Storie autentiche di vino, cibo e persone

Il weekend scorso sono stato qualche giorno a Verona, nei giorni precedenti alla fiera del vino senza dubbio più importante e conosciuta d’Italia, ma alla quale mi interessava molto poco partecipare. Beh, perdonami ma, a parte le bellezze della città, quello che ho visto non mi è piaciuto per niente.

Di cosa sto parlando?

Molto semplice: di un assurdo fenomeno di mercificazione del vino. Bottiglie che spuntavano nelle vetrine del centro, tra scarpe, mutande e manichini. Degustazioni improvvisate in una moltitudine di negozi che col vino non avevano nulla a che fare. Uno stuolo di giovani, addobbati con camice e papillon che offrivano flûte, di plastica, in ogni angolo del capoluogo veneto.

VINIVERI a Cerea il sogno, Verona il grande incubo. Scherzo? + 3 CONSIGLI da mordere

Ma a cosa potrà mai servire tutto ciò? Pubblicità no dai. Non è che qualcuno pensi possa servire a mettere un freno alla crisi del vino? Perché in questo caso fermi tutti, continuando a trattare il nettare di bacco come un panettone natalizio di bassa qualità, la situazione non può che peggiorare. Che tristezza.

Fortunatamente il giorno seguente l’ho trascorso a ViniVeri. Arrivare lì è stato un po’ come risvegliarsi da un brutto incubo, come riprendere fiato dopo una prolungata apnea. Perché? Per l’energia completamente diversa che si respirava, per il sorriso e la pacatezza dei presenti e soprattutto per la delicatezza con cui il vino si fondeva alla situazione.

Che poi ho trovato un livello qualitativo sorprendente, tantissime etichette di una bontà imbarazzante, molte delle quali, per cosa (e come!) raccontavano, mi hanno addirittura emozionato. Insomma il vino a Cerea mica era solo un prodotto da vendere, al centro di tutto c’erano territori e persone.

Per me è stata infatti una splendida occasione per salutare vecchi amici e vignaioli, conoscerne di nuovi, scambiare pareri e abbracci: non voglio girarci intorno, una giornata a dir poco fantastica.

L’organizzazione l’ho trovata impeccabile. Gli spazi erano molto ampi, non si è mai formata la ressa dinanzi ai “soliti” banchetti, ma neanche si percepiva una qualche sensazione di vuoto che avrebbe finito inevitabilmente per spegnere gli entusiasmi. Pure la scelta di offrire un vero e proprio servizio ristorante, dove rilassarsi o discutere, a prezzi umani, mi è parsa azzeccata. Bravi! Sono queste le manifestazioni che fanno bene al vino, una delle migliori pubblicità al movimento che si possano concepire.

Adesso però vorrai la disamina di tutti i miei assaggi, vero? E invece no, siccome probabilmente ne troverai a bizzeffe a spasso per il web, mi limiterò a qualche scatto. Di sicuro pescando tra questi male non caschi.

VINIVERI a Cerea il sogno, Verona il grande incubo. Scherzo? + 3 CONSIGLI da mordere - Mlecnik

VINIVERI a Cerea il sogno, Verona il grande incubo. Scherzo? + 3 CONSIGLI da mordere - Massa Vecchia

ViniVeri - Rivella

VINIVERI a Cerea il sogno, Verona il grande incubo. Scherzo? + 3 CONSIGLI da mordere - Giuseppe Rinaldi

Beh, inizia a farci un pensierino per l’anno prossimo, io sto già pensando di tornare a ViniVeri. Magari ci si vede lì… Cosa? Non mi dire che dal titolo ti aspettavi un commento sul polverone montato in seguito agli articoli di pochi giorni fa del Gambero Rosso? Mi spiace, ma rimarrai deluso anche stavolta. Smettiamola di alimentare inutili questioni che poco c’entrano con il nostro amore per il nettare di Bacco. Dai!

 

P.S. In realtà, durante questi pochi giorni passati a Verona qualcosa di buono l’ho trovato. Mi sento infatti di consigliarti tre posticini in cui mi sono trovato molto bene, sia per quanto riguarda la proposta enogastronomica che per il servizio. L’Osteria La Mandorla, storica osteria, piccola ma molto accogliente, dove, nonostante mancasse poco alla chiusura, sono riuscito a bere 2 calici accompagnati da un bella scelta di polpette. Trattoria La Pigna, una trattoria contemporanea aperta da pochissimo in zona Città Antica, un po’ patinato il wine bar, mentre più intima e tranquilla la sala in cui si mangia. Bigoli con ragù d’anatra spettacolari. Ristorante Greppia, un altro locale storico nel centro di Verona, nonostante straripasse di gente ci hanno servito in maniera eccelsa e sempre col sorriso. Di alto livello il bollito misto.

 

About the Author: Andrea ” Endriu” Ambu Cagliaritano DOC classe 1984, Esperto Assaggiatore ONAV e consigliere per la delegazione cittadina della medesima, mi son avvicinato al mondo del vino circa una decina di anni fa, innamorandomi fin da subito del movimento “naturale” e in seguito anche delle fantastiche persone che lo popolano. Galeotto fu un seminario di degustazione in 4 serate tenuto a Cagliari da Sandro Sangiorgi, del quale, pur senza capirci a quel tempo una benemerita mazza, ancora ricordo, per filo e per segno, alcuni degli splendidi vini assaggiati. Mi colpirono per la loro istintività, di come allo stesso tempo riuscissero a essere imprevedibili e conviviali. Un sogno? Aprire una piccola enoteca con mescita. Dove? A Cagliari. E dove sennò.