Storie autentiche di vino, cibo e persone

Una mattina di inizio marzo, nonostante le poche ore di sonno, ho preso la macchina per dirigermi verso un paese in cui non ero mai stato: Seui. Nonostante una leggera pioggia, la campagna richiamava già la primavera con distese di verde e fiori gialli ovunque. Le cose, però, hanno cominciato a cambiare man mano che salivo di altitudine, avvicinandomi alla meta. I colori si facevano più invernali e l’aria diventava sempre più fresca.

Cantina PODES: piccola grande storia della (ri)scoperta della tradizione vitivinicola di SEUI - SeuiQuesto perché Seui si trova a 820 metri sul livello del mare, nel cuore della Barbagia di Seulo. E se adesso ti stai chiedendo il motivo della mia gita fuori porta, ti accontento subito: stavo andando a trovare un amico… che produce vino. Ovviamente.

L’amico in questione si chiama Andrea Desogus. Di professione insegna musica, ma ha una grande passione per il vino, sicuramente trasmessa dai suoi genitori. La mamma, originaria di Sant’Anna Arresi, paese del Sulcis, possiede due vigneti, piantati tra gli anni 50 e la fine degli anni 80, dove si trova principalmente del Carignano, ma anche un po’ di Monica e Bovaleddu. Il padre, invece, originario proprio di Seui, possiede alcuni filari all’interno di una vigna condivisa tra più proprietari.

Beh, l’avventura di Andrea inizia nel 2020, quando i genitori gli dicono che, se non se ne fosse preso cura lui, avrebbero espiantato le viti per convertire gli appezzamenti in uliveti. Da quel momento non solo comincia a occuparsene, ma avvia pure le sue prime prove di fermentazione.

Proprio in quegli anni, quasi per caso, ho iniziato ad assaggiarne gli esperimenti. Tramite Danilo, un ragazzo che conosceva la mia compagna e che già aiutava Andrea in vigna, ho cominciato a ricevere le prime bottiglie. Poi, grazie ad alcune degustazioni e all’ONAV, ho conosciuto personalmente Andrea, potendone quindi osservare più da vicino il percorso. Una strada che nel 2023, anche grazie ai consigli di Marco Schirru (te ne parlai qui, ricordi?), lo ha portato alla creazione di Cantina Podes.

Ma torniamo alla mia visita… Appena arrivato, abbiamo fatto un rapido giro del paese per poi spostarci in vigna. Davanti a me uno spettacolo incredibile: vecchie viti ad alberello che si arrampicano sui pendii grazie a fitti terrazzamenti, un filare per ogni gradone. Il vigneto sembra un anfiteatro affacciato sul fondo valle. Il suolo è scistoso, con la roccia affiorante, e in alcuni punti la terra è quasi assente.

Cantina PODES: piccola grande storia della (ri)scoperta della tradizione vitivinicola di SEUI - Vigna

La nuova vigna presa in affitto da Andrea

Purtroppo, alcuni dei pochi vigneti rimasti in paese sono in stato di abbandono, ma la speranza di Andrea è quella di recuperarli un passo alla volta. Abbiamo visitato prima una vigna che ha recentemente preso in affitto da un amico e che entrerà in produzione con l’annata 2025, poi i filari appartenenti al padre.

Dettaglio degli alberelli di Seui

Successivamente ci siamo spostati sull’altro versante per vedere l’ultima, un vigneto immerso nel bosco e di proprietà di un altro suo caro amico, Walter, che ci ha accompagnati per tutti i due giorni che siamo stati assieme. Anche lui è fondamentale per il progetto, soprattutto perché, a differenza di Andrea che vive vicino a Cagliari, abita proprio a Seui, dando perciò una grossa mano anche nei lavori in cantina.

La vigna di Walter

Non poteva mancare una tappa nella piccola cantina, ricavata in un vecchio garage sistemato per l’occasione, nell’attesa di realizzarne una nuova a Sant’Anna Arresi, così da evitare il continuo spostamento delle uve. Qui abbiamo assaggiato tutti i vini in vasca e in botte, inclusi alcuni nuovi esperimenti.

Cantina PODES: piccola grande storia della (ri)scoperta della tradizione vitivinicola di SEUI - Andrea Desogus

La cantina e Andrea mentre mi fa assaggiare una prova di vasca

La giornata si è conclusa a casa degli splendidi genitori di Andrea dove abbiamo cenato gustando i vini appena usciti in commercio. Tra piatti tipici deliziosi – ancora sogno quei culurgiones fritti – abbiamo riso e chiacchierato, tanto. Insomma, un’altra serata fantastica in cui il vino ha praticamente fatto da contorno. La scena si è ripetuta anche il giorno seguente, a pranzo, con l’assaggio degli esperimenti degli anni precedenti, più qualche chicca.

La mattina seguente è poi successa un’altra cosa decisamente bella: dopo colazione, decidendo di visitare il Polo Museale di Seui, ho scoperto che possiede un grande patrimonio culturale. Un percorso che consiglio, soprattutto per il Carcere Spagnolo e Casa Farci.

Dettagli delle visite

Nel corso della visita ho anche scoperto che Seui aveva una forte tradizione vitivinicola. Pensa che nell’800 contava circa 1.500 ettari vitati. E non parliamo solo di quantità, esistono diverse testimonianze scritte di premi e citazioni che ne lodavano la qualità dei vini.

