Pochi giorni fa mi è stata concessa la possibilità di commettere un sacrilegio bevendo il Barbaresco Riserva Asili 2004 di Bruno Giacosa (Azienda Agricola Falletto – Neive).
Occorre spendere qualche parola per il produttore o per il vino?
Non credo, ma in caso contrario… Bruno Giacosa nasce a Neive nel 1929.
Dopo aver terminato bruscamente gli studi all’etá di 15 anni, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, inizia a lavorare con il padre in cantina.
Collabora dal 1992 (salvo una breve pausa dal 2008 al 2011) con l’enologo Dante Scaglione, il quale ha definito l’uva del 2004, sia del cru Rocche del Falletto che del cru Asili (Barbaresco), come la migliore mai vista dal suo ingresso in azienda.
Nel corso della sua vita gli sono stati attribuiti diversi soprannomi tra i quali “Il Maestro“, “Il Genio di Neive“, “Il Vinicultore” o semplicemente, come é stato definito da Angelo Gaja, “Il più grande di tutti“.
Ovviamente è considerato come uno dei maggiori simboli della tradizione enologica del luogo e, nonostante l’eterna diatriba sul Barolo tra consevatori e modernisti, la sua nobiltà è riconosciuta da entrambi gli schieramenti. Lui stesso non ha mai voluto schierarsi in merito, ma ha ammesso di sentirsi particolarmente legato all’espressione più classica.
Fatto sta che nel 2012 è stato insignito dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo della Laurea Honoris Causa in “Promozione e Gestione del Patrimonio Gastronomico e Turistico“.
Si è spento all’età di 89 anni, nel 2018, ma la sua eredità culturale tende all’infinito.

Come riportato in etichetta, l’uva di questa bottiglia proviene dagli Asili, un cru di media estensione e altitudine compresa tra i 200 e i 270 mt s.l.m. noto per l’eleganza, la finezza e la personalità dei suoi vini. Reso famoso dalla cantina dei Produttori di Barbaresco che lo etichetta dal 1971 e dai Fratelli Ceretto  che lo rivelano al mondo intero, in alcuni millesimi con le bottiglie di Bruno Giacosa raggiunge punte qualitative inimmaginabili. Ah! Mi stavo dimenticando, è la vigna preferita dal Maestro.

E adesso vuoi sapere come è andata con questa bottiglia, vero?

IMG_4198

Al naso la pietra focaia danzava con garbo tra fiori, spezie e un sacco di altre cose, mentre in bocca l’incontro tra il frutto e il tannino non lasciava dubbi circa il suo sangue blu.
Eppure ho il sentore che con me il Barbaresco Riserva Asili 2004 di Bruno Giacosa  non si sia sbottonato. Forse non gli sono stato simpatico o forse ha voluto farmi pagare la doppia onta: l’apertura assai precoce e il paragone con un altro vino bevuto nella stessa cena, l’Aeroplanservaj 2007 di Domenico Clerico.
E infatti per tutta la sera, di fronte ai miei continui e sempre più nervosi assaggi, mi è parso di vederlo ridacchiare sotto i baffi.
Lo stato evolutivo mi è sembrato talmente immobile da risultare fuori dal tempo: probabilmente se fossi partito per un lungo viaggio, al mio ritorno l’avrei trovato ancora così, immutato.
Sta di fatto che prima che me ne accorgessi Mister Etichetta Rossa fosse finito.
Nonostante mi aspettassi un nuovo dominatore, un guerriero schiacciasassi, ho conosciuto invece un principe pensatore, mecenate e con la testa episodicamente altrove, impegnato a sognare ciò che diventerà in un futuro nemmeno troppo prossimo.
Giudizio riflettente.

Supporta ENOPLANE.COM!

Segui già Enoplane.com su INSTAGRAM e FACEBOOK?

Se la risposta è sì, non ti rimane altro da fare che iscriverti alla newsletter inserendo nel form la tua mail.

Diversamente aiutaci cliccando sui due link qui sopra. Potrebbe sembrarti una sciocchezza, ma per noi è importante. Grazie!

You have Successfully Subscribed!

Pin It on Pinterest