di Sessanio (AQ)
+39 347 660 1328
Instagram
Acino
Vicolo Chiasso dell’Anfiteatro, 7
64100 Teramo (TE)
+39 388 148 3602
Instagram
Nati a Carrara nei primi anni 80, non siamo altro che due appassionati di vino a tempo pieno e lavoratori in tutt’altro settore nel tempo libero. E infatti spendiamo tutto ciò che guadagniamo in vino, viaggi e pezzi di Modernariato con la m maiuscola.
Da quando poi il nostro girovagare si è concentrato su etichette artigianali e buona cucina, anche e soprattutto grazie alle persone incontrate, ogni esperienza è risultata indimenticabile, rendendo inutile, oltre che praticamente impossibile, realizzare una classifica dei nostri posti preferiti.
Se da sempre, per condividerne emozioni e ricordi, scriviamo a penna, con grande piacere, piccole guide per gli amici, adesso è arrivato il momento di farlo virtualmente qui su Enoplane.com. Pronto a partire con noi?




ACINO, cibo con sapori fantastici,vini fuori dal comune . CONSIGLIATISSIMO