Foodie Trips – Cruda guida enogastronomica della Thailandia #1

La Thailandia, anche nota come “il paese del sorriso”, è conosciuta in tutto il mondo per i mari cristallini, le foreste tropicali, i templi sfolgoranti, i misteriosi resti del regno del Siam e un bouquet di suggestioni che solo chi l’ha vissuta può intuire.

Capace di stordirti con grattaceli da capogiro, vivaci mercati galleggianti e una pazza, a voler essere gentili, vita notturna, offre prospettive naturali tanto pure e magnificenti da rendere sopportabili i più di 30 milioni di visitatori annui che la battono assiduamente in lungo e in largo armati di reflex e aste da selfie.

Ma stai tranquillo.
Quando la crisi mondiale causata dal Covid19 finirà, se deciderai di visitarla, riuscirai a trovare il tuo posto, a vivere la tua esperienza, più o meno spirituale, e finirai per lasciarci un pezzettino di cuore.
Stanne certo, in special modo se seguirai i consigli riportati in questa guida enogastronomica della Thailandia.
Un po’ diario un po’ vadecum, elenco di consigli di viaggio e insieme lista di luoghi da visitare assolutamente ma sopratutto crudo baedeker gustativo libero e forse un po’ cazzaro, ricco di sorrisi. Come la Thailandia 😊

Perché dovesti leggerla?

Perché di guide ne troverai a bizzeffe, ma poche ti offriranno uno sguardo appassionato, privo di sponsor e preconcetti, su uno dei più grandi tesori thai, la sua tavola.
Te lo dico subito, è divisa in più parti e ognuna di esse è organizzata per paragrafi dall’ordine a volte casuale. Diversamente più che un post unico avrei dovuto pubblicare un eBook.
Ti racconterà di Bangkok e della sua provincia, di Phuket, della Costa delle Andamane e della provincia di Phang-Nga, Isole Similan e lago  Cheow Lan compresi.
Quindi non ti lamentare e vai avanti, non te pentirai.

Sawasdī khrab.

 

Spostamenti (su ruote)

Se non sai come fare, anche se pensi di essere Samuel Lee Jackson ne Il Negoziatore, ti spenneranno o ben che vada perderai comunque un sacco di tempo.
Taxi, minivan, tuk tuk, anche i motorini… la storia è sempre la stessa.
Appena metti piede sul suolo thailandese devi procurarti una SIM dati e assicurarti di aver installato sul cellulare 2 app, i tuoi due nuovi migliori amici: Google Maps e Grab.
Ogni volta che ti sposti, devi calcolare il percorso sulla prima app e passare direttamente alla seconda per chiamare il mezzo scelto (cliccando sul pulsante nella foto) o per iniziare a contrattare con il conducente di turno, partendo dall’importo indicato su Grab.

Come spostarsi in un Thailandia Foodie Trip

Prima che ridendo ce lo spiegasse un giovane albergatore , per spostarci in tuk tuk da una stazione dei treni alla città vecchia, 5 minuti di macchina senza traffico, abbiamo speso quanto per andare, qualche giorno dopo, dall’aeroporto di Phuket al nostro albergo di Khao Lak. 1 ora e mezza di viaggio in taxi con Grab. Sigh!
Per noi occidentali i trasporti costano relativamente poco e così facendo, ho potuto evitare di prendere treni o autobus e godermi gli stupendi paesaggi dai finestrini e, quando ne avevo voglia, di chiacchierare con i taxisti, autentiche guide del luogo.
Se hai la patente internazionale puoi noleggiare qualcosa, per esempio uno scooter. Una macchina nel “caos” thailandese potrebbe essere difficoltosa da guidare, anche per chi è abituato a guidare all’inglese.
Ah, quando ti sposti nelle ore centrali della giornata, metti sempre in conto di perdere un po’ di tempo per il traffico.

 

Cambio soldi

Il cash puoi cambiarlo in tutta tranquillità una volta sceso dall’aereo o in qualunque centro urbano.
I cambio soldi sono praticamente dappertutto e più sono logisticamente inculati e sfigati, migliori sono i tassi di cambio.
Per esempio, in aeroporto i più vantaggiosi li ho individuati prima dell’uscita o al livello più basso, dove si prendono i treni.
Ovviamente questo non vale in regime di esclusiva: se nel raggio di km non c’è ne sono altri, i presenti non ti regaleranno niente.
Per essere sicuro di sapere sempre cosa stai facendo, comunque scaricati un convertitore di valuta come questo.

 

SIM

Appena atterrato, la prima cosa che devi fare è procurarti una SIM locale.
Io mi sono trovato molto bene con una prepagata AIS (non quella banda d’avvinazzati che aspettano ancora il Vinitaly bevendo Champagne, eh) per viaggiatori che mi ha garantito giga e minuti per 15 giorni a una quindicina di euro.
Prendeva anche in mezzo all’oceano. Veramente.

