Ho incontrato Gian Paolo Isabella e Marcello Righi nel 2015 a Villa Castelletti, Signa, durante l’oramai annuale degustazione organizzata da Teatro del Vino e da quel giorno i loro vini sono diventati punti fermi del mio background gustativo in materia di Lambrusco.
A marzo dello stesso anno, sono andato a trovarli nella loro cantina di Campogalliano (MO), nella terra sabbiosa delle bilance, e sono riuscito a farmi un’idea sul loro vissuto, fatto di persone (Bellei, Graziano, …) ed esperienze.
Ancora mi ingioio per il “tecnologissimo” metodo di controllo della temperatura per le bottiglie in cantine mostratomi in quell’occasione da Gian Paolo.
Veri e gioiosi, concordi ma diversi, misurati ancorché appassionati, appaiono a immagine e somiglianza dei loro vini.
Tra questi, l’Albone di Podere il Saliceto si è fatto tetragono delle mie convinzioni.
100% Lambrusco Salamino di Santa Croce la cui conformazione del grappolo, dalla buccia pruinosa, ricorda un piccolo salame.
Allevato a Cordone speronato con una densità di 4000 ceppi/ha, viene vendemmiato manualmente e interamente diraspato.
Sottoposto a delestage a freddo, fermenta a temperatura controllata.
Metodo charmat.
Viaggia con una sessantina di di mg/l di anidride solforosa.
La spuma è copiosa ed evanescente.
Rosso rubino carico con riflessi violacei.
Tannino appena setoso.
Cardine è il riuscito bilanciamento tra zucchero e acidità che non lo rende stucchevole servito a temperature da rosso.
Fresco e vinoso.
Buono.
Gioioso.
Rassicurante, un vino da offrire agli amici.

albone podere il saliceto enoplane

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