Mangiare bene a Nizza? Niente di più facile. Come saprai già se frequenti Enoplane.com, la capitale della Costa Azzura è una città traboccante di wine bar (pardon, bar-à-vin) davvero interessanti, di bistrot che a volte hanno ben poco da invidiare a quelli di Parigi o Lione e, più in generale, di una scena gastronomica che, seppure inevitabilmente contaminata dalla sua vecchia liaison con l’Italia, è tra le più coinvolgenti di tutta la Francia. Per tutti i gusti e per tutte le tasche.
Inoltre, cosa da non sottovalutare, Nizza è anche un luogo a misura d’uomo, e di famiglia. Non volendo soffermarmi adesso su spiagge, parchi e quant’altro, sappi solo che nei quasi sette giorni trascorsi con moglie e pargolo al seguito non ho mai avuto problemi a godermela; salvo a La Cave du Fromager, dove, in fase di prenotazione, ho scoperto non fosse particolarmente gradita la presenza del “giovine”, un minuscolo commensale silenzioso che, peraltro, credo mangi più del loro cliente medio… ma questo loro non potevano saperlo.
Beh, siccome mi sento di consigliarti un soggiorno a Nizza a prescindere da compagnia, obiettivi o pretesti vari, eccoti una piccola serie di ristoranti e botteghe di cui non ti ho ancora parlato ma che, a mio avviso, meritano sicuramente un po’ del tuo tempo. E qualcosa che, a conti fatti, invece puoi serenamente saltare.
21 Paysans
2 Rue Valperga, 06000 Nizza (FR)
Dal lunedì al sabato, dalle 10.00 alle 22.30
Website – Instagram







Con i suoi prodotti di qualità (i vegetali in primis), i piatti semplici che li raccontano e i prezzi ragionati che li rendono accessibili (per Nizza, sia chiaro), 21 Paysans è al tempo stesso una bottega alimentare, un’enoteca e un ristorante. Insomma, una creatura multiforme nata dalla mente dell’eclettico – come definiresti uno che, dopo aver studiato management alla Paris-Dauphine, passa da Londra per approfondire il mondo dei semi e finisce per aprire due fattorie di permacultura, una in India e una a Tenda? – monsieur Eliott Mercier, e situata tra Thiers e Jean-Médecin, in quella che mi è sembrata una delle zone più residenziali della città: viva, popolata, quotidiana, senza però arrivare agli eccessi turistici del Vieux Nice eh. Per nulla.
Perché ho voluto provarlo? Perché mi interessava vedere come interpretavano la cucina di mercato, di prodotto, oltralpe. Come facevano funzionare questa tipologia di attività comprensiva di bottega. E senza basarsi su una comunicazione spinta sui social, per giunta.
Inoltre, incrociando su IG una foto di uno degli scaffali del vino, mi ero incuriosito siccome praticamente non conoscevo un’etichetta che fosse una.
Cosa ho assaggiato d’interessante? Gli sfilacci di maiale, una specie di pulled pork condito con una deliziosa salsa ottenuta dai suoi stessi liquidi di cottura, e una fresca insalata di zucchine tonde, vierge di pomodori e spuma di mozzarella: tre semplici ingredienti che, grazie alla loro spiccata qualità, non ti facevano desiderare altro.
Solo la cura nel servizio di salumi e formaggi poteva essere migliore (la cotica dava parecchio fastidio). Per il resto, da 21 Paysans ho passato una piacevole serata, finendo per acquistare pure alcune verdure fermentate e una bottiglia di vino da portarmi a casa.
Babel Babel
2 Cours Jacques Chirac, 06300 Nizza (FR)
Dal lunedì alla domenica, dalle 9/10.00 alle 24.30
Website – Instagram






