Storie autentiche di vino, cibo e persone

Se stai leggendo questo post con grandi aspettative, probabilmente è perché sei diversamente ricco come noi. Quindi, starai fremendo per aprire il nostro bagaglio pieno di nuovi consigli per bere e mangiare bene senza farsi spennare che abbiamo portato a casa dall’ultimo viaggio in Borgogna, in particolar modo lungo la Côte d’Or.

Si parte!

Prima di raggiungere la rinomata Côte d’Or, ci fermiamo a fare colazione in centro a Mâcon, dove c’è un forno artigianale con una golosissima scelta dal dolce al salato, pericolosamente invitante, testato più volte per averne conferma: La Maison de Co’pains. Le paste (dolci) sono ottime, anche se possono risultare un tantino pesanti per la quantità di burro nell’impasto. I prezzi sono onesti: pain au chocolat 1,20 euro, croissant vuoto 1,10 euro e NY rolls – Uh! Queste sono delle vere bombe – 3,50 euro.

Bene, l’appetito vien….scrivendo, man mano che i chilometri diminuiscono verso nord:

 

Le Soufflot (2.0)

Facile da raggiungere, lungo la statale a Mersault. Ci fermiamo per pranzo in questo ristorante aperto nel 2018 da Jeremy Peze, già chef dell’omonimo ristorante a Irancy. La sua è una cucina raffinata e creativa, confezionata grazie a una giovane brigata davvero sul pezzo.
Attraverso una tenda in velluto – come a teatro – entriamo nella grande stanza chiassosa dalle caratteristiche pareti gialle, aperte su un lato a mo’ di sipario sulla cucina. Ci accomodiamo su delle comode poltroncine azzurre, i tavoli sono in legno color miele e senza tovaglia, alle nostre spalle centinaia di bottiglie riposano in cantinette frigo. Accanto a noi una vivace comitiva di tedeschi sta aprendo delle bottiglie da capogiro. Anzi, a sentire dagli schiamazzi e dalle risate, le hanno già seccate.
Per pranzare c’è un menù fisso (3/6 portate a 40,00/90,00 euro), al quale aggiungiamo una dozzina di succulente escargots (20,00 euro).

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR - Le Soufflot 2.0

Apriamo la carta dei vini e, come ci aspettavamo, la scelta di Borgogna è ottima. Ciò nonostante, manca un po’ di profondità, si tratta di sempre annate piuttosto recenti. Comunque sia, il rapporto qualità-prezzo risulta davvero conveniente. In effetti, su quasi tutti i tavoli troneggia una bottiglia di Jacques Frédéric Mugnier… Per dire un nome a caso, eh.
Inoltre, in fondo alla lista c’è una Page à Contre-Courant de la Spéculation (pagina preziosa contro la speculazione), di cui è quindi concessa una sola bottiglia per tavolo, come ad esempio il Coteaux Champenois “Ne Pas Faire Sans Blanc” 2022 di Elise Bougy.

Ma veniamo a noi: non potevamo non scegliere almeno un vino locale – facile stavolta, vero? -, dunque, abbiamo iniziato con un Mersault Narvaux 2021 di Domaine Roulot, però seguito da un Savagnin en Billat 2019 di Jean Francois Ganevat. Una doppia goduta insomma!

 

Le Soleil

Bar à vin con camere nel grazioso borgo di Savigny-Lès-Beaune, a una manciata di chilometri da Beaune. I proprietari sono i famigliari dell’azienda vinicola Simon Bize, situata proprio dietro l’angolo della strada.
Attraversiamo un grande cortile, ora buio e silenzioso, ma si animerà tra qualche settimana quando aumenteranno le temperature. Davanti a noi una grande casa gialla dal tetto spiovente con due piccoli lampioni che illuminano timidamente l’insegna e una lunga distesa di bottiglie vuote, ricordo di svariate bevute, pure memorabili a soffermarcisi.
Veniamo accolti in un ambiente sobrio e informale da Lola Taboury-Bize, che ha aperto Le Soleil nel 2020, dopo aver lavorato a Parigi a Le Baratin e in centro a Beaune a La Dilettante, come saprai già, uno dei nostri posti del cuore.
Sulla sinistra sbirciamo in cucina, anche qui a vista, il regno di Laila Aouba all’opera, una vera artista culinaria. Non solo perché crea piccoli capolavori rivisitando la cucina francese con ingredienti orientali, spagnoli e italiani, ma anche perché realizza da sola le ceramiche che vengono utilizzate durante il servizio.
I tavoli sono di legno, nudi, apparecchiati solo con un bicchiere da acqua, un tovagliolo in stoffa e le posate adagiate sopra.

Ideale per una cena intima come la nostra o, comunque, per fuggire dalla più mondana e turistica Beaune, il format è quello che ultimamente sta spopolando in zona: menù scritto a mano su una lavagna, presentando pochi e super golosi piattini da condividere o da farne il bis, dipende…
Qualche esempio? Tartare di manzo, finocchi, pimento e miso 21,00 euro. Patata, lardo, semi di mostarda 3,50 euro l’una (irresistibili!). Chou di verza farcita con carne di maiale, shiitake 23,00 euro. Acciughe di Cantabria affumicate Nardin, indivia e sesamo 17,00 euro. Formaggi 12,00 euro.

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR - Le Soleil

La carta dei vini propone etichette principalmente francesi, maturata in seguito a incontri, viaggi ed eventi. Tuttavia, ci è sembrato giusto scegliere un vino di Simon Bize, di cui è sempre presente una palette pressoché completa. Questa azienda vitivinicola ha origini ottocentesche e oggi è portata avanti da Patrick Bize, sua moglie Chisa e sua sorella Marielle. Abbiamo bevuto il bianco Bourgogne Les Champlains 2020 (95% Chardonnay, 5% Pinot Beurot, ovvero Gris). Elegante, equilibrato tra acidità e rotondità.

