Vini immortali, terroirs fiabeschi e vignerons ancestrali.
Dagli appunti di una degustazione condotta da Filippo Volpi, Bioselvatico, un’evasione attraverso la Côte de Nuits raccontata in 7 vini figli di altrettanti finages.
Immortal wines, fairy terroirs and ancestral vignerons.
From the notes by a Filippo Volpi (Bioselvatico) tasting, an escape through the Côte de Nuits told in 7 wines, sons of 7 finages.

Marsannay Vieilles Vignes 2014 – Olivier GuyotMarsannay 2014 Olivier GuyotLasciandosi Digione alle spalle, Marsannay (225 ht circa) è il primo finage che si incontra e quello più a Nord della Cotê de Nuits.
Il Marsannay rosso è tradizionalmente un vino generoso, colorato, un’espressione di Pinot Nero dalla spiccata aromaticità, in questa bottiglia, aiutata dalle vecchie vigne e dal terreno calcareo.
La famiglia Guyot, risalente al 1500, conduce l’azienda in biodinamica ed è stata una delle prime ad utilizzare il cavallo in vigna.
Qui il frutto è netto, croccante, il tannino deciso e dal calice sovviene un bouquet di viole.
Bioselvatico conduce, Marsannay è nel bicchiere.
Leaving behind Dijon, Marsannay (about 225 ht) is the first finage we meet, the northernmost of the Côte de Nuits.
The Marsannay red is traditionally a generous wine, colorful, expression of Pinot Noir from the spicy aroma, in this bottle, stimulated by old vines and the limestone soil.
The Guyot family, from 1500, lead the domaine in biodynamic and it was one of the first to use the horse in the vineyard.
Here the fruit is clean, crisp, the tannin is definite, from the glass I recollect a bouquet of violets.
Bioselvatico pull strings, Marsannay is in the glass.

Fixin 2013 – Armelle & Jean-Michel MolinFixin 2013 MolinScendiamo più a sud e raggiungiamo Fixin (95 ht circa).
Il finage dal terreno più ricco di argille, conta 8 climat classificabili in Premier Cru.
30.000 bottiglie l’anno vengo prodotte dal Domaine Armelle & Jean-Michel Molin in regime biologico e con l’uso dei cavalli in vigna per preservare il terreno.
Kirsh e nuances animali precedono il gatto e la volpe, Aciditè e Douceur: il Fixin lo bevi e non te ne accorgi.
Bioselvatico guida, Fixin si vede dal finestrino.
We go down to the south and reach Fixin (about 95 ht).
The finage with the richer clay soil, has 8 climat classified in Premier Cru.
Domaine Armelle & Jean-Michel Molin produced 30,000 bottles/year under organic management and using horses in the vineyard to protect the land.
Kirsh and animals nuances anticipate the cat and the fox, Acidité and Douceur: the you drink it without you know it.
Bioselvatico drives, we can see the Fixin out of the window.

Gevrey-Chambertin Les Corvées 2012 – Domaine TortochotGevrey Chambertin Les Corvees TortochotGevrey-Chambertin (410 ht circa) è il primo comune della “Route des Grands Crus”, mitologica strada che taglia 9 dei 24 vigneti più celebri della Côtes de Nuits.
Nel 1847 ricevette per primo l’autorizzazione ad associare il proprio nome a quello del vigneto più famoso, Chambertin, il preferito di Napoleone.
Il terreno argilloso rossastro, ricco di ciottoli, dà vini rossi paradigmatici per la loro longevità.
Il Les Corvées dei Tortochot, famiglia da più di 200 anni nel mondo del vino, è un pinot nero scuro ed austero, ampio e persistente, identità sensoriale del climat.
Gevrey-Chambertin (about 410 ht) is the first parish of the “Route des Grands Crus”, mythological road that cuts 9 of the 24 most famous vineyards of Côtes de Nuits.
In 1847 it received the first authorization to associate its name with that of the most famous vineyard, Chambertin, the favorite of Napoleon.
The reddish clay soil, rich in pebbles, gives red wines paradigmatic for their longevity.
The pinot noir “Les Corvées” of Tortochot, family for over 200 years in the world of wine, is dark and austere, full and persistent, sensory identity of climat.