Testimonianze della qualità dei vini di Seui (foto di Andrea Desogus)

 

Testimonianze della qualità del vino di Seui (fotografie di Andrea Desogus)

Le cose iniziarono a cambiare con l’apertura della miniera di antracite nel 1870, chiusa poi nel 1958, ma fu soprattutto tra le due guerre mondiali che iniziò il grande abbandono della viticoltura. In seguito ci fu inoltre un importante spopolamento verso Cagliari, come anche la partenza di molti giovani verso il Belgio negli anni ‘70 (per questi dati devo ringraziare Ignazio, un amico di Andrea che, lavorando presso il Polo Museale, ci ha accompagnato con grande passione durante la mattinata).

Oggi restano solo circa 25 ettari, alcuni dei quali in completo stato di abbandono. Un vero peccato, perché le condizioni (altitudini elevate, vecchie vigne, temperature mai troppo stressanti) fanno pensare a un terroir più che adatto a una produzione di qualità.

Immaginerai quindi che l’obiettivo di Andrea non è solo quello di salvare le vigne di famiglia, bensì il ridare nuova linfa alla tradizione vitivinicola di Seui, magari spingendo anche altri giovani a riscoprirne il valore. Come gli ho detto, ci vorranno tanto tempo e altrettanta pazienza. La strada, però, è quella giusta.

Cantina PODES: piccola grande storia della (ri)scoperta della tradizione vitivinicola di SEUI - Vini

Ma parliamo adesso di Cantina Podes e dei suoi vini. Le etichette sono tre, due delle quali provenienti da Sant’Anna Arresi: Trèmini, un Carignano tagliato con un 10% di Monica e 10% di Bovaleddu; Arbáinu, un Carignano in purezza proveniente da viti di circa 70 anni. Due vini dal profilo mediterraneo e avvolgente.

Eppure il vino che più si intreccia a questa storia, affondando le radici nella tradizione seuese è il Schésciu, un uvaggio di oltre 10 varietà (Monica, Bovale, Bovaleddu, Cannonau, Girò, Pascale… e l’autoctono del paese Niedda Carta, o Nera di Seui), le cui piante, tra i 100 e i 120 anni, sono allevate ad alberello basso su suoli scistosi, tra i 600 e i 700 metri s.l.m. Dopo la fermentazione spontanea in tini aperti, con follature e rimontaggi manuali, riposa per 14 mesi in acciaio, per poi essere imbottigliato con solo una piccola aggiunta di anidride solforosa. Dettaglio non da poco è che di questo vino ne vengono prodotte solo 250 bottiglie.

Un’ultima curiosità prima di passare alla fase della degustazione riguarda il nome scelto per questa etichetta. Schésciu infatti vuol dire nel dialetto del paese “dimenticato”, proprio a richiamare il fatto che il suo vino è ormai caduto nell’oblio.

Ora però è finalmente giunto il momento di scoprire com’è questo Schésciu 2023.

Cantina PODES: piccola grande storia della (ri)scoperta della tradizione vitivinicola di SEUI - Schésciu

Schésciu 2023 della Cantina Podes

Nel calice, la bottiglia 184 di 250, si presenta subito ampia, espandendosi in tutta la bocca, per poi, grazie a una freschezza ancora tagliente, lasciarsi andare in un sorso agile, dinamico. Però non aspettarti uno di quei vini glouglou che tanto vanno di moda oggi, c’è anche tanta sostanza. Infatti, sul finale, lascia un profondo ricordo della sua ricchezza. A renderlo ancor più piacevole inoltre è un tannino leggero, di grande maturità, che avvolge il palato senza mai infastidire.
Un’altra cosa che mi ha colpito è il richiamo quasi viscerale alla terra, con note di sottobosco, sensazioni leggere di erbe amare, radici e macchia mediterranea.
Insomma, un vino dal grande carattere, per certi aspetti bucolico, altresì molto affabile nei modi. Sarei curioso di riprovarlo tra qualche anno per vederne l’evoluzione, ma già ampiamente godibile.

Ovviamente il mio invito non è solo quello di cercare i vini di Cantina Podes, vorrei piuttosto spronarti ad andare a trovare Andrea, così da scoprire tutta la bellezza, ancora oggi nascosta, enoica e culturale di Seui, un paese tutto da scoprire… Come? Non sai come arrivarci? Se vuoi ti accompagno io.

 

Azienda Agricola Podes
Via San Giorgio, 20
08037 Seui (SU)
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About the Author: Andrea ” Endriu” Ambu

Cagliaritano DOC classe 1984, Esperto Assaggiatore ONAV e consigliere per la delegazione cittadina della medesima, mi son avvicinato al mondo del vino circa una decina di anni fa, innamorandomi fin da subito del movimento “naturale” e in seguito anche delle fantastiche persone che lo popolano. Galeotto fu un seminario di degustazione in 4 serate tenuto a Cagliari da Sandro Sangiorgi, del quale, pur senza capirci a quel tempo una benemerita mazza, ancora ricordo, per filo e per segno, alcuni degli splendidi vini assaggiati. Mi colpirono per la loro istintività, di come allo stesso tempo riuscissero a essere imprevedibili e conviviali. Un sogno? Aprire una piccola enoteca con mescita. Dove? A Cagliari. E dove sennò.