Tra locals e stuoli di vacanzieri, nella bella stagione la Promenade des Anglais si trasforma nel vero centro aggregativo di Nizza, da mattina a sera. E che si parli degli stabilimenti balneari o dei locali situati subito alle sue spalle, la zona offre più di una possibilità enogastronomica interessante.
Se per una giornata al mare la scelta ricade obbligatoriamente sulla spiaggia dell’Hôtel Amour, l’unica che propone una cucina degna di questo nome accompagnata da una selezione di vini naturali, guardando invece a ristoranti e simili il posto che più mi ha entusiasmato è senza dubbio Babel Babel.
Situato in una piccola casa di pescatori quasi alla fine della passeggiata, Babel Babel è un locale sorprendentemente polivalente, uno di quelli in cui tutto ciò che ho provato ha finito per convincermi. Dai cocktail sorseggiati al tramonto sul minuscolo balconcino vista mare, ai piatti provati a pranzo, di ritorno dalla spiaggia.
Mi è piaciuta la soupe de poissons de roche, intensa – sarà per i pesci acquistati da un famoso pescatore locale del quale, però, non ricordo il nome? – e accompagnata dai migliori crostini con rouille che abbia mai assaggiato. Ma anche il polpo grigliato con verdure e aglio nero e il baba ganoush: due piatti molto curati, sia nella fattura che nella presentazione. Come la piccola carta dei vini che, come il menù e la drink list, trovi direttamente sul loro sito.
Fromagerie Métin
13 Rue Pairolière, 06300 Nizza (FR)
Dal martedì al sabato, dalle 10.00 alle 19.00, la domenica dalle 10.00 alle 13.00
Website – Instagram



Un ragazzone nato a Nizza, lasciata una carriera da giocatore di basket che lo aveva portato persino sui campi della Nuova Zelanda, che cosa potrebbe mai fare “da grande” dopo aver lavorato con alcuni dei migliori maestri del formaggio in giro per il mondo?
Quali maestri? Da Gilles Mereau, mastro casaro e affinatore affermato ad Auckland, a Laurent Dubois, Meilleur Ouvrier de France nel 2000.
La risposta mi sembra ovvia: una volta tornato a casa, dopo un passaggio da Lafayette Gourmet in Boulevard Haussmann per gestire l’intero reparto latticini, Thomas Métin ha aperto una sua fromagerie a Vence, caratteristica cittadina incastonata sulle alture subito dietro Nizza. E quando si è aggiunto anche suo fratello Maxime, è nata l’occasione per aprirne una seconda nel Vieux Nice, quella dove sono stato.
Beh, te la faccio breve: per riempire due borse frigo da riportare a casa, infilandoci dal Comté in diverse stagionature a una serie di caprini davvero interessanti, nella capitale della Costa Azzurra non ho trovato niente di meglio.
Ah! Una piccola nota pratica: se volessi i formaggi confezionati sottovuoto, ogni pacchetto ti costerà un euro.
Philippe Tayac
15 Rue du Maréchal Joffre, 06000 Nizza (FR)
Dal lunedì al sabato, dalle 8.00 alle 19.00, la domenica dalle 8.00 alle 13.00
Website – Instagram



Quali sono i più grandi pasticceri di Francia? Ma che ne so, mica siamo sul Gambero Rosso o su Identità Golose. Però credimi se ti dico che, personalmente, nella mia ideale classifica non può mancare il franco-indonesiano Philippe Tayac, un giovane pasticcere che, a neanche una trentina d’anni, contava già diverse esperienze in vari hotel di lusso come il Cheval Blanc a Saint-Barthélemy e il Château Saint-Martin a Vence.
La cosa che mi ha fatto impazzire delle sue creazioni non è stato il gusto, intenso, coerente e mai stucchevole, o l’aspetto, elegante, pulito, vivido, ma il fatto, per me non trascurabile, che dopo un veloce pranzo a base di uno dei suoi famosi Palmier (ganache leggermente montata con vaniglia della Papua Nuova Guinea, confit esotico, mango e biscotto morbido – 13 euro), una fetta di una specie di cheesecake cotta al pistacchio e un bagel salmone e caprino, non abbia minimamente avvertito quella sazietà, pesantezza, che, con altri pasticceri, mi ha tolto sino al giorno dopo la voglia di vivere. Anzi: avrei voluto tornarci per merenda.
Peccato solo che neanche lui – chissà perché nessuno ci riesce mai… – sia riuscito a stupirmi sul salato, principalmente a causa della scarsa personalità delle farciture.
Socca vs Farinata: “Andiamo a Berlino, Beppe!”