Morey Saint-Denis 2012 – Domaine Stéphane MagnienMorey Saint Denis 2012 MagnienTra i finages più piccoli della Côte, Morey Saint-Denis (100 ht) racchiude 5 Grand Cru e 20 Premier Cru.
Il Morey Saint-Denis 2012 dei Magnien, vignerons da 4 generazioni, ammicca con un bouquet di spezie dolci in mano ed una corporatura esile.
Si aggira nel bicchiere con fare riservato, vestito di un tannino sottile e lascia una scia di rose e viole.
Bioselvatico lo segue con lo sguardo, Morey sorride a tutti con grazia.
Between the smallest finages of the Côte, Morey Saint-Denis (100 ht) contains 5 Grand Cru and 20 Premier Cru.
The Morey Saint-Denis 2012 produced by Magnien, vignerons for 4 generations, winks with a sweet spicy bouquet in one hand and a slender physique.
It wanders into the glass with making confidential, dressed in a thin tannins and leaves a trail of roses and violets.
Bioselvatico follows him with his eyes, Morey smiles at all with grace.

Chambolle-Musigny 2011 – Domaine BertheauChambolle Musigny BertheauConosciuto per la miglior capacità di drenaggio del terreno tra i finages della Côte, Chambolle-Musigny (150 ht) è un villaggio di soli 300 abitanti.
Le vigne impiantate praticamente sulla roccia, danno vini rossi dalla sonante mineralità.
François (5° generazione) guida l’azienda dal 2004 e ci stupisce con un vino generoso, suadente, che termina con una sciabolata finale acida e salina.
Bioselvatico e gli abitanti del finage sanno che non è un eresia, anche la roccia può essere accomodevole.
E voi?
With the best soil drainage capacity, Chambolle-Musigny (150 ht) is a village of just 300 people.
The vineyards, planted practically on the rock, give red wines from sounding minerality.
François (5th generation) has guided the company since 2004 and he surprised us with a generous wine, persuasive, ending with a final saber, sour and salty.
Bioselvatico and the locals know that it is not a heresy, even the rock can be soft.
And you?

Vosne-Romanée 2013 – Georges NoellatVosne Romanee 2013 NoellatLa carovana condotta da Bioselvatico riparte verso sud e raggiunge il finage di Vosne-Romanée, racchiuso tra i comuni di Flagey-Échezeaux e Vosne-Romanée.
150 ettari di vigne situate nel cuore della Côte, dominati dalle abbazie di Citeaux e Saint-Vivant, racchiudono i Climats più leggendari al mondo e non danno “vini” ma Pinot Noir figli del calcare, archetipi di concentrazione gustativa e leggiadri come il cachemire.
Il Vosne-Romanée dei Noellat, storica famiglia del comune ora guidata dal giovanissimo Maxime Cherluin, ne è esempio illuminato.
The Bioselvatico caravan again towards the south and it reaches the finage of Vosne-Romanée, enclosed between Flagey-Echezeaux and Vosne-Romanée.
150 ha of vineyards situated in the heart of the Côte, dominated by the abbeys of Citeaux and Saint-Vivant, enclose the most leggendary Climats in the world and they don’t give “wine” but Pinot Noir children of the limestone, taste-concentration archetypes and graceful like cashmere.
The Vosne-Romanée 2013 of Noellat, historical family now led by the young Maxime Cherluin, is a shiny example of this.

Nuits-Saint-Georges 1* Cru Les Bousselots 2013 – Domaine Chévillon-ChezeauxNuits Saint George Les BousselotsVosne-Romanée è ormai alle spalle e siamo quasi alla fine del nostro voyage.
Davanti a noi si staglia Nuits-Saint-Georges con i suoi 300 ettari di vigne a bacca rossa, divisi in 2 distinti terroir.
A nord il primo da vini stile Vosne mentre a sud il secondo, ricco di argilla e con suoli poco profondi, ci regala vini più potenti, giocati sull’intensità.
Les Bousselots ben sintetizza l’incontro delle due facce di Nuits-Saint-Georges e l’interpetazione 2013 di questo Domaine, nato dal matrimonio tra Claire Chévillon e Philippe Chezeaux, ci accoglie rusticamente disegnando una tavola imbandita, degna del miglior Matisse.
Bioselvatico ci lascia la mano, ma in realtà è solo il principio.
Bon voyage.
Now Vosne-Romanée is behind us and we are almost at the end of our voyage.
Nuits-Saint-Georges stands in front of us with its 300 hectares of red grape vines, divided into 2 different terroirs.
To the north the first gives us Vosne-style wines while to the south the second, rich in clay and with shallow soils, gives us powerful wines, played on the intensity.
Les Bousselots epitomizes the meeting of the two faces of Nuits-Saint-Georges and the 2013 of this Domaine, born from the marriage of Claire Chévillon and Philippe Chezeaux, rustically welcomes us drawing a brimfull table, worthy of the best Matisse.
Bioselvatico leaves our hands, but indeed it is only the beginning.
Bon voyage.