Si finisce sempre a parlare dei vini bianchi di Stanislao Radikon, Stanko per gli amici, dimenticandoci che, tra le bombe a mano che produce, c’é anche il Merlot: a seconda delle annate, una delle mie interpretazioni preferite di questo vitigno.
Questo 2002 l’ho scovato girovagando nel reparto vino dell’Eataly genovese a una ventina di euro. Sì, hai capito bene. Anche io sono rimasto spiazzato dal prezzo che, per gli altri millesimi, è almeno doppio e infatti inizialmente ho pensato a un errore.

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Sono venuto solo successivamente a sapere, navigando sul web, che la bottiglia in questione è stata considerata non all’altezza degli altri Merlot di Stanko e pertanto immessa sul mercato a un prezzo inferiore.

Ieri, mentre ero sulla via del ritorno, ho dato un colpo di telefono a casa per farla stappare.
Il vino che ho trovato ad aspettarmi era di colore granato con  un’unghia aranciata, scarico.
Al naso catturava l’attenzione grazie a una spruzzata marmellatosa di frutti di bosco e ciliegie sotto spirito, una sussurrata nuance vegetale intervallata da un pot-pourri di spezie (liquirizia, tabacco…) e smalto.
In bocca il Merlot 2002 di Radikon entrava vivo, deciso, più duro che morbido, risultando di buona persistenza.
Diversamente grande, tanto è vero che il mezzo litro non è bastato.
Vuoi un consiglio da amico? Se ti capiterà di trovarne a questo prezzo una bottiglia, non fartela scappare!

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