Un piatto che devi conoscere.

Il piatto nella fotografia è il “Risotto Vite”, un risotto realizzato da Fabio Rossi, chef del “Vite” a Coriano (RN), ristorante all’interno della comunità di San Patrignano, uno dei miei posti del cuore.
Ecco, starai pensando alla solita sciorinata di sdolcinato buonismo dovuta a… sbagli!
Continua a leggere, per favore.
È uno dei miei posti preferiti perchè:
– amo la Romagna e quelle colline che si vedono dal ristorante;
– qui si mangia bene: dai un occhiata al menu qui ed inizia a salivare;
– la carta dei vini propone a prezzi più che corretti più di 500 referenze (Breg 98 Gravner a 85 € e Barolo 2005 Bartolo Mascarello a 65 € sono un buon esempio delle referenze presenti alla mia ultima visita anche se credo non rimarranno a lungo in cantina a quel prezzo);
– il servizio è sempre puntuale e competente, carezzevole;
– il locale è stupendo, sia d’inverno che d’estate (quando viene utilizzato il giardino), anche grazie alle magnetiche opere realizzate all’interno del progetto Barrique con “il riciclo e recupero di botti e di persone”;
– … devo andare avanti? Non credo.
Tornando al risotto della fotografia è realizzato con squacquerone affumicato, pancetta di Mora Romagnola e salsa Aulente (Rubicone IGT, 80% Sangiovese e altri vitigni), tutti prodotti realizzati all’interno dai ragazzi della comunità (se hai dubbi, assaggiali e poi ne parliamo); questo piatto sintetizza esattamente la filosofia del ristorante che valorizza i prodotti d’eccellenza provenienti dalla filiera interna, accompagnadoli ad altri di assoluta qualità.
Fabio Rossi, il cuoco che lo ha ideato, è stato, fino al matrimonio con il progetto Vite, lo chef dell’ormai chiuso ristorante stellato di Rimini, l’Acero Rosso e nel suo curriculum vanta importanti esperienze tra cui quella da Vincenzo Camerucci a “La Grotta” di Brisighella (RA).
Nel remoto caso in cui non sia ancora convinto, hai una sola possibilità: andarci a mangiare.

You must know this dish.

The dish in the picture is the “Risotto Vite”, a risotto cooked by Fabio Rossi, chef of “Vite” in Coriano (RN), a restaurant inside the community of San Patrignano, one of my heart places.
Here, you’re thinking about the usual wretchedness of crapy goodness due to … wrong!
Continue reading, please.
It’s one of my favorite places because:
– I love Romagna and those hills that you can see from the restaurant;
– I eat very well, take a look at the menu here and start salivating;
– the wine list proposes more than 500 references with a right price (Breg 1998 Gravner at 85 € and Barolo 2005 Bartolo Mascarello at 65 € are a good example);
– the service is always timely and competent, caressing;
– the setting is wonderful, both in winter and summer (when they use the garden), also thanks to the magnetic works created within the Barrique project with “the recycling and the recovery of barrels and people”;
– … Must I go on? I don’t believe.
Returning to the risotto of the photography, it is made with smoked squacquerone, pancetta of Mora Romagnola and Aulente sauce (Rubicone IGT, 80% Sangiovese and other vines), all products made by the boys of the community (if you have doubts, taste and then we can talk about it ); this dish sums up exactly the restaurant philosophy that enhances the excellent products coming from the internal supply chain.
Fabio Rossi, the cook who designed it, was, until the marriage with the Vite project, the chef of the now closed restaurant with one Michelin Star of Rimini, The Acero Rosso and its curriculum boasts important experiences including that with Vincenzo Camerucci at “La Grotta” in Brisighella (RA).
In the remote case where you are not convinced yet, you have just a chance: go and eat.