No dai, non ci credo. Non avrai mica pensato di trovare una risposta all’insensata domanda posta nel titolo sulla creatura dei fratelli Camanini?
Personalmente ritengo le classifiche come la The World’s 50 Best Restaurants, tolti i tre minuti di divertimento che possono regalare al momento della proclamazione, una delle cose strane che la mente umana abbia mai potuto concepire e comunque, se il Lido84 è un grande ristorante, lo è a prescindere da premi e cotillon ricevuti.

“Sì ok, ma lo è?” Certo che lo è.

Anche grazie alla recente ristrutturazione, la location risulta tra le più incantevoli in cui abbia mai avuto il piacere d’imbattermi. I tavoli disposti praticamente in acqua e la vista sul lago di Garda conferiscono agli ospiti un senso di quiete capace di spazzare via per alcune ore qualsivoglia preoccupazione. Inoltre non riesco a immaginare come debba essere consumare un pasto in bella stagione nella torretta situata nel giardino del ristorante: probabilmente un sogno a occhi aperti.

Ulteriormente ravvivato dall’uscita dei cuochi dalla cucina per la conclusione di alcune portate, l’elegante servizio di sala è il frutto del costante lavoro di un grande professionista quale Giancarlo Camanini. Un maestro nel far sentire a proprio agio gli ospiti del Lido84, brushando con un sorriso le eventuali sbavature del personale o il leggero senso di rush che mi è capitato di percepire nel corso del pranzo osservando per esempio il sommelier.

La carta dei vini, non enciclopedica ma dai ricarichi corretti per la situazione (per esempio ci vogliono 55,00 euro per il Sauvignon di In Der Eben o 100,00  per la Ribolla Gialla 2013 di Gravner), è capace di accontentare praticamente ogni tipo di bevitore, naturale compreso, pur sembrandomi un filino più orizzontale che verticale. In realtà non l’ho scandagliata come mio solito siccome ero curioso di provare la proposta di pairing. E infatti dell’abbinamento vini ti parlerò tra pochissimi giorni in un post dedicato (per rimanere sempre aggiornato sull’uscita dei post puoi seguirmi su Facebook o Instagram).

“Va bene, ma la cucina?”

Quella di Riccardo Camanini è una grande cucina dall’assoluto livello tecnico e dall’ampia stratificazione di pensiero, capace di dar vita a creazioni dall’eccezionale valore concettuale partendo dall’eccellenza di pochi e semplici ingredienti, ma anche a pietanze – i dolci per esempio – confortanti e golose come pochissime volte mi è capitato di assaporare. Una cucina che racchiude in se cultura non solo gastronomica, studio della psicologia della memoria e una luminosa eleganza che bene si fonde con il contesto che la circonda. Ristorativo e ambientale.

Questo è quello che ci è stato servito nel piacevole pranzo domenicale con il mio amico Policy dopo aver optato per il menu Oscillazioni da 7 portate a cui abbiamo aggiunto i famosi è dire poco  Rigatoni cacio e pepe in vescica.

Appetizer #1

Lido84 - Appetizer

Appetizer #2

Appetizer #3

Appetizer #4

Lido84 - Tartare di seppia con burro di anguilla affumicato, crema di topinambur

Tartare di seppia con burro di anguilla affumicato, crema di topinambur

Persico trippato

Lido84 - Spaghettone, burro, lievito di birra

Spaghettone, burro, lievito di birra

Lido84 - Riso, aglio nero, frutti rossi

Riso, aglio nero, frutti rossi

Lido84 - Animella, carote crude e cotte in saor, punch

Animella, carote crude e cotte in saor, punch

Bavette di vitellone alla brace, grasso d’anatra, sangue di rilascio, lardo, bucce di Nebbiolo affinata nel Testun di pecora

Lido84 - Torta di rose

Torta di rose cotta al momento, zabaione al Vov, limoni del Garda

Kouign-Amann, cachi, zenzero, bergamotto

Piccola pasticceria #1

Piccola pasticceria #2

L’inizio è stato assolutamente soft. Per quanto riguarda gli appetizer mi aspettavo qualcosa di un po’ più significativo, discorso in parte ripetibile anche per quanto riguarda la sezione antipasti. Ho gradito molto i morbidi toni salmastri della tartare di seppia, mentre mi è sfuggito il senso del persico che, nonostante la perfetta esecuzione della tempura e l’equilibrio dato dalla parte dolce, mi è sembrato più un grande appetizer che il piatto di un menu da 7 portate. E non mi riferisco alla quantità, perfettamente calibrata lungo tutto il percorso, sto parlando della linearità gustativa.

