Quando Lucio Berta ha consegnato il premio Novità della guida Osterie d’Italia 2023 a Casa Colet, il ristorante dell’omonima azienda agricola situata a Monastero di Vasco, il suo discorso è cominciato così: “I posti speciali si riconoscono subito e si riconoscono dai dettagli...”
E infatti appena sceso dalla macchina, la prima domenica di novembre, tra il candore della cascina, l’intimità donata dalla cintura boschiva, il rigore degli orti e il sorriso di Valentina Bertola e Alessandro Basso, i due giovani dietro al progetto agricolo nato nel 2017 e completato dal ristorante nel 2021, non ho potuto fare altro che pensare fosse un posto speciale.

Come sarà andato il pranzo?

Queste sono le fotografie dei piatti assaggiati e che vanno a comporre il degustazione autunnale da 6 portate presentato giusto il giorno precedente, l’unico menù disponile a oggi per gli ospiti del ristorante, da scegliere al momento della prenotazione in alternativa a una più minuta proposta articolata in 7/8 passaggi da condividere a centrotavola.
Se te lo stai chiedendo non c’è una carta delle vivande, ma d’altronde in caso contrario difficilmente Casa Colet sarebbe davvero un progetto sostenibile.
Perciò stavolta non inserirò le solite didascalie sotto alle fotografie dei piatti, così da lasciarti addosso un ulteriore piccolo alone di curiosità.

Casa Colet (Monastero di Vasco - CN), premio Novità della guida Osterie d’Italia 2023 - Tartare

Casa Colet (Monastero di Vasco - CN), premio Novità della guida Osterie d’Italia 2023 - Zucca

Casa Colet (Monastero di Vasco - CN), premio Novità della guida Osterie d’Italia 2023 - Ramen

Casa Colet (Monastero di Vasco - CN), premio Novità della guida Osterie d’Italia 2023 - Dessert

Casa Colet è un farm to table dalla proposta inclusiva che, smarcandosi dalla tradizione cunese per abbracciare una cucina contemporanea e cosmopolita , evidenzia una reale connessione con il lavoro portato avanti nell’azienda agricola, senza per forza escludere l’utilizzo di altri alimenti (carne compresa) forniti da realtà locali che portano avanti i medesimi ideali, qualitativi e appunto sostenibili.
Grande amore e splendida cura sono percebili in ogni preparazione, quanto nella gestione o nei dettagli della sala, addirittura nella ridotta ma centrata carta dei vini – ovviamente tutti naturali – e più in generale in tutta l’aria che si respira al numero 24 della frazione Marenchi.

Se zucca e tartare rappresentano splendidamente una gustosa e ispirata dichiarazione d’intenti, appena sottotono mi è parsa la spinta gustativa del ramen vegetale; divertente e ben eseguita invece la trasformazione della patata in “maiale” nel secondo.
Pregevole anche il dolce, ne avrei mangiati dieci… Che poi, a essere sinceri, è proprio quella l’unica nota stonata nell’opera culinaria composta da Enrico Rusolen, il giovane e valente chef di Casa Colet.

Quale nota?

Il bilanciamento quantitativo del menù, un aspetto che potrebbe far storcere il naso allo stomaco di più di un ospite, nel mio caso accentuato dall’assenza di quella sorta di abbondanza che un pranzo della domenica richiede e dall’impossibilità di soddisfare la richiesta di un piatto extra. Che poi anche un pezzo di formaggio sarebbe bastato.

Sia chiaro nulla di grave e soprattutto risolvibile praticamente in un battito di ciglia. Però un ristorante, termine che nasce nel XVI secolo dal francese restaurer (ristorare), per definizione dovrebbe poter soddisfare completamente il variabile appetito dei clienti, ovviamente richiedendo un adeguato corrispettivo economico aggiuntivo a valorizzarne lo sforzo.

Trovata questa piccola quadra, sono certo che da bella novità Casa Colet possa trasformarsi in un luogo che potrà saziare felicemente negli anni a venire gli animi, e gli stomaci, di tutti gli avventori che vi cercheranno riparo da un mondo sempre più frenetico e opprimente. Che poi in realtà penso lo sia già.

 

PS: lo so che per quanto riguarda il vino non posso cavarmela così… La carta di Casa Colet conta una cinquantina di etichette naturali scelte con passione da Alessandro, alcune delle quali disponibili anche al calice (euro 6,00/8,50) e per la maggior parte provenienti da ltalia, Francia e Spagna. Ci si diverte a partire dai 18,00 euro richiesti per il Thorc 2021 di Braccia Rese o dai 22,00 del D’Intralcio 2021 di Cascina Elena. Completano l’offerta liquida un trittico di sidri, una piccola proposta di cocktail ad alto tasso di piemontesità e le splendide birre degli Antagonisti di Melle (CN). Adesso può andare?

 

Casa Colet
Frazione Marenchi, 24
12080 Monastero di Vasco (CN)
+39 340 951 5302
www.casacolet.it

Menù degustazione, 6 portate 38,00 euro
Menù conviviale, 7/8 passagi da condividere a centrotavola, 25,00 euro

 

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