Storie autentiche di vino, cibo e persone

Visto l’andazzo di alcuni wine bar, della mia zona ma non solo, è da un po’ che mi chiedo cosa faccia davvero la differenza tra chi prospera e chi invece soccombe dinanzi a una clientela sempre più oberata da proposte di ogni tipo.

Magari non è il caso, adesso, di iniziarti un pippone sull’ampiezza del bacino d’utenza necessario alla sopravvivenza di un’enoteca, soprattutto se “naturale pura”, sull’importanza della posizione, sulla varietà richiesta dall’offerta enogastronomica o sulla fondamentale conoscenza della stessa… Sarà capitato anche a te di chiederti se l’oste di turno avesse mai assaggiato il vino che ti aveva appena consigliato, vero? E se ti dicessi che ritengo la selezione dei vini non di primaria importanza in questo discorso, cosa mi risponderesti?

Comunque, continuando a leggere dei tre bar-à-vin che ho provato a Nizza durante la mia recente capatina nella Francia più italiana che c’è, un’idea sul mio pensiero te la farai di certo. Garantito.

Se proprio volessi, possiamo ragionarci un attimo alla fine…

 

Berco

1 Rue du Pontin, 06300 Nizza (FR)
Dal martedì al sabato, dalle 18 alle 24 – Non accettano prenotazioni
WebsiteInstagram

Perché questi 3 BAR-À-VIN di NIZZA funzionano così bene - BERCO e..

Se ti avventuri per qualche minuto dentro il Vieux Nice, ti ritroverai inevitabilmente a passarci davanti. E di certo la sua caratterizzazione, a tratti industriale, col rosso che fa da padrone, dalla tenda al pavimento, attirerà la tua attenzione.
Berco nasce nel 2021 per volere di Nicolas Bercovici dopo l’esperienza a La Cave du Cours sempre di Nizza, e, complice l’ampio bancone, i tavoloni di legno e la fila di tavolini stretti esterni, ti grida subito addosso che con gli altri clienti, prima o poi, dovrai scambiare due parole.
E di questi tempi, meno male.

L’offerta di vini è decisamente trasversale: qualche etichetta naturale interessante, una selezione, seppur un po’ nascosta sul fondo, di grandi nomi, dal Sud del Rodano allo Champagne (Château Rayas, Selosse e…), e diverse altre cose sparse qua e là.
Cosa ho bevuto? Mettendo da parte il sensazionalismo a tutti i costi, una bottiglia del solito Arbois Pupillin “Jurassique” del Domaine de la Renardière, 2020.
Come mai? Beh sai, dopo una piacevole chiacchierata con Nicolas in cui gli ho spiegato di cosa avevo voglia, perché, ascoltati i suoi appassionati e puntuali consigli, avrei dovuto virare su altro? Per hype? Dai su, non scherziamo.

Perché questi 3 BAR-À-VIN di NIZZA funzionano così bene - BERCO e.. - Jurassique

In cucina, invece, è presente un’ampia scelta di piccoli piatti caldi e freddi preparati con ingredienti selezionati con gusto e criterio, perfetti per un aperitivo, ma anche per restare a cena. Dalle escargots de Bourgogne al foie gras du Sud-Ovest, dai cannolicchi (couteaux) alla griglia al tataki di tonno rosso, dal Comté al vitello tonnato… Sì, alla fine ero talmente curioso che ho provato pure quello.
Ecco, non lo rifarei. Non perché ci fosse qualche problema evidente (né, d’altra parte, alcunché di memorabile, eh), ma bisogna proprio essere dei pirla, considerando la bontà del resto. Anche le uova, onnipresenti nei bar-á-vin di Nizza, mi sono parse trascurabili.

Perché questi 3 BAR-À-VIN di NIZZA funzionano così bene - BERCO e.. - Cannolicchi

Perché questi 3 BAR-À-VIN di NIZZA funzionano così bene - BERCO e.. - Comté e foie gras
Perché questi 3 BAR-À-VIN di NIZZA funzionano così bene - BERCO e.. - Escargot

Perché funziona?
Perché Berco è un bar-à-vin per tutti e per tutti i gusti, si trova nel cuore pulsante di una grande città – Nizza supera abbondantemente i 300.000 abitanti – dall’animo solare e un po’ scomposto, sa di festa (per rendersene conto basta dare un’occhiata al suo account Instagram) e ha prezzi che, per Nizza e la Francia in generale, restano popolari.

 

Ah! Ti ho fregato: di La Treille e del Café des Amis ne parliamo la prossima volta.

 

About the Author: Andrea “Andreinoxp” Penna

Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.