Storie autentiche di vino, cibo e persone

Passato oramai qualche anno dal racconto di Andrea, era tempo di un piccolo aggiornamento su uno dei ristoranti più chiacchierati del momento, nonché certamente uno dei nostri preferiti: Da Lucio.

Terrazza esterna

Il ristorante si è trasferito circa un anno fa all’interno della darsena di Rimini, praticamente in mezzo al mare, che si può ammirare dalla terrazza esterna in cui è possibile anche prendere un aperitivo. Purtroppo, a novembre con il sole che tramonta presto, la vista non rendeva granché, ma sono convinto che a pranzo, o nella bella stagione, l’effetto risulti assai diverso.

L’aperitivo sulla terrazza

La nuova sala è ampia, moderna, giocata principalmente sul legno e circondata da vetrate che di giorno regalano appunto una grande luminosità. I tavoli sono disposti lungo il perimetro, mentre al centro si trovano diversi banchi di servizio. Al suo ingresso si trovano la cucina, completamente a vista, la cantina e i frighi per la frollatura della materia prima.

Il nuovo DA LUCIO è sempre una gran figata. Serve ancora dirlo?

Cella frigo per la frollatura del pesce #1

Cella frigo per la frollatura del pesce #2

Cella frigo per la frollatura del pesce #3

Parte della sala e la cucina a vista

Però, siccome lo so che sei curioso di sapere cosa ho mangiato, eccoti le fotografie del menù degustazione, fresco vincitore del premio di “Miglior menù degustazione” conferitogli dalla nuova Guida ristoranti del Gambero Rosso. Potevo non provarlo? …

Il nuovo DA LUCIO è sempre una gran figata. Serve ancora dirlo? - Dentice

Dentice, lardo e seppia – Triglia cruda, i suoi fegatini, ricci di mare e pepi agrumati – Rana pescatrice, capasante, mandarino verde e burro

Il nuovo DA LUCIO è sempre una gran figata. Serve ancora dirlo? - Spigola

Spigola alla brace, foglie di cavoli, fegato di pesce e pelli

Il nuovo DA LUCIO è sempre una gran figata. Serve ancora dirlo? - Collare

Collare al forno a legna, alghe, sedano rapa e olive

Spaghetti caramellati alla cipolla, polpo crudo e granita al pompelmo e acqua di mare

Trippe di pesce in crema di patate, tartufo bianco e limoni di mare

Brodetto di pesci, molluschi e crostacei cotto nel forno a legna e servito con riso croccante e frutti di mare crudi

Il nuovo DA LUCIO è sempre una gran figata. Serve ancora dirlo? - Rollè

Rollè di interiora di pesce

Ostrica tiepida, vaniglia, arance amare, gelato al fior di latte di pecora

Le prime due portate dedicate al pesce crudo, ovviamente frollato, servono a far capire al commensale il perché di questa lavorazione e le differenze, di sapore e texture, con il prodotto fresco. Successivamente siamo passati ai piatti cotti, tra cui spiccava un utilizzo della griglia superlativo. Non che le altre tecniche di preparazione fossero da meno, eh.

Penso sia la prima volta che mi capiti di non trovare un piatto debole in un menù così lungo. Tutti, a modo loro, particolari e con sapori sempre ben definiti e decisi. Alcune cotture erano veramente sorprendenti, come quella del collare: il sapore della brace spingeva tanto, ma all’interno la carne restava morbida e succosa. Una cosa che poi mi ha colpito molto è la ricerca di una masticabilità differente tra le varie portate. Cavolo, faccio veramente fatica a scegliere un piatto preferito.

Inoltre ho assaggiato anche due cosette fuori menù…

Il nuovo DA LUCIO è sempre una gran figata. Serve ancora dirlo? - Vassoio fuori menù

Il vassoio con le proposte fuori menù

Questo perché, al momento dell’ordine, uno dei ragazzi di sala è venuto al tavolo con un vassoio ricco di pesce frollato proponendocene di diversi che potevano essere aggiunti al degustazione.

Ho scelto il rollè di interiora di pesce che hai visto nelle fotografie qui sopra. Da perderci la testa. Ma, a questo punto, che to dico a fare!

La vetrina dei dolci

Anche i dolci sono esclusi dal menù (è presente solo un predessert). Per sceglierne uno si viene accompagnati a parlare direttamente col pasticcere che racconta le preparazioni del giorno. E perdonami perché della mia millefoglie, oltre alla sua bontà, non ricordo altro.

Millefoglie

La carta dei vini è piuttosto ricca, conta circa 350 etichette, per la maggior parte etichette che piacciono a noi. Si parte dai 40,00 euro del Rigomale 2023 de I Forestieri o dai 45,00 € del Rosso 2018 di Monte di Grazia.

Il nuovo DA LUCIO è sempre una gran figata. Serve ancora dirlo? - Jessica Litaud

Poully-Foussiè 1er Cru Le Marechaude 2023 di Domaine Jessica Litaud

Per accompagnare la cena ho scelto un bianco che non conoscevo, il Pouilly-Fuissè 1er Cru Le Marechaude 2023 di Domaine Jessica Litaud (140,00 euro). Uno Chardonnay veramente elegante, ricco, avvolgente, ma caratterizzato da una spiccata mineralità. Nonostante la giovane età, già pienamente godibile e allo stesso tempo capace di invecchiare a lungo in bottiglia.

Bene, come ultima cosa, ma non per importanza, una piccola nota sul personale di sala: giovanissimo, accogliente, sempre con un bel sorriso stampato in faccia. Nel servizio non ho notato una sbavatura che sia una. Bravi.

Insomma, serve ancora dirti che un pasto al nuovo Da Lucio rimane sempre un gran figata? La mia è stata un’esperienza entusiasmante, profonda e divertente, sicuramente una delle cene in cui ho goduto di più nel 2025 ma non solo.

 

P.S.: Siccome si parla di un possibile macaron Michelin, quando starai leggendomi, potrai constatare se ho portato fortuna 😁

 

Da Lucio
Via Ortigara, 80
47921 Rimini (RN)
+39 0541 1612020
website

Menù degustazione
, 145,00 euro
Piatti alla carta: 15,00/50,00 euro, mentre vengono segnalati al momento della presentazione i prezzi dei tranci di pescato
Coperto: 5,00 euro
Acqua: 4,00 euro/pp – free refill

Vini naturali in carta: sì

 

Pro

  • Un menù degustazione coerente e senza un solo piatto “debole”
  • Servizio caloroso, ma allo stesso tempo molto attento

Contro

Un posto del cuore 💘

 

About the Author: Andrea ” Endriu” Ambu

Cagliaritano DOC classe 1984, Esperto Assaggiatore ONAV e consigliere per la delegazione cittadina della medesima, mi son avvicinato al mondo del vino circa una decina di anni fa, innamorandomi fin da subito del movimento “naturale” e in seguito anche delle fantastiche persone che lo popolano. Galeotto fu un seminario di degustazione in 4 serate tenuto a Cagliari da Sandro Sangiorgi, del quale, pur senza capirci a quel tempo una benemerita mazza, ancora ricordo, per filo e per segno, alcuni degli splendidi vini assaggiati. Mi colpirono per la loro istintività, di come allo stesso tempo riuscissero a essere imprevedibili e conviviali. Un sogno? Aprire una piccola enoteca con mescita. Dove? A Cagliari. E dove sennò.