Innamorato del Barolo per legami di sangue, oltre che appassionato ex-corsista AIS, era inevitabile che, sin dagli inizi della mia passione per il vino, maturasse in me il desiderio di assaggiare il Monfortino. Che poi, se non ricordo male, all’epoca si trovava in enoteca a circa trecento euro. Molto meno di oggi, ma comunque una cifra proibitiva per un ragazzo poco meno che trentenne.
Il Nebbiolo Master del 2014 a Torino – fu lì che incrociai per la prima volta Roberto Conterno. Lui non se lo ricorderà, ma io sì: gli strinsi la mano con l’entusiasmo di un bambino davanti a un albero di Natale carico di regali –, gli assaggi dei suoi tanti capolavori “rubati” durante l’esperienza allo Splendido, una bottiglia di ’97 condivisa con un caro amico che adesso non c’è più, la visita in cantina con Matteo Circella (quella sognante, di cui ti ho già raccontato qui), e quelle pagine di giornale e articoli online che continuavano a raccontarne progetti e conquiste, dalle acquisizioni più o meno recenti al trattore… Insomma, una sequenza di attimi che non hanno fatto altro che rafforzare l’ammirazione e la convinzione che Roberto Conterno sia una sorta di Re Mida contemporaneo del mondo del vino, non solo italiano.
Beh giuro: non sono uno stalker… ma davvero potevo resistere alla tentazione di andare a curiosare a La Morra, da Belsit in Langa, il suo nuovo ristorante nato dalla ristrutturazione dello storico locale acquistato dalla famiglia Bovio?
Risposta ovvia: no. E infatti eccoti le fotografie del pranzo, infilato al volo lungo la strada che quel venerdì di inizio agosto mi ha portato a La Vague 2025. Menu, piatti e tutto il resto.

















Anche se penso che queste poche immagini ti abbiano già aiutato a farti un’idea, sappi che due sono le caratteristiche di Belsit in Langa che meritano un mio piccolo approfondimento: il luogo e la questione vino.
La vista mozzafiato sulla Langhe, che già era uno degli elementi distintivi del vecchio ristorante, risulta adesso valorizzata da una ristrutturazione intelligente, in cui il minimalismo del legno aiuta a raccogliere tutta la luce proveniente dall’esterno, in contrasto con l’illuminazione soffusa. Ora, siccome non sono né un architetto né un designer, la mia descrizione potrebbe non rendere giustizia alla sua bellezza magia. Sia che ci si accomodi nella veranda-giardino che all’interno davanti alle ampie vetrate.
La carta dei vini, piuttosto ampia e profonda, che, al contrario di come mi sarei aspettato, oltre all’ovvia panoramica sulla produzione di casa Conterno (Barolo, Gattinara…), presenta una selezione di etichette capaci di accontentare ogni palato. Dai metodo classico di Ca’ del Vent ai due Savagnin di Allante et Boulanger (100 euro/cad.), passando per tanta Langa, Barolo ma non solo. Ci si diverte a partire per esempio dai 25 euro chiesti per il Verdicchio “Le Oche” 2023 di Fattoria San Lorenzo, mentre i 1200 per il Monfortino 2015 evidenziano la correttezza dei ricarichi che crescono di pari passo con l’età del vino. Poter poi bere nei calici studiati da Roberto Conterno con Zwiesel è sicuramente un plus non da poco.
Se a tutto ciò si aggiungono una cucina solida, ben eseguita – solo il ristretto dei plin presentava una punta di amaro che ne attenuava la piacevolezza -, con un menu che si divide tra i piatti della tradizione piemontese e una proposta contemporanea, sia di mare che vegetariana, e un servizio fresco e gentile, capirai bene il perché, nonostante l’apertura in sordina, Belsit in Langa a pranzo fosse già discretamente frequentato.
Qualche refuso in carta (Savanin no dai…) o dettaglio del giardino ancora da rifinire non fanno che ricordare che il ristorante sia aperto solo da pochi mesi e il rodaggio ancora in corso. Ma se queste sono le premesse, c’è da aspettarsi che diventi presto una tappa obbligata. Io comunque ci tornerei già domani.
Belsit in Langa
Via Alba 17/B
12064 La Morra (CN)
+39 0173 328 262
website
Menu degustazione, 70,00 euro
Piatti alla carta da 16,00 a 30,00 euro
Vini naturali in carta: più o meno
Pro
- la magia del luogo
- un comparto vino capace di emozionare i più
Contro
- …
Un posto del cuore
PS: visti gli “annunci” di questi giorni, finito di scriverne, ho cominciato a chiedermi se Belsit in Langa non ci riserverà qualche sorpresa. Quali annunci? Ciao.
Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.




E bravi i langhetti.
Ma un albero per poter fare la pipì ce lo lasciano?
Alberi quanti ne vuoi, per il resto ne possiamo parlare…