Storie autentiche di vino, cibo e persone

Se leggendo la prima parte di “Perché questi 3 bar-à-vin di Nizza funzionano così bene…” ti fossi domandato che tipo di vino avessi chiesto da Berco, sappi che è andata più o meno così: “Bianco, bianco, elegante, minerale, legno, ma che mi facesse venire il dubbio sul suo utilizzo, non di primissimo pelo.
Ma procediamo spediti con gli altri due bar-à-vin che mi sono piaciuti e di cui ti volevo raccontare: Café des Amis e La Treille.

Café des Amis

28 Cours Saleya, 06300 Nizza (FR)
Dal lunedì al sabato, dalle 10.30 alle 24.30
WebsiteInstagram

Sicuramente il meno bar-à-vin “puro” dei tre. Nel senso che il Café des Amis, nato dall’incontro di Anthony Petit Filippi e Romain Salvignol, di certo due grandi appassionati di vino, offre una proposta davvero trasversale e contemporanea, dal sapore mediterraneo e un filo contaminato, ben eseguita pur senza avermi mai fatto gridare al miracolo: racchiude in sé un cocktail bar, tapas, piatti caldi e freddi, pasta, formaggi francesi – anche se a Nizza la burrata non manca mai in questa tipologia di locali – e salumi italiani, addirittura la pizza cotta nel forno a legna (tuttavia stavolta non mi sono fatto prendere dalla curiosità, eh) e… diverse altre cose.

Ha però una selezione di etichette talmente ampia e ben conosciuta dai ragazzi di sala che, allungandomi un po’ tra i tavolini disposti sia su Cours Saleya che su Cours Jacques Chirac, la sensazione è stata che tanti appassionati si dessero appuntamento lì proprio per bere vino.

Perché funziona? Della proposta gastronomica ti ho già raccontato, e se ci aggiungi la posizione “giusta”, subito dietro la Promenade des Anglais, e l’arredamento sobrio, giocato su tinte chiare e neutre che lasciano spazio alla personalità dei tanti avventori, puoi immaginarlo da solo. Soprattutto nella bella stagione.
Inoltre, piuttosto che provare a vendermi uno Champagne che non volevo, o che costava troppo rispetto alla cifra che avevo indicato, il personale ha speso molto tempo consultandosi tra loro per propormi ciò che desideravo, in barba al locale già mezzo pieno prima delle 18:00.

Quali bottiglie hanno? Di tutti i tipi. Un esempio? Tanta Francia, ma non solo: da Ganevat ad Allemand (2022 a 180,00 euro) se restiamo oltralpe, da Soldera a Rinaldi se cerchiamo nel nostro amato Stivale. Tra l’altro, a prezzo da enoteca online o anche meno, ma serviti al tavolo.
Sicuramente, come puoi vedere dalla mia fotografia di uno degli scaffali interni, una scelta più ampia di quella riportata sulla carta dei vini che puoi trovare sul loro sito.

La Treille

7 Rue Saint-Augustine, 06300 Nizza (FR)
Dal lunedì al venerdì, dalle 12.00 alle 14.30 e dalle 18.00 alle 24.00
Sabato e domenica, dalle 18.00 alle 24.00
Instagram

Perché questi 3 BAR-À-VIN di Nizza funzionano così bene #2 - CAFÉ DES AMIS e LA TREILLE

Perché questi 3 BAR-À-VIN di Nizza funzionano così bene #2 - CAFÉ DES AMIS e LA TREILLE - Vino

Perché questi 3 BAR-À-VIN di Nizza funzionano così bene #2 - CAFÉ DES AMIS e LA TREILLE - Cibo

Se dovessi spiegarti cosa intendo io per bar-à-vin, la descrizione sarebbe più o meno la stessa che userei per raccontarti La Treille, un locale nato, anche in questo caso, dall’amicizia di due appassionati di vino, Alexandre Forte e Julien Rapel, nel cuore del Vieux Nice.

Cosa intendo? È semplice: vino al centro (anche da asporto), una piccola proposta di caldi e freddi per “asciugare con gusto” e una buona dose di convivialità, dal modo di accogliere all’atmosfera del locale. Ah, ovviamente, competenza sulla proposta enogastronomica, a prescindere da quale e da come sia.

Beh, in posizione centrale ma tutto sommato appartata rispetto al flusso turistico, La Treille colpisce subito per la sua ambientazione: la casa, quasi interamente ricoperta dal fico rampicante che sovrasta la piazzetta punteggiata di tavolini, conferisce al luogo un’impronta naturale e poetica notevole. Un equilibrio che si sposa perfettamente con la spontaneità della selezione di vini e del servizio.
Tra l’altro, concentrandomi sugli scaffali per la scelta di una bottiglia, l’interno non l’ho nemmeno degnato di uno sguardo… perdonami!

Il cibo cambia spesso ed è elencato su una lavagna all’ingresso che, all’occorrenza, viene spostata al tavolo prima dell’ordine. In un trionfo di semplicità, non mancano mai la burrata (sì, ero curioso di assaggiarla), un paio di salumi e qualche formaggio, le immancabili pissaladière e barbajuans, e alcune altre proposte per vegetariani o vegani. Convincermi con una sorta di “bagnun”, le onnipresenti uova e una toma di capra al posto del solito Comté di livello, non era affatto facile o scontato.

In sostanza, si percepisce un’idea, poco mainstream, in ogni dettaglio. Visto che si parla del perché questi 3 bar-à-vin funzionano, diciamolo così: a La Treille content is king.

Quindi, cosa fa davvero la differenza tra un bar-à-vin che prospera e uno che invece soccombe? Se raggiungiamo dieci like, attivi la campanella, lasci 5 stelline, mi regali tutti i tuoi punti Hype, convinci 10 amici a seguire questo canale, ti abboni su Instagram e compri 3 magliette e un cappellino marchiati Enoplane.com, magari te lo racconterò tra qualche giorno. Anche se non lo fai ovviamente, siccome non esiste niente di tutto ciò. Non so ancora solo se nel prossimo Libera uscita o stand alone.

 

About the Author: Andrea “Andreinoxp” Penna

Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.