Storie autentiche di vino, cibo e persone

Adret e Envers sono i termini che descrivono la sinistra e la destra orografica della Dora Baltea, il fiume che divide la nostra regione. L’Adret ha un orientamento sud-ovest, l’Envers invece è la zona orientata a nord-est.

Non solo i terreni dell’Envers dispongono di pochissima luce solare durante l’inverno e molta durante l’estate, dando vini tendenzialmente più freschi e tesi rispetto a quelli dell’opposto Adret. Pure la tradizione gioca il suo ruolo: ogni lato della Dora ha i suoi usi, costumi e campanilismi!

Leffrey, semplificazione di fragoleto in patois locale, è il progetto enologico di Stefano Minetti, professore residente a Nus, comune all’Adret nella media Valle d’Aosta.

LEFFREY: l'odissea enologica di Stefano Minetti

LEFFREY: l'odissea enologica di Stefano Minetti - Vigne
La vigna che Stefano dal 2015 inizia a gestire per curiosità e autoconsumo, è ubicata a Fénis, nel cuore dell’Envers, sede del castello medievale di cui ti consiglio caldamente la visita, soprattutto se ritenessi fantastici i castelli della Loira…

È un’area vinicola segnata da decenni di incuria e abbandono, in cui molte parcelle risultano immerse e mimetizzate nel bosco.
Possiedo delle vecchie foto che testimoniano questo insolito matrimonio tra bosco e vigna. Se solo sapessi dove le ho messe…

La passione, il lavoro e la ricerca di nuove vigne di cui prendersi cura, unita all’interesse degli anziani fénisand per il lavoro del nuovo arrivato, portano nel 2018 alla nascita dell’azienda.

Le vinificazioni vengono effettuate in una rinomata cantina valdostana secondo indicazioni molto semplici: si vuole un prodotto a basso intervento, in cui le fermentazioni rimangano spontanee.

Non disporre di una cantina propria per vinificare comporta la possibilità che ci si debba affidare a terze parti che legittimamente abbiano una diversa o opposta visione sulla strada da percorrere per realizzare il vino.

Nel 2024 Leffrey si vede costretta a cercare un nuovo spazio in cui potere vinificare secondo una procedura propria, condivisa.

Nuovi interlocutori sono disposti a ospitarla, ma le regole di ingaggio sembrano inasprirsi: i metodi per la trasformazione dell’uva e per la conservazione del vino cambiano considerevolmente: ti si ospita, ma si gioca secondo le nostre regole.

Oggi l’azienda a mio avviso vive un periodo di transizione, in cerca di una cantina ospitante che ne riporti al centro l’identità e lo spirito degli esordi.

Assaggio con Stefano i vini delle annate 2022 e 2023, millesimi più vicini a una vinificazione minimalista.

Si vorrebbe ottenere vini snelli,  impostati sulla beva: le vigne vecchie, le basse rese e la mancanza di manodopera in vigna impediscono al momento di presentare vini con questo tipo di lettura.
Gli assaggi non mancano certamente di carattere e territorialità e ritengo Stefano abbia oggi priorità più importanti!

Fénic 2023: uvaggio vinificato e affinato in acciaio, in cui il Petit Rouge regge il sorso ad altre varietà quali Vuillermin, Vien de Nus, Fumin, Cornalin, Blanc Commun, Ciliegiolo, Barbera, Dolcetto. Tutte le uve provengono da appezzamenti di Fénis strappati al bosco. Vino quotidiano solo in parte: c’è una bella concentrazione, ma anche l’acidità dell’Envers, si sente la vigna vecchia.

LEFFREY: l'odissea enologica di Stefano Minetti - Made in VdA

Made in VdA 2022: 100% Fumin proveniente dalla zona del Priorato di Saint Pierre. Vino one shot, purtroppo, fermentato in acciaio e affinato 7/8 mesi in barrique esausta. Bello, decisamente varietale, dalla resa bassa, prossima ai 30 quintali ettaro.

Nibbiù 2022:  Dalla vigna in frazione Jacquemin di Quart, Adret, quella di Giulio Moriondo, un vino composto da 4/5 Nebbiolo e 1/5 Neyret. Anche in questo caso vinificazione in acciaio e affinamento di 7/8 mesi in barrique esausta. Più snello e veloce rispetto a Fumin e Fénic, piacevolmente salino.

LEFFREY: l'odissea enologica di Stefano Minetti - Paideia

Paideia 2022: Termine greco che riporta alla formazione integrale dell’uomo, è un 100% Petit Rouge, di cui il 10% appassito su pianta viene aggiunto successivamente in vasca. Un Ripasso, certo, ma anche la tradizionale ricetta valdostana del Torrette. Il grado elevato non ne inficia il sorso valdostano.

Il presente e il futuro di Leffrey sono indissolubilmente legati a un concetto etico: le difficoltà incontrate nel trovare uno spazio sicuro di vinificazione, non devono allontanare la cantina dai princìpi che la animano. In questa fase interlocutoria, nella seppure lontana possibilità che Leffrey finisca nel mare magnum delle anonime aziende vinicole convenzionali valdostane, auguro a Stefano di continuare a stringere i denti, aggrappandosi tenacemente alle radici che hanno reso il suo progetto interessante, originale, fiero!

 

Leffrey
Frazione Plantayes, 4
11020 Nus (AO)
website

 

About the Author: Edoardo “Edo” Camaschella

Nato ad Aosta nel Marzo del 1977, passo l’infanzia in skate. Poi snowboard, mountain-bike, trail… Musica, sempre, viaggi e contaminazione pure. Nel 2006 una Coulée de Serrant fa nascere in me l’amore per il Vino. Mi informo, assaggio, esploro, leggo e scrivo. Studio! Con ahimè pochissime occasioni di scambio e come sempre, senza indossare divise. Dal 2019 vendo la mia idea di Vino in Valle d’Aosta. Ma in fondo l’ho sempre fatto: raccontandolo agli amici, annoiando Francesca mia moglie, facendo scappare i miei figli, Bianca e Dante! Proprio la condivisione insieme alla natura del gusto, sono i cardini del mio approccio. Che è essenzialmente musicale, non necessariamente tecnico. Sicuramente emozionale e positivo. In una parola: hardcore!