Il piatto nella fotografia è il “Risotto Vite”, un risotto realizzato da Fabio Rossi, chef del “Vite” a Coriano (RN), ristorante all’interno della comunità di San Patrignano, uno dei miei posti del cuore.
Ecco, starai pensando alla solita sciorinata di sdolcinato buonismo dovuta a… Sbagli! Continua a leggere, per favore.
È uno dei miei posti preferiti perché:
– amo la Romagna e quelle colline che si vedono dal ristorante;
– qui si mangia bene: dai un’occhiata al menu qui e inizia a salivare;
– la carta dei vini propone a prezzi più che corretti circa 500 referenze (il Breg 1998 Gravner a 85,00 € e il Barolo 2005 Bartolo Mascarello a 65,00 € sono un buon esempio delle bottiglie presenti in carta anche se credo non rimarranno a lungo ad aspettare in cantina a quel prezzo);
– il servizio è sempre puntuale e competente, carezzevole;
– il locale è stupendo, sia d’inverno che d’estate (quando viene utilizzato il giardino), anche grazie alle magnetiche opere realizzate all’interno del progetto Barrique con “il riciclo e recupero di botti e di persone”;
– devo andare avanti? Non credo.

Tornando al risotto della fotografia, è un piatto che viene realizzato con squacquerone affumicato, pancetta di Mora Romagnola e salsa Aulente (uno dei vini della comunità), tutti prodotti realizzati dai ragazzi di San Patrignano che sintetizzano perfettamente la filosofia del ristorante. Quale? La valorizzazione delle eccellenze, non soltanto enogastronomiche, nate dalla filiera interna attraverso il lavoro degli ospiti.
Fabio Rossi (NdEnoplane: il rapporto tra il ristorante e lo chef si è interrotto nel 2020), il cuoco che lo ha ideato, è stato, fino al matrimonio con il progetto Vite, lo chef dell’ormai chiuso ristorante stellato di Rimini, l’Acero Rosso e nel suo curriculum vanta importanti esperienze tra cui quella da Vincenzo Camerucci a “La Grotta” di Brisighella (RA).
Nel remoto caso in cui non sia ancora convinto, hai una sola possibilità: andarci a mangiare.


Vite
Via Monte Pirolo,7
47853 Coriano (RN)
www.ristorantevite.it




