La cucina primordiale, o del fuoco, mai come oggi, esercita sul mondo della gastronomia uno smisurato e viscerale fascino, un atavico richiamo che ha trasformato i maestri del genere come Victor Arguinzoniz dell’Asador Etxebarri di Axpe, la famiglia Arregui dell’Elkano di Getaria o Lennox Hastie del Firedoor di Sidney, in leggende più simili a divinità che a chef, e che sta seminando in modo un po’ sconclusionato Josper e Big Green Egg, tanto per citare due degli strumenti contemporanei più famosi per la cottura con la brace, in ogni ristorante del globo, probabilmente facendo pensare ai gestori dei suddetti che ciò rappresenti una grande opportunità di marketing e quindi dai chiari e apparentemente vantaggiosi risvolti commerciali. Addirittura i creatori della docuserie gastronomica più famosa di tutti i tempi, ovviamente sto parlando di Chef’s Table, nel 2020 hanno dedicato alla cucina del fuoco un’intero spin-off dal titolo Chef’s Table: BBQ, mossa che ha ulteriormente contribuito al suo sdoganamento nell’immaginario del cliente medio.
Tra i giovani figli di questo “ardente” movimento, uno, se non il più, fiammeggiante è Brat (termine anticamente usato dagli inglesi per indicare il pesce rombo, tra l’altro uno dei signature del ristorante), la creatura londinese dello chef Tomos Parry, già Young British Foodie Chef of the Year nel 2014, aperta nel 2018 a Shoreditch che ha subito conquistato una stella Michelin, si è piazzata al secondo posto ai National Restaurant Awards 2019 e nel 2021, nonostante la pandemia in corso, è entrata nella prestigiosissima World’s 50 Best Restaurant al numero 78,  diventando con ragione il ristorante più chiaccherato di Londra.

Insomma adesso che un po’ di carne al fuoco l’ho messa, sono sicuro che sarai curioso di sapere cosa e come ho mangiato un sabato sera di pochi giorni fa a Londra da Brat. Sbaglio?

Oyster with Sorrel & Fig Leaf

Langoustine

Brat restaurant, Londra - Grilled Bread with Anchovy

Grilled Bread with Anchovy

Brat restaurant, Londra - Lamb Chop with Grilled Sweetbreads

Lamb Chop with Grilled Sweetbreads

I piatti da condividere

Brat restaurant, Londra - Velvet Crab Rice

Velvet Crab Rice

Brat restaurant, Londra - Lemon Sole

Lemon Sole

Smoked Potatoes

Green Salad

Caramel Cream

Burnt Cheesecake & Cherries

A differenza di alcuni ristoranti provati nell’ultimo periodo che si spacciano per novelle fucine di Efesto, ma che poi si rivelano essere un poco graffiante potpourri di stili (e pertanto ho deciso di non parlartene), la cucina di Brat risplende in tutta Londra limitandosi, se così si può dire, a fare dannatamente bene ciò che promette: grigliare sui carboni, cuocere nel forno a legna, affumicare… ogni cosa che la mente dello chef di origine gallese partorisca. Tu fammi solo un piacere: non pensare che sia una cosa semplice!
La maggior parte degli splendidi ingredienti provengono ovviamente da Regno Unito e dintorni (l’extravergine però è siciliano – Senia), mentre nelle preparazioni risulta chiara l’influenza basca.
Nel corso della cena ho adorato l’umida semplicità degli scampi, la consistente profondità marina del riso arrosto e, come mai mi era capitato sino a ora, la costoletta d’agnello: uno snack scioglievole, sapido e maledettamente delizioso che mi ha fatto venire voglia di tornare a provare tutta la carnazza presente nel menù. Le patate, molto burrose, mentre godevo divorandole mi hanno invece ricordato quanto a morire basti un attimo.
Pregevole ma appena meno sconvolgente la sogliola (non fare l’errore di confonderla con quella, minuscola e poco carnosa, che si trova comunemente sui banchi italiani), un po’ per colpa delle aspettative e un po’ perché noi popolo del mediterraneo non è che tradizionalmente siamo proprio messi male per quanto riguarda il pescato alla griglia.
Gustosi e allo stesso tempo delicati i dolci assaggiati, anch’essi in diversa misura fuococentrici.

L’ambientazione richiama quella di un vivo e un filo chiassoso bistrot dove il legno scuro e la cucina a vista la fanno da padrone. Il personale di sala, molto attento e disponibile, coccola ritmatamente la clientela con fare dinamico e per nulla ingessato, passami il “molto londinese”.

Divisa in 5 sezioni per facilitarne la consultazione – Sparkling, Easy Drinkers, The Classics, Off The Beaten Track e Oxidative and Sweet wine -, la carta dei vini, realizzata con l’aiuto del team di Noble Rot, freschissimo vincitore del Wine List of the Year ai National Restaurant Award con il ristorante a Soho e creatore dell’omonimo magazine enoico, non delude le aspettive svelando più di 200 etichette, molte delle quali naturali, proposte a un prezzo assai conveniente per la scena londinese degli stellati e della sua ristorazione in generale. Ci si diverte a partire dalle 28,00 sterline chieste per il Vinho Verde “Chin Chin” di Quinta do Ermizio.
Completano il tutto una piccola mescita, una lavagna riportante gli ultimi arrivi e una minuta ma molto curata proposta di cocktails, birre, sidri e analcolici (4,00/12,00 sterline).

Insomma, considerato anche l’alto rapporto qualità/prezzo dei piatti in carta, soprattutto se confrontati con la media cittadina, nonostante a questo punto del post non ritengo ti sia necessaria un’ulteriore spinta, sappi che oggi Brat offre a Londra un’esperienza tra le più centrate, raffinate e gustose che chiunque sia interessato alla cucina del fuoco dovrebbe provare, candidando a pieno titolo Tomos Parry a nuovo Efesto nel pantheon della ristorazione presente e futura. E poi una capatina in quel parco giochi multiculturale e a tema cibo che è la capitale del Regno Unito è sempre una buona idea. Ma questa è un’altra storia di cui ti parlerò in seguito.

 

Brat restaurant
Redchurch St,4
E16JL Londra (UK)
www.bratrestaurant.co.uk/redchurch-st/

Piatti alla carta: 3,80/120,00 GPB (£), 5,50/8,50 i dolci

 

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