Storie autentiche di vino, cibo e persone

Mi capita spesso di rientrare dalle gite nel Chianti con l’amaro in bocca, principalmente perché le sue bellezze architettoniche e paesaggistiche sono vittime di un noiosissimo mainstream enogastronomico.
L’arma utilizzata per compiere tale sacrificio simbolico è una parola svuotata del suo originale significato, salvo rarissime eccezioni: agriturismo.
Da ragazzino, per vivere l’esperienza dell’agriturismo, andavo in Toscana o in Veneto. In quegli anni, vini e landscape toscani esplodono mediaticamente diventando sempre più conosciuti al grande pubblico, mentre una legge regionale spanciata consente a tante aziende di potere usufruire del prefisso “agri”, pur essendo nei fatti solamente “turismo”.
Viene quindi a crearsi una realtà di facciata, costituita da gestioni economicamente solide, ma prive della concretezza territoriale, del circuito chiuso, agricolo e spontaneo, che aveva lanciato i primi agriturismo.
Non solo: perduta è la proprietà romantica dell’immobile, essendo quest’ultimo sempre frequentato da nuovi ospiti.

Costretti a trovare nuove sistemazioni per staccare dal fastidioso trambusto dei turisti, gli host comprano casa in paese, dove orde di visitatori nordici low-cost, in tenuta da safari con cappello di paglia e quant’altro, si fotografano davanti a colorati troll di plastica posti all’esterno dell’ennesimo negozio di souvenir. Credimi.
Spritz e cappuccini vari abbondano, accompagnano bistecche di dubbia provenienza, dal peso standard di un chilo e duecento, mentre le enoteche vendono le solite etichette dinosauro, oppure, ancor peggio, Syrah GDO travestite da vini importanti.
Metaforicamente, nei selfie, insieme ai troll, dovrebbero entrarci anche tutti coloro che hanno scelto una modalità di gestione eccessiva, sfruttatrice di un patrimonio dal valore incredibile.

È vero, ci sono rare eccezioni, ma…

COLOMBAIA, romantica e resistente anomalia tra le colline del Chianti Senese - Colle di Val d'Elsa

Colombaia è l’anomalia.
Intanto non troverai indicazioni stradali, enormi cartelli o ghirigori metallici in prossimità del casale settecentesco che non si è visto trasformare in agriturismo.
Non si tratta qui di essere paraculi, egoisti, ricchi o comunisti, ma di riconoscere lucidamente la propria fortuna, darle un peso lungimirante che disobbedisce all’aspetto economico.
Le analogie con la visita da Marino Colleoni si rincorrono: parliamo di 2 realtà estranee al contesto esterno, coinvolte nel paesaggio, rapite, aliene.
Le vigne sono incastonate in una sorta di manico di ombrello della Val d’Elsa, ricco in fossili e calcare, verso cui dal mare soffia un leggero vento pomeridiano.
Immagino i silenzi, la fortuna nel godere esclusivamente di una tale vista al tramonto. Ecco cosa davvero non ha prezzo.

COLOMBAIA, romantica e resistente anomalia tra le colline del Chianti Senese - Helena

COLOMBAIA, romantica e resistente anomalia tra le colline del Chianti Senese - Dante

COLOMBAIA, romantica e resistente anomalia tra le colline del Chianti Senese - Chianti Senese

Dal 2003 Helena e Dante si fanno interpreti di questo angolo di paradiso da sempre vocato alla produzione di vino, decidendo di seguire un percorso in purezza, non conferendo più le uve alle cantine locali, abbandonando le denominazioni, abbracciando la biodinamica, certificandola.
La scuola di vinificazione francese, l’amicizia con Marcel Lapierre, icona del sans soufre in Beaujolais, chiudono il cerchio.
Tre sono i vini naturali prodotti, un bianco e due rossi senza solforosa aggiunta. Ecco perché dico naturali.
È importante rimarcare questo aspetto nel periodo in cui TUTTI parlano di vino artigianale: Colombaia fa vini zero/zero, fa vini naturali!

COLOMBAIA, romantica e resistente anomalia tra le colline del Chianti Senese - Bianco

I sorsi sono calibrati, territoriali nella migliore accezione del termine: luminosi, freschi, meravigliosamente semplici.
Non ho voglia di romperti le scatole, con descrizioni da sommelier che puzzano di fake agriturismo lontano un chilometro.
L’originalità di questi vini non la costruisci, nasce dal rispetto della terra, del frutto e del paesaggio. E dall’assenza di solforosa aggiunta, a sottolineare l’emotività del progetto.
Il Bianco 2023 è un uvaggio di Trebbiano e Malvasia toscana delicatamente aromatica. 4 mesi sulle bucce. Snello, tannico il giusto, iodato, lento.
Vigna Nuova è un Sangiovese in purezza, vinificato in acciaio. Nel 2024 ha dato vita a un vino dalla grande eleganza, diverso per annata da una comunque interessantissima 2022.
Vigna Vecchia 2021 aggiunge al Sangiovese alcuni filari di Colorino, Malvasia Nera e Canaiolo. Vigne di 50 anni necessitano una vinificazione per gravità in vasca grande di cemento e un affinamento di circa 3 anni in botte di Slavonia da 26hl, per restituire un vino di grande coerenza territoriale, complesso, profondo.

COLOMBAIA, romantica e resistente anomalia tra le colline del Chianti Senese - Nerone

Ritorno nella realtà chiantigiana con una bottiglia di Nerone, Cabernet Sauvignon 2015 regalatami da Dante, pochi filari voluti da suo padre, vinificati in purezza, con una semi-carbonica in botte piccola.
Lo assaggiamo di sera, pagando il diritto di tappo in uno dei vari ristoranti di San Gimignano.
È il migliore vino che abbia bevuto nel 2025.
Ispira una sorta di malinconia che non è rassegnata, ma combattiva.
“Non tutto è perduto”, ecco cosa dice. Ricominciare. Disporre diversamente della nostra libertà, riorganizzarla, riportare la testa tra le nuvole. Non conformarsi, continuare a sognare, per dare finalmente senso alla realtà.

Colombaia. Refuse. Resist.

 

Colombaia
Località Mensanello Colombaia, 24
53034 Colle di Val d’Elsa (SI)
+39 393 36 23 742
website

 

About the Author: Edoardo “Edo” Camaschella

Nato ad Aosta nel Marzo del 1977, passo l’infanzia in skate. Poi snowboard, mountain-bike, trail… Musica, sempre, viaggi e contaminazione pure. Nel 2006 una Coulée de Serrant fa nascere in me l’amore per il Vino. Mi informo, assaggio, esploro, leggo e scrivo. Studio! Con ahimè pochissime occasioni di scambio e come sempre, senza indossare divise. Dal 2019 vendo la mia idea di Vino in Valle d’Aosta. Ma in fondo l’ho sempre fatto: raccontandolo agli amici, annoiando Francesca mia moglie, facendo scappare i miei figli, Bianca e Dante! Proprio la condivisione insieme alla natura del gusto, sono i cardini del mio approccio. Che è essenzialmente musicale, non necessariamente tecnico. Sicuramente emozionale e positivo. In una parola: hardcore!