NB: i rivenditori di SIM in aeroporto solitamente accettano esclusivamente pagamenti in contanti, perciò se non li hai, cambia il corrispettivo richiesto nel cambio più vicino. Il resto lo cambierai dopo con maggior guadagno.

 

Bangkok, dove alloggiare

Le scelte per me sono solo due: Ratanakosin o Siam Square.

Ratanakosin Thailandia

Ratanakosin è il cuore della città vecchia, il punto dove più di 200 anni fa tutto è iniziato. Tutti i principali monumenti storici si trovano qui e dormirci è una scelta ideale per visitarli. Assicura di respirare l’atmosfera più autentica della capitale, di raggiungere rapidamente la frenetica strada-santuario dei backpackers, Khaosan Road, ottimo punto di partenza per organizzare escursioni last minute, e permette di vivere in mezzo a monaci e locali, di addentrarti tra caleidoscopici mercati o lanciarti in un tiro di schioppo a Chinatown tra le tanto celebrate bancarelle e botteghe di street food.
Se ti fa piacere un consiglio, io ho alloggiato in questo caratteristico B&B affacciato su un canale alle spalle del Wat Mahanparam Worawihan.
Poco più a nord, nel caso ti piaccia la tipologia di struttura, sono presenti anche una miriade di ostelli fighissimi.

Siam Square

Siam Square e dintorni, semplicemente il paradiso cittadino dello shopping e dei ristoranti.
Qui puoi comprare e mangiare di tutto, dormire in lussuosi alberghi, soffrire di vertigini su uno dei tanti skybar fino a notte fonda e fare colazione con i dolci di  pasticcerie che farebbero strabuzzare gli occhi a più di un parigino.
Nella stessa zona sono anche presenti numerosi siti di interesse artistico e spirituale come la Casa di Jim Thompson , il parco Lumphini e il museo Bam Khantieng.
In entrambi i casi preparati a doverti guardare dai procacciatori.

 

I procacciatori, amichevoli sconosciuti

Con il termine procacciatori intendo che la maggior parte dei thailandesi con cui ho interagito per strada hanno una certa attitudine all’affare e alla contrattazione.
Tutti conoscono qualcuno che può aiutarti e offrirti quello che cerchi. Ovviamente dietro onesto e “felicemente contrattato” compenso.
Per esempio mentre io e Pula cercavamo informazioni per i Wat (tempio in thailandese), una volta ci è stato detto che erano chiusi perché i monaci stavano mangiando, un’altra perché al pomeriggio non mi ricordo se dormono o pregano, un’altra perché…
Ma stai tranquillo che il nostro procacciatore di turno aveva un amico pronto a farci passare un paio d’ore indimenticabili… ovviamente non gratis e ovviamente non era vero che non si poteva accedere ai templi.
Non ti arrabbiare, sono anche simpatici, ma non ascoltarli e prosegui.

 

Street Food

Considerato il migliore al mondo, lo street food thailandese nasce preparato dalle donne come cibo da mercato galleggiante ed è stato venduto da imbarcazioni su fiumi e canali della Thailandia per oltre due secoli. Tuttavia, sin dagli inizi del XX secolo, i cambiamenti attuati da Re Rama V ne causano lo spostamento verso la terra ferma.
La cultura del cibo di strada nel sud-est asiatico è stata introdotta dai coolie cinesi (all’incirca operai trasfertisti) alla fine del XIX secolo e molti cibi di strada thailandesi sono derivati o fortemente influenzati dalla cucina cinese.
Cio’ nonostante non diviene popolare tra i nativi thailandesi fino agli inizi degli anni ’60, quando la rapida crescita della popolazione urbana ne stimola la diffusione della cultura nella provincia di Bangkok.
Il resto è storia, o una puntata della serie Street Food su Netflix.
Bel racconto, ok. Ma vale la pena volare per oltre 12 ore solo per assaggiarlo?
Intanto, non fare l’errore di pensare che tutto lo street food qui sia divino.
Pensaci… tutte le pizze in Italia o a Napoli sono buone? Solo da noi esistono attività attira turisti e dalla qualità infima?

