Questo post è il seguito di #NuoveAperture: Ristorante DUO (Chiavari). Se vuoi darci un’occhiata lo trovi qui!

 

Il mondo è ciclico.
Come dice il mio amico Bob (Dylan ) “le persone raramente fanno quello in cui credono. Fanno ciò che conviene e poi se ne pentono”.

E “Se ne pentirà!” è quello che avranno pensato in molti quando Lucia, dopo 4 anni di servizio al Quique Dacosta (Denia – ES), con la qualifica di capo pasticcere in saccoccia, decide di mollare tutto per ritornare in Italia con Marco, conosciuto proprio in quel ristorante.

Chi sbagliava?

Marco non lo conosco, però mi sta simpatico. Perché è di Torino, perché la pasta la cucina al dente e perché gli piacciono gli animali (la mia fonte in questo caso vuole rimanere anonima). Appena i tempi di cucina glielo concedono, esce in sala a scrutare gli ospiti per carpirne le reazioni ai piatti. Infatti deve essere un perfezionista, ma quello già me lo immaginavo, se no mica poteva essere stato il sous-chef di un volto mediatico come il genovese Ivano Ricchebono. No!?!

Già da prima della “sofferta” apertura, le loro parole su carta stampata o online mi avevano incuriosito. Al contrario di come invece spesso mi accade, non sembravano vuote o preconfezionate, ma anticipavano realmente quello che poi ho trovato a cena.

Un’altra cosa che mi ha colpito è come sono riusciti a farsi amare da una piazza difficile come Chiavari, colleghi inclusi. Sicuramente ciò è dipeso dall’approccio, moderato e intelligente, che hanno adottato in toto.
Si capisce dal menu (che nel frattempo è già cambiato )! Sei voci per ogni portata, con i prezzi tarati per farsi conoscere e non per creare esose e inutili aspettative all’apertura.
Dentro c’è un po’ di tutto. Alcuni piatti della tradizione ligure rielaborati, i piatti creati sulla base del loro vissuto e, ovviamente, i dolci di Lucia.

Come ho mangiato? Intanto, se non hai dato un’occhiata al primo articolo sul ristorante DUO, per placare la tua curiosità guardati questo video… dura meno di un minuto.

Come ti ho già detto, tutti i piatti, anche quelli all’apparenza più semplici, portano con sé un’intuizione caratterizzante, figlia del vissuto di Marco e Lucia (piccolo esempio: il cartoccio del pesce non è di carta da forno, ma è fatto di verdure e poi scurito con il cannello). Mentre mangiavo, giocando con i miei sensi, mi parlavano di loro e della loro idea di cucina viva, in continua evoluzione (Ricordati che hanno 30 anni!).

Il mio dolce, invece, merita una storia a parte. 
Il Torrija, un dolce pasquale andaluso che credo provenga dal “bagaglio spagnolo”, mi ha commosso.
Perché?
Ma che ne so… mi ha ricordato la nonna R
Giuro, non so il perché. Al primo morso ho gioito, al secondo mi sono emozionato e al terzo ho dovuto trattenere una lacrima per non rovinare la scadente… molto scadente… diciamo pure scadentissima immagine di uomo che ho di me o quella di Pula, che come al solito mi accompagnava.

Gli interni del locale sono notevoli, molto personali pur conservando la beltà originale del luogo. I tavolini fuori mi sembrano più un “non mando via nessuno” che un vero seat perchè costringono gli ospiti a mangiare praticamente attaccatI ai tavoli de La Cereria, il “bar” di fronte. Personale è anche la mise en place, ricca di ceramiche artigianali realizzate su misura per il DUO dai tigullini di Cham Ceramiche.

La carta dei vini è misurata, orizzontale e moderna. Dà spazio a diversi produttori naturali che mi piacciono molto. Con il tempo acquisterà profondità e si armerà di qualche bomba in più, anche se già adesso può farti divertire a partire da 19 €/bottiglia (o 17 se ti va un Cider Punk di Crocizia…).

Il servizio ha il giusto ritmo: in una serata così, la 3° dall’apertura e con il tutto esaurito, non era facile non commettere errori macroscopici, ma tutto è filato liscio.

Eventuali eccedenze e sbavature, in poco tempo, saranno solo un lontano ricordo.

Molto spesso nel Tigullio chi sa tecnicamente volare non ha radici abbastanza profonde nella tradizione del territorio e viceversa. Il mio augurio è un ossimoro: che volino il più in alto possibile con le radici ben piantate nella mia regione.

Insomma, caro Bob, lo so che per questo blog sarebbe meglio provare sempre posti nuovi.  Ma che ci posso fare? Appunto il mondo è ciclico. E anche io lo sono, Pula anche. E non vediamo l’ora di tornarci. Perché ci credo e so che non me ne pentirò.

NB: anche Marco e Lucia, secondo me,  non se ne pentiranno: proprio come te quando andrai a trovarli.

Ristorante DUO
Via S. Dallorso, 10
16043 Chiavari (GE)
+39 0185 475658

Menu degustazione non disponibile, per adesso
Piatti alla carta da 12,00 a 30,00 euro, i dolci 6,00/15,00