Un rösti in salsa valdostana nella mano destra, una birra acida nella sinistra, e il crepitio del falò a ritmare le nostre risate. Sì, questo è il mio ultimo ricordo dell’edizione 2025. Sembra ieri, eppure, è di nuovo il momento di un’altra Vague. E non vedo l’ora.
Ok, al 1 agosto 2026 manca ancora qualche mese, ma il nuovo sito è già online, è appena uscita la lista dei vigneron partecipanti e, come al solito, ci sono diverse novità che mi hanno fatto venire voglia di scriverci un paio di righe. O meglio: di chiedere a Edo.
Andrea: Ciao Edo. Come va? È già partito l’inevitabile esaurimento per l’avvicinamento alla nuova edizione?
Edo: Ciao Andre, sì. Come ben sai, per dare forma a La Vague ci metto un anno intero! Ma siamo a buon punto direi… E il sito spinge che è una meraviglia. Indovina chi lo cura!
Andrea: Sicuramente uno scappato di casa. (NdA: il sottoscritto!)
Edo: Anche se credo che l’esaurimento lo viva ancora di più chi mi sopporta, mi piace! È una giornata a cui tengo troppo.
Andrea: Quest’anno mi hai stupito: addirittura tre performance musicali. Dalle 14 fino a sera. Raccontami un po’ perché e chi sono questi “signori”.
Edo: La musica è sempre stata centrale nella mia idea di Vague. Vino e musica sono le mie due grandi passioni. Inoltre, il tetto del pollaio, da cui lo scorso anno si sono esibiti gli Stato Brado, mi è sembrato un palco davvero originale! Credo nel live dal tetto del pollaio!!! Dunque, Indie Generator Groove è un duo di dj. Andrey Spinella è stato il resident del Boomerang, un locale notturno della mia gioventù in cui si ascoltavano chitarre. Siccome amo anche la techno – sai, le discoteche di Cervinia hanno plasmato il mio gusto -, Bo.senberg mi ha conquistato: si tratta di un batterista, folle, munito di loop machine. Poco tempo fa ho assistito a un suo set in Francia assolutamente devastante. Chiudono i San Leo, batteria e chitarra, noise, musica rituale, sciamanica, coinvolgente come i nostri vini. Sono curioso di vedere come risponderà il pubblico. Certamente non sarà un gig commerciale 😅

Andrea: Beh, ci sta! Considerato anche che “La Vague è una festa, non una fiera“. Se penso agli abitanti di Cretaz sono sicuro si divertiranno pure loro! Per quanto riguarda i produttori presenti invece ho visto che il numero è cresciuto anche quest’anno, specialmente se si parla di Francia e Svizzera. Bello!
Edo: Sono davvero contento di questo aspetto. La Valle d’Aosta è sempre stata un “carrefour” culturale per il Vallese e la Savoia. Riproporlo con vini e vigneron naturali rimane parte del progetto iniziale. Anche se ci vorrà tempo e pazienza.
Andrea: Forse, sono solo le cantine valdostane a rimanere, più o meno, le stesse. Come mai?
Edo: Nonostante ogni anno ne nascano di nuove, spesso dal mio punto di vista mancano un po’ di coraggio. Al contrario di quanto accade, per esempio, sempre in Savoia o nel Vallese. Lungi da me criticarne il lavoro, semplicemente per partecipare a La Vague cerco aziende che aderiscano a una visione naturale del vino a partire dalla vigna. Da questo punto di vista le aziende valdostane che partecipano sono a prova di bomba!
Andrea: Champagne (Domaine de Bichery), Jura (Amélie Vuillet et Sébastien Jacques), Bugey (Domaine de l’Eperon), ma anche Liguria (Cian Cianin e Testalonga), Emilia Romagna, Puglia e molto altro, dalla kombucha alla birra passando per sidro e caffè… Già l’anno scorso qualcuno sosteneva che La Vague non fosse un evento dedicato esclusivamente ai vini di montagna. Come mai questa scelta?
Edo: L’aspetto dei vini di montagna non è lasciato da parte, anzi! Guarda Foradori, Barbacàn o Monte Mirabello! Oppure Le Chai Perché… Mi piace però che ci sia spazio anche per chi ha voglia di partecipare, per gli amici, per chi vuole sentirsi parte di questa giornata di festa sulle montagne che amo. E poi penso sarà una figata bere gli Champagne di Raphaël o i Primitivo di Sergio nel luogo dove sono nato. O no??? Delle speculazioni non mi interesso più.
Andrea: Assolutamente, sappiamo bene come gira il mondo. Una cosa che ha funzionato nelle scorse edizioni è l’area ristoro. Penso alla qualità e all’originalità della proposta e alla location ai margini del bosco. Cosa e come cambia quest’anno?
Edo: La zona della cascata, vicina al bosco, sarà allestita anche quest’anno e sarà occupata dai vigneron. Per motivi di sicurezza ho dovuto spostare la “zona cibo” lungo il collegamento che porta al villaggio, di fianco al parco giochi. Fornelli, piastre e generatori potrebbero non andare d’accordo con boschi e fienili. Vista la magia del borgo, la musica e la grande varietà di cantine presenti vorrei che i partecipanti vivessero ancora di più il villaggio.
Andrea: Adesso, siccome conosco già la risposta, sarò un po’ furbetto… Ma con tutte queste novità, quanto costerà l’ingresso quest’anno?
Edo: Sempre 15 euro. E spero che ancora più giovani, appassionati e turisti si accorgano che in Valle d’Aosta c’è una festa che unisce vino, cibo e musica in un contesto unico. Anche in caso di maltempo, perché siamo sempre stati fortunati, ma l’edizione bagnata è una possibilità. Prima o poi capita.
Andrea: Sacrosanta la cabala. E per chi non ha voglia di tornare subito a casa dopo il rompete le righe, come siamo messi?
Edo: L’après-ski ci sarà! Speriamo solo faccia un po’ più caldo rispetto all’anno scorso! A breve usciranno i dettagli.
Andrea: Guarda visto il caldo del week end appena passato non fatico a crederlo. Comunque, una domanda scomoda me la permetti? Tanto te l’avrei chiesto in privato.
Edo: Spara.
Andrea: Ho sentito dire che lo stesso giorno si terrà un altro evento del vino nella zona. Ma avete in testa di organizzare una specie di giornata del vino in Valle d’Aosta o è un caso “fortuito”?
Edo: La Vague nasce storicamente il primo fine settimana di agosto, è un peccato ci sia questa sovrapposizione, anche se La Vague è una festa, nient’altro! Ciascun evento attirerà il proprio pubblico.
Andrea: Sì, lo penso anche io. Proprio perché si tratta di due cose differenti. Bene. Adesso, per cercare di darmi un tono da intervistatore patinato, sono costretto a chiederti se vuoi ringraziare qualcuno. Vuoi?
Edo: Certo. Voglio ringraziare tutto il gruppo del Volontariato Forzoso. Un gruppo di amici, più festaioli che lavoratori, almeno per la giornata de La Vague. Senza di loro l’evento non esisterebbe. Poi vorrei ringraziare anche il Comune di Valtournenche e gli abitanti di Cretaz per il sostegno, e la pazienza: è grazie ai loro giardini, alla concessione delle loro proprietà se La Vague è unica nel suo genere. Infine ringrazio tutti i vigneron che hanno creduto e credono in questo progetto. La mia famiglia, neanche a dirlo. Un pensiero va a Luca “Insolente” Elettri. Grazie a tutti. Vi aspettiamo sabato 1 agosto a Cretaz.
Adesso lo sai.
Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.