Street Food Bangkok

L’ambulante nella foto rende bene l’idea, ma se non ti bastasse anche il piatto nella prossima foto era immangiabile. Non parlo di “Troppo piccante!” o “Sono gusti a cui non mi sono ancora abituato”, era proprio immangiabile per gusto, frescezza degli ingredienti,… eppure sembra invitante, no? (Se ti stai chiedendo come faccio a essere così tranciante, sappi che di Tom yam kung ne ho mangiati di deliziosi, non accondiscendenti, per tutto il viaggio…)

Guida Enogastronomica della Thailandia Tom Yam

Non sono tutti Jai Fay (di lei ti parlerò in una prossima puntata di questo Foodie Trip; ho realizzato uno stupendo video in cui è intenta a preparare la tua famosa omelette di granchio) o appuntano una Stella Michelin sul grembiule.
Molte delle bancarelle che incontrerai non meritano la tua attenzione.
Ma se ti armi di pazienza, aguzzi sia l’olfatto che la vista e ti abbandoni nel vortice della culturale locale, potresti assaggiare il Phad thai più buono di tutta Bangkok, il maiale essiccato in una zuppa da ristorante gourmet e molte altre prelibatezze.
Ricordati solo di consumare cibo cotto al momento; come noterai girovagando per la città vecchia, le linee delle bancarelle spesso sono preparate all’alba con la l’acqua dei canali. Non so se mi sono spiegato.
Per facilitarti il compito eccoti 5 indirizzi sciuè sciuè (questo è napoletano, non thailandese ):

  • Guay Jub Mr. Jo (86 Soi Chan 44, Bang Kho Laem, Bangkok) per i noodles in brodo serviti con pancia di maiale croccante e uovo;
  • Pad Thai Thipsamai (313-315 Mahachai Road, Samranrat, Pranakorn, Bangkok) per il Pad thai più celebrato della città;
  • Sae Phun (112 Mahannop Road, Phra Nakhon, Bangkok) per il family food per eccellenza, lo stufato di pollo servito con i tagliolini o il riso;
  • Jeh O Chula (113 Soi Charat Muang Road, Pathumwan, Bangkok) per un Tom yam buono, oltre che bello;
  • Kor Panich Sticky Rice (433 Thanon Tanao, San Chao Pho Sua, Phra Nakhon, Bangkok) per il dessert thailandese per eccellenza, il Mango sticky rice.

Foodie Trips Thailandia

Guida enogastronomica della Thailandia Mango Sticky Rice

 

Sky Bar

In un viaggio in Thailandia non può mancare la visita a uno dei vertiginosi Sky Bar di cui Bangkok, ma non solo, è piena.
Almeno una volta nella vita avrai sognato di volare e vedere il mondo dall’alto o mi sbaglio? Bene, qui puoi farlo stando comodamente seduto mentre sorseggi un cocktail al tramonto, ballando fino a notte inoltrata o, quando permesso dagli orari della struttura, ammirando l’alba mentre fai colazione.
In realtà gli Sky Bar non si trovano solo a Bangkok ma ce ne sono un po’ in tutti gli agglomerati turistici della regione, per esempio a Phuket.
I cocktail possono essere un po’ cari, dai 6 euro alla ventina, e la cucina a volte non è il massimo, ma l’atmosfera è allucinogena, pura poesia.
Googolando ne puoi trovare a bizzeffe, tra cui il Lebua, Hotel Sky Bar reso famoso dal film “Una Notte da Leoni 2”. Ma se vuoi staccarti dalla massa, sotto trovi i video di 2 di quelli che mi sono piaciuti di più, l’Above Eleven (Bangkok) e il 360 Degree (Phuket). Entrambi hanno prezzi abbordabili e offrono atmosfere da sogno.
Il primo è stato disegnato per ricreare uno scorcio del Central Park di New York al 33esimo piano del Fraser Suites, offre cucina e cocktails d’ispirazione Giappo-Peruviana e ogni notte ospita un Dj.
Il secondo si trova all’ultimo piano del NookDee resort a Kata Beach e propone una vista a 360 gradi sul mare delle Andamane insieme a cocktails, birre e snack per “pochi” Bath.
A te la scelta.

 

 

Che dici?

Ce ne è abbastanza per questa prima puntata?

Tanto per “cetare” un po’ nei post successivi si parlerà della cucina thai, del mio ristorante preferito, di Phuket, di vino, di Khao San Road, di cocktails e ghiaccio, di birra, di ristoranti stellati, di piatti da assaggiare assolutamente, di come mangiare a ristorante, di Khao Lak, del mio posto preferito, di isole tropicali, di templi, di mangiare a tarda notte, di tè pomeridiani, del mercato galleggiante di Daemon Sudawak, di aria condizionata, di mangiare italiano, di mangiare internazionale, di pizza, della Casa di Jim Thompson, di dolci, di cioccolato, di speak easy, di Ko Panji, del battello “segreto” di Bangkok, di Bangla Road (la via della perdizione), delle isole Similan, di James Bond Island, della volta che ho dovuto lottare con la mafia thailandese, armato di una ciabatta, per salvare la vacanza e l’abbronzatura a Pula e di tante altre cose.

Insomma sarà propio un bel Foodie Trip.

Porta pazienza.

 

Tutte le foto sono state scattate da enoplane.com