Il capitolo primi risulta invece quasi noioso da incensare siccome lo spaghetto, il riso e la cacio e pepe sono fantastici piatti sui quali con ragione è già stato scritto di tutto. Certamente rappresentano una sequenza che illustra al meglio il valore della sapiente cucina di Riccardo Camanini. L’animella con cui è stata inframezzata, essendo attualmente un piatto inflazionato sulla scena gastronomica, dovendosi confrontare nella mia testa con alcune versioni assaggiate recentemente (per esempio qui, qui, qui…), invece non mi ha fatto strabuzzare gli occhi: certamente un piatto di fresca eleganza, ma che nell’intimo confronto tendeva a sparire. Tuttavia sono solo gusti personali.

La portata che ho apprezzato maggiormente, nonostante dalla lettura del menu fosse una di quelle che sbagliando non avrei ordinato, è la bavette di vitellone alla brace. Un taglio molto sottovalutato proveniente dalla pancia del bovino (dai muscoli addominali o dal torace inferiore) che trattato con grasso d’anatra, sangue di rilascio, lardo e bucce di Nebbiolo affinate nel Testun di pecora esprime un’energia gustativa piena e intensa inenarrabile.

Infine ci sono stati serviti due differenti dolci: una profumata torta di rose accompagnata da un magistrale zabajone al Vov e un kouign-amann, il famoso dolce bretone che a causa della quantità di burro presente nell’impasto potrebbe uccidere un cardiopatico solo passandogli vicino, ritenuto da Policy un filino troppo “caramellizato” esternamente.

“E quindi? Il Lido84 ti è piaciuto o no?”

Non lo so. Cioè sì, mi è piaciuto. Però, sebbene la compagnia fosse ottima, non vedessi l’ora di sedermi a quel tavolo e mi ricordi ancora, a distanza di diversi giorni, l’ottimo sapore di alcuni piatti, penso mi sia mancato qualcosa.

A causa del ritmo sostenuto del servizio di sala che non permetteva al personale un adeguato, a mio avviso, storytelling della proposta gastronomica, salvo la presentazione della cacio e pepe che trovi nel video qui sopra, non ho percepito un filo conduttore nel menu che non fosse la celebrazione delle, ripeto, assolute capacità dello chef. Il che, tornando per un attimo sul discorso “premi e classifiche”, nonostante ti abbia già spiegato cosa ne pensi a riguardo, ha inconsciamente amplificato il confronto con delle aspettative che a tratti possono risultare insuperabili. E infatti dopo il recente piazzamento del Lido84 alla quindicesima posizione della The World’s 50 Best Restaurants, di fatto il primo ristorante italiano tolta la Francescana e il continuo tam tam su quanto la cucina di Riccardo Camanini meriti almeno una seconda stella, quello che mi è mancato durante il pranzo potrebbe proprio essere ciò che più ricerco in un’esperienza gastronomica di questo tipo: un pizzico di emozione in più. Non necessariamente un qualcosa di nuovo che mi destabilizzi in toto, piuttosto anche solo qualche sfumatura, umana o esperienziale, che indelebilmente giustifichi il viaggio. Poi è chiaro uno può incappare in una giornata, pure di poco, sbagliata, sua personale o del ristorante. E infatti probabilmente è stata solo colpa mia perché, da bambinone quale sono, mi perdo in un bicchiere d’acqua ricercando erroneamente tonalità che invece non importano a nessuno. .

Tu che ne pensi? Sei mai stato al Lido84?

 

Ristorante Lido84
Corso Giuseppe Zanardelli, 196
25083 Gardone Riviera (BS)
+39 0365 200 19
www.ristorantelido84.com

Menù degustazione:
Oscillazioni, 7 portate a 100,00 euro o 9 portate a 130,00
Dalla carta, 90,00 euro
Ai menu possono essere aggiunti i “Rigatoni Cacio e Pepe in Vescica” (min. per 2 persone) a 20,00 euro/persona
Piatti alla carta, 32,00/70,00 euro, i dolci 12,00/18,00

 

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