Dicevamo: mangiare bene a Nizza? Ecco: visto il prestigio della socca, in soldoni la farinata del posto, ne ho provate alcune mentre gironzolavo per il Vieux Nice e, non contento, siccome piuttosto deluso da questi primi assaggi, mi sono pure accomodato a uno dei tavolini di René Socca, uno dei templi cittadini in materia, ordinando anche diversi altre pietanze: pissaladière, sardine e verdure ripiene, torta di erbette e…
Guarda, in tutta sincerità, se ti dovesse partire la fissa per una delle tante declinazioni della torta di farina di ceci, vieni pure a trovarmi a Chiavari che tra Luchin, Da Vittorio e qualche altra insegna fuori città la voglia te la levo io. Garantito.
Fortunatamente, per questo tipo di proposta, in tutta Nizza i prezzi sono talmente bassi che qualsiasi esperienza risulta indolore. Se poi la pensi diversamente, aspetto i tuoi consigli per concedere una seconda possibilità.
Zielinska
4-6 Rue Jules Gilly, 06000 Nizza (FR)
Dal giovedì al lunedì, dalle 8.30 alle 14.30
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Quando, pochi giorni fa, ho sentito Caqueret, il calciatore francese del Como, affermare malinconico che della Francia gli mancava il pane, mi è tornata in mente Dominika e la sua boulangerie rosa in Rue Jules Gilly, nella quale ero entrato una mattina per caso in cerca di un croissant. Poi ci sono tornato più volte, sì per il pane, ma anche per diversi lievitati con cui, nei giorni successivi, ho fatto colazione o merenda.
La sua è una storia che parte dalla Polonia per poi continuare, da sedici anni, a Nizza, dove, dopo la visione del documentario Seeds of Freedom, comincia a sfornare il pane in casa con semi rari, antichi, a volte dimenticati. E Zielinska ne è solo un altro capitolo…
Penso potrebbe bastarti un assaggio di un Pétanielle noire de Nice, un pane che prende il nome dall’endemica varietà di grano con cui viene fatto, o di un babka au chocolat (5 euro), per chiederti cosa hai trangugiato quotidianamente sino a quel giorno.
Sappi solo che i prodotti da forno in Francia hanno un prezzo più alto rispetto al nostro; ma una sniffata del magico odore che si respira in quella bottega non ti costerà nulla invece.
Ah, magari, ecco, lascia pure perdere quelle burrose e costose pizzette…
Il mio ultimo consiglio… per adesso

A differenza di Marsiglia, dove quelli di Sylvain Depuichaffray mi hanno regalato momenti memorabili, a Nizza non ho trovato un classico croissant talmente buono da farmi venire voglia di consigliarlo.
Siccome però sono convinto esista, fallo tu. Quando lo troverai.
Una cosa che invece dovresti certamente provare, se ti piace il genere, sono le uova alla Benedict di Bozzi, bar-brasserie situata in Place de la Justice.
Perché te lo sto dicendo? Perché vengono servite servito dentro a fragranti croissant e, tra la croccantezza degli stessi, l’acidità della salsa olandese, la spinta del bacon e la gentilezza di tutto il resto, sono una vera bomba per la quale mi ringrazierai per il resto dei tuoi giorni.
Pochi, visto il probabile grado di colesterolo.
Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.




A proposito di pane.
Come sta il Tigullio a riguardo?
Qua a Genova,a parte il solito noto Alessandro,siamo messi maluccio. Ma anche in quanto a ristorazione mica tanto meglio.
Ma sai che per quanto riguarda il pane che sappia io non c’è nessuno 🥲 Il che oggi è una cosa un po’ assurda. Ma spero di essere smentito…