Se ci capiti di giorno, ti potrebbe interessare una passeggiata al Castello di Savigny le Beaune (visitabile a pagamento, biglietto adulto 13,00 euro) oppure rendere grazie alla bellissima statua lignea di Saint Vincent, protettore dei vignaioli.

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR

 

La Ferme de la Ruchotte

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR - La Ferme de la Ruchotte

Nel post precedente sulla Jura, ti avevamo spoilerato una fuga in Borgogna per pranzo.
Ed eccoci qui a Bligny-sur-Ouche, dispersi tra verdi colline, strade infangate e pale eoliche. Qui si nasconde un ristorante-fattoria il cui nome, La Ruchotte, deriva un lieu-dit già presente nei registri del 1290, e che oggi è rappresenta una bellissima realtà quasi autosufficiente.
Ci accomodiamo in una stanza accogliente e affollata, sia dalle persone che dagli elementi musicali che arricchiscono l’ambiente rustico. I tavoli sono in legno, senza tovaglia, apparecchiati con piatti e bicchieri colorati in raffinata ceramica francese Gien.
Nel 2001, lo chef e musicista, Frédéric Ménager, dopo essersi fatto le ossa sgobbando niente meno che come secondo nello storico tre stelle Michelin di Alain Chapel, ha avviato questo ristorante gastronomico unico in tutta la Francia, piantando un grande orto biologico su un terreno calcareo fertile e allevando animali, circa 1.500, tra cui maiali neri di Bigorre e volatili di varietà antica, come le galline di Barbezieux o i tacchini rossi delle Ardenne, ridando vita a razze dimenticate o in via di estinzione.
Un vero pranzo rock‘n’roll, a partire dal prezzo di 69,00 euro richiesti per il menù fisso. Stavolta aggiungiamo le rane saltate in padella (scusa il gioco di parole, ah ah) a 30,00 euro. Il prezzo potrebbe lasciarti inizialmente perplesso, ma fidati che ne è valsa la pena. I piatti sono squisiti ed esaltano i sapori delle materie prime con mano sopraffina.

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR - La Ferme de la Ruchotte

Dopo le prime portate calde, una cameriera gira tra i tavoli con un grande vassoio in legno strabordante di formaggi da cui poter scegliere cosa degustare. Puoi immaginare gli sguardi avidi ed estasiati di tutti noi commensali, nessuno escluso.

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR - La Ferme de la Ruchotte - Formaggi

La carta dei vini è accurata, suddivisa in simpatiche sezioni, come “la cantina dei grossi birilli”, “la cantina prestige per i curiosi” o “la cantina per farti piacere ma senza farti male!”. Da quest’ultima abbiamo pescato un rosso leggero e beverino, Arbois Trousseau 2022 del Domaine de Saint Pierre di Fabrice Dodane. D’altronde era una deviazione dalla Jura…

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR - Domaine de Saint Pierre

Per chiudere in bellezza, con la sala quasi vuota, un favoloso juke box suona a tutto volume le note di The Trooper degli Iron Maiden. Ah! Sappi che per usarlo bisogna chiedere il permesso a Frédéric. Occhio!

NB: siccome come souvenir, abbiamo scelto uno degli adesivi del locale da aggiungere alla collezione sulla nostra valigia, lo hanno aggiunto sul conto (1,50 eur). Va beh.

Un passetto veloce nel centro di Beaune lo facciamo però, eddai!

 

Le Comptoir de Tonton

Felici di trovarlo aperto anche a questo giro, ci fiondiamo dentro per un po’ di shopping enoico e un piccolo aperitivo. Pépita ci fa scoprire un Bourgogne Aligoté 2023 di Les Jardiniers Vignerons, micro-négoce di due amici vignaioli nel Beaujolais nel 2022, Benjamin Lopez e Renaud Buret, con alle spalle esperienze importanti in Borgogna, uno presso Prieuré Roch e l’altro chez Bruno Clavelier. Eh, mica poco!
E infatti questo vino ha un’espressione precisa, fresca e assai elegante.

Un altro pacco di CONSIGLI per bere e mangiare bene senza farsi spennare in CÔTE D'OR - Les Jardiniers Vignerons

 

Ecco, così come abbiamo iniziato questo post, chiudiamo in dolcezza: Le 7éme Péché, boulangerie in piazza a Mersault, davanti alla chiesa. Per fare un confronto con il forno di Mâcon, qui un pain au chocolat costa 1,60 euro.

Ci salutiamo così, seduti al sole di questo timido sole di marzo, con un caffè fumante e due pasticcini.
Dove ci porterà il nostro appetito domani? Sicuramente nella nostra bella Italia. A presto!

 

About the Author: Diletta Menconi e Marco Zeppa “Bevitori Apuani”

Nati a Carrara nei primi anni 80, non siamo altro che due appassionati di vino a tempo pieno e lavoratori in tutt’altro settore nel tempo libero. E infatti spendiamo tutto ciò che guadagniamo in vino, viaggi e pezzi di Modernariato con la m maiuscola. Da quando poi il nostro girovagare si è concentrato su etichette artigianali e buona cucina, anche e soprattutto grazie alle persone incontrate, ogni esperienza è risultata indimenticabile, rendendo inutile, oltre che praticamente impossibile, realizzare una classifica dei nostri posti preferiti. Se da sempre, per condividerne emozioni e ricordi, scriviamo a penna, con grande piacere, piccole guide per gli amici, adesso è arrivato il momento di farlo virtualmente qui su Enoplane.com. Pronto a partire con noi?