Storie autentiche di vino, cibo e persone

“Papà! Papà! Mi porti a Mirabilandia? Dai! Papi…”

“Va bene figliolo, andiamo.”

“Ma ora?”

“Sì ora, andiamo.”

“Ma Papà, questo negozio (ristorante, bar…scegli un termine secondo l’età del bambino che stai immaginando perché “enoteca con tapas” mi sembra troppo poco credibile pronunciato da un pargolo) non è Mirabilandia!?!”

“Sì che lo è figliolo. Bevi il tuo succo di mela Kohl. Per me un…”

Insomma, per un entusiasta come me, la Vinoteca Paila un po’ è così.

Perché?

Perché i vini che Emanuele serve a bicchiere con il Coravin sono circa 150, a partire dal Verdicchio “Le Oche” 2015 di Fattoria San Lorenzo per arrivare all’Amarone 2003 di Quintarelli, molti dei quali disponibili anche nella mini dose da 6 cl.

E pazienza se con questo sistema il calice risulta costare qualche decina di centesimi in più (che poi se hai già avuto modo di trovare al bicchiere il Verdicchio “Le Oche” in giro, potresti avere una piacevole sorpresa pagando il conto…), ma almeno sono sicuro che il prodotto sia sempre “al top”, perfettamente conservato.

Troppo spesso durante i turni di lavoro le bottiglie destinate alla mescita vengono conservate al caldo, stappate e dimenticate in balia del tempo.

250 sono invece le bottiglie in carta e sono tutte state scelte secondo i gusti del titolare senza l’influenza delle mode del momento, semplicemente è quello che gli piace e beve: le chicche non mancano (qui i vini di Emidio Pepe sono serviti al calice dalle magnum…).

Emanuele ha curato anche la scelta dei calici e ti ritrovi a bere in ultraleggeri Zalto, Riedel e Zafferano, una vera gioia per le mani e per i tuoi sensi.


Per quanto riguarda il food, la filosofia è la stessa e incontra quella delle tapas; vengono proposti una decina di piatti (tra i 5 e i 12 euro), sono sempre presenti una piccola selezione di formaggi, una di salumi e per gli appassionati una qualità di ostriche. In più è prevista una proposta light per il pranzo.

Per l’aperitivo non aspettarti montagne di patatine e focaccia avanzata dalla colazione, ma un assaggio di salume, uno di formaggio, una composta o un sottolio e un po’ di pane/schiacciata.

Una volta, discutendo di social, mi permisi di suggerirgli l’uso di filtri e quant’altro ma la candida risposta fu: “Ma che filtri e… , la materia prima che compro non ne ha bisogno”. Capito?

“Amore mio, dove è andato papà?”

“Di nuovo a Mirabilandia…”