Puntuale come un bicchiere di vino durante una serata in buona compagnia, eccoci giunti al settimo episodio di S-BANCO D’ASSAGGIO! Un nuovo capitolo, fatto di grandi emozioni e qualche delusione, pronto a guidarti attraverso 18 nuove etichette scelte e commentate sempre da Andrea, Endriu ed Edo. Si parte dal Vin Blanc 2016 di Patrick Corbineau per concludere con il VdF Rouge “Pino’c” 2020 di Kohki Iwata.
Come sempre, dopo aver letto le nostre impressioni, ricordati solo di farci sapere nei commenti del post o sui social quali di questi vini hai già assaggiato e come li hai trovati. Buona lettura e… buona bevuta!

1 – Vin Blanc 2016 di Patrick Corbineau
Andrea – Uno Chenin Blanc proveniente dalla Touraine, nel cuore della Loira, che incarna il territorio con grande eleganza. Le note di agrumi e fiori bianchi si intrecciano armoniosamente, mentre quel lieve accenno di ossidazione aggiunge un tocco di personalità. Al palato rivela freschezza e una profondità sorprendente, che si svela sorso dopo sorso facendosi ricordare.
Prezzo in enoteca (francese): 60,00 euro
2 – Vino Bianco “Filagnotti” 2010 di Cascina degli Ulivi
Endriu – Al contrario del Montemarino, “l’altro” grande Cortese ha un carattere opposto. Molto più solare ed estroverso, ma dai modi sempre gentili. Il sorso è avvolgente ed elegante, con una prima parte fatta di fiori e frutta e un finale che vira su sensazioni minerali. Una nota che richiama il burro e la pasticceria ritorna dopo la deglutizione. Sempre un bel bere.
Prezzo in cantina: 49,00 euro
3 – Champagne Blanc de Blancs “Le Champ Du Clos” di Charles Dufour (SB 2018)
Edo – Anche il secondo appuntamento con i vini di Dufour si rivela una delusione. Soprattutto a posteriori… Fresco, bevibile, senti il mosto, Pinot Blanc una chicca, però la distanza tra questo Champagne e un Cremant alsaziano di alto livello è ridottissima. Cui prodest?
Prezzo in enoteca: 125,00 euro

4 – Cerasuolo di Vittoria Classico “Grotte Alte” 2018 di Arianna Occhipinti
Andrea – Mi devo ricordare di bere più spesso i vini di Arianna. Nel calice l’eleganza è protagonista, con note di frutti rossi, erbe mediterranee e una mineralità che richiama La Sicilia. Il tannino? Rifinito, setoso, quasi non ne senti la presenza finché non realizzi quanto sia equilibrato. Freschezza e struttura convivono alla perfezione in un sorso che lascia il segno.
Prezzo in enoteca: 60,00 euro
5 – Vino Bianco “Favola” 2016 di Dario Princic
Endriu – Era da tempo che non bevevo un macerato del Friuli che mi rimanesse impresso. Beh, questo blend di 5 uve è un vino materico, diretto e di grande carattere. L’importante struttura è sorretta da una freschezza ancora viva, il tannino è ancora vispo e si fa sentire, la netta mineralità rende ogni sorso vibrante… Insomma, un grandissimo vino che mi sarei potuto scordare in cantina per molti anni.
Prezzo in enoteca: 85,00 euro
6 – Bianco Toscano IGT “Sassocarlo” 2007 di Fattoria di Bacchereto
Edo – Un grande vino, complesso, stratificato, meravigliosamente bevibile a distanza di anni dall’imbottigliamento. La quota Malvasia impreziosisce il tutto, restituendo al Trebbiano sinuosità e equilibrio. Splendida anomalia.
Prezzo in enoteca: 40,00 euro

7 – Barolo Ravera di Monforte 2019 di Piero Benevelli
Andrea – Scura potenza e raffinato stile si incontrano in questo Barolo “contadino”. Il terroir di Monforte si esprime regalando una struttura solida, intensa, bilanciata da una tannicità decisa, ma ben integrata, che regala profondità e carattere. Euritmico.
Prezzo in enoteca: 55,00 euro
8 – Côtes du Jura Vin de Voile “Les singuliers” 2018 Chardonnay-Savagnin di Domaine Labet
Endriu – Qui siamo davanti a una vera e propria chicca. Vino di una complessità incredibile che, unita a forza ed eleganza, regala un sorso “ossidativo” indimenticabile. Ancor più fresca della 2019, sorprende per questa sua vitalità che però non intacca il suo modo di scorrere carezzevole. Una delle migliori bevute di questo 2024.
Prezzo in enoteca: 110,00 euro
9 – VdT Bianco “Take Ten” 2021 di Ottenimenti
Edo – Le stregonerie di Mario Siragusa mi conquistano sempre. Frutto, acidità, volatile, definizione e stupore. In questo caso la quota Malvasia potrebbe tornare utile ai degustatori meno hardcore, io sono curioso di bere il Bian-Ver in purezza che riposa in cantina.
Prezzo in enoteca: 30,00 euro

