Storie autentiche di vino, cibo e persone

Conosco Daniele Parma , il deus ex machina dietro La Ricolla, da quando da ragazzino lo vedevo sgommare per le tortuose strade del comune di Ne con la sua vecchia Fiat Uno color carta da zucchero. La passione per i suoi vini invece è sbocciata molto tempo dopo, quando Sergio Circella de La Brinca (uno dei due Sergio a cui questo vino è stato dedicato. L’altro è Sergio Rossi dell’Enoteca Defilla), nel 2013 mi fece assaggiare la prima annata di Berette, un Vermentino macerato dal sapore arcaico.
Pensare che tra la decina di produttori del Tigullio, proprio quello più vicino alla casa di famiglia producesse un vino così particolare per l’andazzo della zona mi emozionò assai. D’altronde abitavo a Ne, mica a Oslavia.

Daniele Parma

Matteo Circella, il figlio di Sergio nonché Sommelier Michelin 2021, colto di sorpresa, descrive così l’amico vignaiolo: “Daniele è un personaggio incredibile: non ti da punti di riferimento, non sai mai cosa farà dopo. Prima di tutto è un grande contadino, guardando le sue vigne capisci subito che è un fenomeno, un fuoriclasse. E poi è incredibile come negli anni sia riuscito a sperimentare divertendosi dopo una vita precedente passata più classicamente a livello di cantina e tutto il resto. Finora ha avuto ragione lui quindi avanti tutta. Seguo volentieri il suo percorso perché, oltre a essere un amico, quando qualcuno ha questa fermezza nel fare le cose, questo coraggio nel far saltare il banco, mi incuriosisce sempre. Ah, è una testa di cazzo, un vero “sarvaego” (NdA: selvatico in dialetto genovese).

Ma torniamo a noi. Nel 2013 Daniele non aveva ancora attuato la conversione in biodinamica dei 5,8 ettari vitati (di cui 4,3 in affitto) sparsi per il Tigullio che oggi compongono l’azienda fondata nel 2004, appunto La Ricolla, nella stessa cantina che ospitava l’azienda del padre, Giovanni Battista, detto U’ Bacciccia, un sognatore, controverso come del resto tutti i sognatori, della Val Graveglia. Per quello bisognerà attendere il 2018 quando grazie all’amicizia nata con Saverio Petrilli, l’enologo di Tenuta di Valgiano, decide di  fare il grande passo.

Anche se afferma con modestia che i suoi vini sono migliori di lui, trovo che adesso lo rispecchino in toto: vivi, senza compromessi, a volte piacevolmente spigolosi e dal sapore antico, contadino. Per capirne la cifra basta osservarne il lavoro in vigna. E infatti eccoti un video raffigurante il vigneto di Prioria a Carasco che, a mio avviso, illustra anche cosa significa lavorare la vigna in Val Graveglia.

In cantina, tra anfore di terracotta, cemento e acciaio (quest’ultimo va verso l’abbandono), non usa lieviti selezionati, non filtra, non chiarifica, non aggiunge solforosa e non pasticcia. Non che prima lo facesse, anzi. Tanto è vero che la seconda volta che mi sono emozionato per un vino di Daniele è stata l’anno scorso, durante una visita nella sua cantina di Ne, assaggiando una vecchia Bianchetta, per essere precisi I Due Vigneti 2016. Non me l’aspettavo, ma dopo alcuni anni in bottiglia esprimeva veramente tanta eleganza. Proprio per questo, un po’ mi è dispiaciuto che abbia deciso di smettere di produrla.

La Ricolla Ne Daniele Parma Cantina

La cantina

Ascoltarlo raccontare del suo lavoro, delle tradizioni enologiche e della storia mancata della sua terra, senza peli sulla lingua e con un po’ di sana incazzatura per la situazione agricola tigullina (ma anche ligure) odierna, è un’esperienza che ti invito a fare di persona. Sotto quell’aspetto burbero e un po’ sornione, c’è veramente tanta materia, c’è un contadino con una chiara missione scolpita in testa: dimostrare che in Val Graveglia, come in tutto il Tigullio, si può fare agricoltura sostenibile davvero. Oltre che produrre ottimi vini.  Ma questo l’hai già capito, diversamente non te ne avrei parlato.
Insomma, se il microcosmo del vino tigullino adesso suona così dannatamente rock ‘n roll è anche merito suo. Escludendo La Ricolla, è un po’ triste da dire, ma non sono molti i produttori di cui berrei volentieri una bottiglia. Tutt’altro. Però qualcosa si sta muovendo.

Nel caso non ti avessi ancora convinto ad assaggiare i suoi vini o ad andare a trovare lui e sua moglie Milva, ti lascio da guardare a volume altissimo questo video che ho realizzato con l’ausilio di un drone nel vigneto presso la Basilica dei Fieschi, uno dei miei posti del cuore, e un paio di assaggi che recentemente mi hanno emozionato. Sì emozionato, di nuovo

La Ricolla Ne Daniele Parma Un paio di assaggi che mi hanno emozionato

Un paio di assaggi che mi hanno emozionato

 

OUA al Quadrato 2019

La lunga macerazione e l’affinamento in anfora esaltano in modo tridimensionale tutta l’aromaticità del Vermentino coltivato nella vigna della Basilica dei Fieschi a Cogorno. Coriaceo quanto profumato, persistente.

Prezzo in enoteca: 28,00 euro

Ninte de Ninte 2019

Le attenzioni di Daniele in vigna, 4/5 giorni di macerazione e 6 mesi in anfora affievoliscono la sofferenza che la Bianchetta prova nelle annate torride, restituendo un sorso vivo e mediterraneo. Officinale, appena balsamico e piacevolmente pietroso.

Prezzo in enoteca: 28,00 euro

 

La Ricolla
Via Giuseppe Garibaldi, 12
16040 Ne (GE)
+039 392 896 3918
www.laricolla.com