Come ti avevo raccontato in un vecchio articolo (puoi leggerlo qui) la viticoltura in Sardegna ha delle radici antichissime, si pensa infatti che fosse presente già dall’età del Bronzo.
Tuttavia non è di storia, nonostante sia importante per l’inizio del discorso, che voglio parlarti questa volta, ma di un antico vitigno autoctono quasi scomparso e poco conosciuto che, grazie a un’azienda agricola a conduzione familiare e a un progetto finanziato dalla Regione Sardegna, è stato salvato dall’abbandono. Però andiamo per gradi…

Come dicevo la lunghissima tradizione vitivinicola ha fatto sì che questa terra sia ricca di vitigni autoctoni. Una ricchezza ampelografica incredibile spesso però poco valorizzata a favore delle varietà più conosciute o addirittura di quelle internazionali. Per dare risalto a questi vitigni nel 2000 la Regione Sardegna, tramite gli enti Agris e Laore, fa partire il progetto denominato “Akinas” con lo scopo di studiarli, valorizzarli e infine iscriverli nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Tra questi troviamo anche il Cannonau Bianco.

Da “Akinas. Uve di Sardegna, Gianni Lovicu, 2017, Edizioni Ilisso”, un libro che non mi lascerei scappare qualora volessi saperne di più sui vitigni autoctoni della Sardegna

Il Cannonau Bianco è un antico vitigno di cui sono state trovate tracce in tutta la Sardegna, ma che ora viene coltivato soprattutto nelle zone dell’Ogliastra, Barbagia e Baronia. Dagli studi effettuati non sono state trovate corrispondenze con altri vitigni quindi si può considerare un unicum dell’isola. Infatti si è scoperto che questa varietà si è generata dall’incrocio tra il Cannonau e il Galoppu, un’uva bianca da tavola anch’essa autoctona della Sardegna.

Al progetto di studio e valorizzazione del Cannonau Bianco ha collaborato anche una piccola azienda agricola a conduzione familiare dell’Ogliastra, esattamente tra i comuni di Lotzorai e Baunei. Sto parlando dell’Azienda Agricola Pusole. Una storia che va avanti da 4 generazioni e che ora vede i fratelli Lorenzo, Roberto e Loredana portare avanti la tradizione.

Dopo la laurea di Roberto in enologia ad Alba e la successiva esperienza sempre in Piemonte decidono di fare il grande passo e iniziare a imbottigliare il loro vino che prima veniva venduto sfuso. Nei circa 10 ettari vitati coltivano esclusivamente vitigni autoctoni senza l’utilizzo di diserbanti o pesticidi. Anche in cantina si lavora nel modo più naturale possibile: fermentazioni con soli lieviti indigeni e nessun intervento che possa snaturare il vino.

Ma in che modo hanno preso parte alla studio? Semplicemente hanno impiantato una vigna di Cannonau Bianco partendo dalle marze prese da vigneti antichi e innestandole tutte a mano. Da qui è partito anche il loro studio sul vitigno e su come vinificarlo al meglio.

Però ai fratelli Pusole sarebbe piaciuto scrivere in etichetta anche il nome della varietà. Infatti il il fine ultimo del progetto Akinas, come già anticipato in precedenza, era quello di iscrivere i vitigni minori esaminati nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Ma si sa, nella vita le cose non vanno mai come si desidera ed ecco la doccia gelata: il nome Cannonau Bianco non poteva andar bene perché troppo simile al più famoso Cannonau quindi niente da fare, hanno registrato il vitigno con il nome Sinnidanu Bianco.
Questo però è un sinonimo utilizzato solamente in qualche paese in cui scambiavano questo vitigno con il Semidano, altro autoctono Sardo. Ovviamente i Pusole, contrariati da questa decisione, hanno deciso di puntare comunque sulle qualità del Cannonau Bianco ma senza utilizzare il nome registrato perché lontano dalla loro tradizione e cultura.

Lo so, ora sarai curioso di sapere com’è questo Karamare 2021 e tra poco te lo racconto.

Karamare - Cannonau Bianco - Pusole

L’età del vigneto è di 10 anni e le piante crescono su un suolo scistoso ricco di magnesio. La vigna è rivolta verso il mare ed è da qui che il vino prende il nome. Infatti Karamare significa “verso il mare“. In vigna non viene utilizzato alcun prodotto di sintesi come tradizione comanda e solo lavori manuali. In cantina la fermentazione avviene solo con lieviti indigeni. Il mosto sta a contatto con le bucce per circa 10 giorni. In seguito il vino affina per 8 mesi tra barrique e tonneau in cui svolge anche la malolattica.

Ora vediamo quali sensazioni mi ha regalato il Cannonau di Bianco dell’Azienda Agricola Pusole.

Karamare - Cannonau Bianco - Pusole - Etichetta

È un’esplosione di mediterraneità!!! Basta un sorso e mi sono ritrovato con la mente in una giornata di sole ad ammirare il paesaggio da una scogliera circondato dalla macchia mediterranea rigogliosa che riempie l’aria coi suoi profumi e con una leggera brezza che porta con sé l’odore del mare.

Il sorso è pieno, materico e coinvolge tutta la bocca. Un tannino ancora vispo ma setoso avvolge delicatemente ogni punto del cavo per poi dissolversi grazie a una salivazione lenta e densa data dalla grande sapidità. Appunto macchia mediterranea e sensazioni minerali sono preponderanti nella prima fase della bevuta, ma dopo un leggero retrogusto amaricante ecco che arrivano anche note di frutta a polpa gialla matura ed erbe balsamiche a rendere ancor più interessante questo vino. Il Karmare 2021 si lascia bere con facilità senza mai risultare pesante, donando a ogni sorso gioia e spensieratezza, la stessa che regalano le prime di giornate al mare con l’arrivo della bella stagione.

Sicuramente tutto il lavoro dei fratelli Pusole ha dato i suoi frutti e spero porti a una rinascita di questo antico vitigno. So già che qualche altro produttore ne è rimasto molto colpito e che anche lui proverà a vinificarlo, avvenimento che di certo può essere considerato alla stregua di una grande vittoria.
Tu, qualora ti trovassi in vacanza in Ogliastra, ricordati solo di andare a trovare Roberto, Lorenzo e Loredana. Oltre al Karamare producono tanti altri vini ottimi, ma soprattutto sono delle bellissime persone che ti accoglieranno con gioia facendoti innamorare del loro piccolo grande mondo.

Ora però vai a scovare le poche bottiglie di Karamare ancora disponibili (a breve uscirà la nuova annata) e fammi sapere che ne pensi.

 

Azienda Agricola Pusole
Lotzorai 08040 (NU)
+39 340 802 5938
+39 389 348 9287

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