10 – Grenache Terre Siciliane 2022 de La Ripresa
Andrea – Una Grenache, coltivata da Sébastien Burel sul versante nord dell’Etna, che si esprime attraverso libertà e freschezza, portando con sé corbe di frutti rossi e arie mediterranee. Al palato è piacevole, ma alla fine mi è mancato quel graffio, quella sfumatura più incisiva che avrebbe potuto renderla davvero memorabile.
Prezzo in enoteca: 65,00 euro
11 – Colline del Genovesato “Berette 2.0” 2021 de La Ricolla (leggi di più qui!)
Endriu – Un Vermentino molto interessante che esprime una mediterraneità accentuata attraverso un sorso agile, gentile e materico, che avvolge la bocca con un leggero tannino. Frutta e agrumi in apertura, mentre sul finale ecco che prendono il sopravvento le spezie e la macchia mediterranea, nitida la sensazione salata. Sole + Mare.
Prezzo in enoteca: 30,00 euro
12 – VdF Blanc “Le Pouches Macération” 2020 di François Saint-Lô
Edo – Una volta azzeccato il varietale alla cieca non ho fatto altro che godere delle bellezze di questo fanta-Chenin in cui la macerazione aggiunge setosità, aromi, piacevolezza e persistenza. Stanco degli orange? No problem, dai qua!
Prezzo in enoteca: 45,00 euro

13 – Arbois “DD” 2020 di Domaine A. & M. Tissot
Endriu – Vino dalle due facce. La prima fortunatamente dura poco: nervoso e con sensazioni lattiche accentuate, risulta piuttosto fastidioso. Però basta qualche minuto e si trasforma. Il sorso si fa più disteso, profondo e asciutto. Le note date dalla riduzione lasciano spazio a una complessità incredibile e coinvolgente. A ogni assaggio ci trovi sempre qualcosa di nuovo a sorprenderti. Piacevole anche la mineralità che lascia la sua impronta al centro della lingua. In soldoni un vino per bevitori curiosi che non hanno fretta.
Prezzo a ristorante: 50,00 euro
14 – VdT Bianco “Fatto coi Piedi” 2022 di Origine e Identità
Edo – L’eccessiva solforosa aggiunta e assolutamente non integrata vanifica tutti gli sforzi sostenuti in direzione naturale per ottenere questo Zibibbo.
Un devasto e un peccato, perchè prezzi così alti non tollerano errori in tal senso.
Prezzo in enoteca: 50,00
15 – Sibiola IGT “Altea Bianco” 2017 di Altea Illotto (leggi di più qui!)
Endriu – Mamma mia come invecchia bene questo vino. Nonostante i suoi 7 anni e una significativa struttura , si lascia andare in un sorso agile. Caldo, avvolgente e complesso, però senza mai peccare di eleganza. Ingresso di frutta matura e fiori, poi note balsamiche e minerali. Il finale asciutto ti fa subito venir voglia di berne ancora. Proprio una bella bevuta.
Prezzo in enoteca: 26,00 euro

16 – Venezia Giuglia IGT Pignol 2004 di Bressan
Edo – Uao! Scordati speziature e rusticità, qui si entra in una dimensione elegante, cesellata, verticale, fine. Personalità dal frutto intatto, balsamico e etereo. Un grande vino fatto di cura e tempo.
Prezzo in enoteca: 95,00 euro
17 – Vino Bianco “LR” 2020 di Cascina Lieto
Andrea – La riserva di Moscato coltivato a Castiglione Tinella da Hiroto e Rie Sasaki, nonostante l’affascinante storia dei suoi “genitori”, è un macerato che un po’ ho faticato a comprendere. Preso atto di una spalla alcolica pronunciata e un sorso giocato sull’ossidazione, mi ha ricordato una grande tuba che, per quanto si provi, non riesce a suonare. Forse ci sono parti nascoste che non ho colto? O magari il silenzio è tutto ciò che voleva comunicare?
Prezzo in enoteca: 125,00 euro
18 – VdF Rouge “Pino’c” 2020 di Kohki Iwata
Edo – Beh ragazzi… Male. Un Pinot in Languedoc e va bene.. Brettato… E va bene. Esotismo giappo… E va bene. Souris? No e per fortuna.. Però: perché fare uscire un vino così sgangherato? Prezzo non alto, comunque un’inc…ta.
Prezzo in enoteca (francese): 25,00 euro
Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un’exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.
Cagliaritano DOC classe 1984, Esperto Assaggiatore ONAV e consigliere per la delegazione cittadina della medesima, mi son avvicinato al mondo del vino circa una decina di anni fa, innamorandomi fin da subito del movimento “naturale” e in seguito anche delle fantastiche persone che lo popolano.
Galeotto fu un seminario di degustazione in 4 serate tenuto a Cagliari da Sandro Sangiorgi, del quale, pur senza capirci a quel tempo una benemerita mazza, ancora ricordo, per filo e per segno, alcuni degli splendidi vini assaggiati. Mi colpirono per la loro istintività, di come allo stesso tempo riuscissero a essere imprevedibili e conviviali.
Un sogno? Aprire una piccola enoteca con mescita.
Dove? A Cagliari. E dove sennò.
Nato ad Aosta nel Marzo del 1977, passo l’infanzia in skate. Poi snowboard, mountain-bike, trail… Musica, sempre, viaggi e contaminazione pure.
Nel 2006 una Coulée de Serrant fa nascere in me l’amore per il Vino.
Mi informo, assaggio, esploro, leggo e scrivo. Studio! Con ahimè pochissime occasioni di scambio e come sempre, senza indossare divise.
Dal 2019 vendo la mia idea di Vino in Valle d’Aosta. Ma in fondo l’ho sempre fatto: raccontandolo agli amici, annoiando Francesca mia moglie, facendo scappare i miei figli, Bianca e Dante!
Proprio la condivisione insieme alla natura del gusto, sono i cardini del mio approccio. Che è essenzialmente musicale, non necessariamente tecnico. Sicuramente emozionale e positivo. In una parola: hardcore!



