Parma, altresì nota come la “piccola Parigi” per i trascorsi napoleonici e i richiami strutturali alla Ville Lumière, è la capitale italiana della cultura 2020, titolo che vista l’annata sfortunata gli è stato prorogato dal governo anche per il 2021.
Inoltre è il cuore pulsante della Food Valley emiliana, territorio in cui si concentrano molte delle eccellenze gastronomiche più importanti d’Italia come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto Crudo di Parma, il Culatello di Zibello… E infatti a ognuna di esse è stato dedicato uno specifico museo (Qui trovi l’elenco!).

Se stai progettando di visitarla e sei alla ricerca di consigli enogastronomici, scommetto che qualcuno ti avrà sicuramente suggerito:

I Due Platani, trattoria considerata tra le migliori d’Italia;

Locanda Mariella, leggendario paradiso per i bevitori di vino, naturale o no;

Inkiostro, il regno stellato di Terry Giacomello, probabilmente l’unico vero allievo italiano di Ferran Adrià;

Osteria Virgilio, dove un oste Resistente con la r maiuscola porta in tavola i migliori salumi e formaggi della regione;

Il Tabarro, la memoria enologica del Ducato;

La Maison du Gourmet, dove le idee del giovane chef Vincenzo Dinatale guardano alle stelle;

Oltrevino, vino e tapas di qualità per una serata divertente;

Cortex, la proposta più cool del momento in città;

Officina Alimentare Dedicata, il “salotto” aperto da 3 amiche secondo i principi di stagionalità ed eticità della materia prima.

Ci ho preso, vero? Ci sono tutti?
No, amico mio. Se così fosse ci sarebbe una grave lacuna. Gravissima!
Manca uno dei più antichi. Un ristorante che dal 1925 serve la vera cucina parmigiana eseguita a regola d’arte e a cui molti dei locali in città si sono ispirati: il ristorante Cocchi.

Ristorante Cocchi Parma Culatello

Ristorante Cocchi Parma Anolini

Ristorante Cocchi Parma Punta di Vitello ripiena

Le foto che ho scattato sono perfettamente esplicative della cucina di Cocchi.
Devi solo sapere che se le paste non fossero tirate a mano, le concessioni alla modernità ridotte all’essenziale e la materia prima straordinaria non avrei scritto questo post, quindi…
I culatelli sono di Spigaroli e Podere Cadassa, il crudo di Sant’Ilario e il parmigiano di Montecoppe e Gennari. I tortelli preparati sempre all’ultimo momento.
Il ristorante è situato all’interno dell’Hotel Daniel, composto da tre salette rustiche ma eleganti e da una cantina utilizzabile anche per degustazioni ed eventi privati.
Il servizio, nel mio caso condotto da Maurizio Guarnieri, è signorile. Attento e affabile. In una sola parola: distinto.
Le trentuno pagine della carta dei vini non regalano spazio alla new wave naturale preferendo raccontare con gusto la storia del vino italiano e non solo. Ci si diverte a partire dai 15 euro del Lambrusco di Monte delle Vigne.
La somma di tutti questi fattori mi ha regalato un pranzo della domenica semplicemente perfetto.

Mi aveva incuriosito trovare il ristorante Cocchi nella sezione Discovery della The World’s 50 Best.
Adesso ho ben chiaro il perché.

 

Ristorante Cocchi
c/o Hotel Daniel
Viale Antonio Gramsci, 16A
43126 Parma (PR)
www.ristorantecocchi.it

Prezzi: 🍽 3 🥜 6/8 🍝 8/25 🍰 6/8 📜 –