Il secondo giorno del nostro viaggio nella capitale francese è stato sicuramente più impegnativo dal punto di vista turistico, ma soprattutto da quello enogastronomico.
La giornata non era di certo delle migliori: il cielo era di un grigio cupo, spesso piovigginava e la morsa del freddo non allentava la sua presa. Però non ci siamo fatti scoraggiare e dopo una colazione in un forno situato davanti al nostro albergo ci siamo recati alla fermata della metro. Arrivati nella zona di Notre Dame, visto che la pioggia ha provato fin da subito a rovinarci i piani, siamo entrati a visitare la suggestiva Sainte-Chapel. A seguire un rapido passaggio davanti alla famosissima cattedrale gotica parigina ancora chiusa dopo l’incendio che la colpì nell’aprile del 2019. A quel punto abbiamo sfidato la sorte e il meteo e ci siamo avventurati in una lunga camminata lungo la Senna fino ad arrivare all’Hotel des Invalides, in cui è presente anche la tomba di Napoleone.

Dopo una mattinata così impegnativa ci siamo resi conto che ci serviva un bel pranzetto per recuperare un po’ di forze. Abbiamo quindi preso la metro per seguire uno dei tanti consigli del mio amico Samuele di Sabores, grande conoscitore di Parigi e dei suoi locali. Direzione Les enfants du marché!

Les enfants du marché

Les enfants du marché è un ristorante situato all’interno del Marché des Enfants-Rouges, il mercato più antico di Parigi e tra i più vecchi dell’intera Francia. Qui propongono un’interessante cucina che valorizza gli ingredienti presenti nei banchi e solo vini naturali. Noi abbiamo deciso di accomodarci nel lungo bancone che circonda la cucina e il personale, molto simpatico, ci ha accolto davvero calorosamente. Il menù era scritto, senza distinzione tra le varie portate, su di una lavagnetta che veniva fatta girare tra i clienti.

Queste le fotografie di quanto ordinato per pranzo.

Les enfants du marché - Pork & duck terrine

Pork & duck terrine

Les enfants du marché - Piatto

“Veal brain tempura”

Come vedi anche oggi non ho resistito al fascino di una terrina, una prima portata che mi ha convinto con il suo sapore intenso. Una vera bomba! Per accompagnare i primi piatti, vista l’assenza di una carta dei vini, dopo aver chiesto ai ragazzi un orange, ci hanno sevito due calici del “nostro” Vej Bianco Antico di Podere Pradarolo, un pelo troppo giovane, ma comunque un vino di spessore. Come seconda pietanza ho scelto invece qualcosa di più particolare: la tempura di cervello mi ha prima stupito alla vista – non me l’aspettavo così – e poi per il suo gusto deciso e delicato allo stesso tempo. Anche qua per il vino abbiamo lasciato fare a loro, questa volta chiedendo un rosso. Ci hanno portato due calici di Les Loustics del domaine Les Petite Baigneuse, un 100% Grenache  del Roussillon che ben si sposava al mio piatto.

Insomma, un pranzo notevole, forse un pelo caro, ma stiamo comunque parlando di Parigi e ci sta. Però devo dire che tra le materie prime ottime e la simpatia del personale sono stati soldi spesi benissimo. Se capiterai in zona devi assolutamente andarci.

Dopo esserci rifocillati alla grande a Les enfants du marché e visto che il meteo era ancora parecchio incerto abbiamo deciso di andare a visitare il museo d’Orsay. Qua ci siamo soffermati soprattutto nella sezione dedicata agli artisti del movimento impressionista e post impressionista. È stato emozionante poter ammirare le opere di grandi maestri come Monet, Cezanne, Manet, Renoir, Van Gogh e Gauguin.

Dopo il bellissimo pomeriggio al museo d’Orsay ci siamo spostati nel XI arrondissement per l’aperitivo e la cena. Dopo esserci messi in lista nel ristorante, il nome te lo svelerò dopo, abbiamo trovato quasi per caso un locale proprio di fronte a quest’ultimo con soli vini naturali: La Cave L’Incognito. E secondo te potevamo non entrare a curiosare?

Il locale è molto piccolo e neanche tanto curato, ma siamo stati veramente bene!!! All’ingresso si trova un piccolo bancone con qualche sgabello, mentre più avanti, nella parte più stretta, due o tre scaffali pieni di belle bottiglie. Ci ha accolto un ragazzo, di cui purtroppo non ricordo il nome, con cui siamo stati circa un’oretta a parlare sorseggiando qualche calice di vino. A un certo punto, svelando una sana passione per lo Stivale, ha anche messo un po’ di musica italiana: quando è partita Sfumature dei 99 posse ce la siamo addirittura cantata insieme. Ero talmente preso dalle chiacchiere che non ho pensato a prendere appunti sui vini beviti, ma va bene così.

Dopo il bellissimo aperitivo però era arrivata l’ora di cena. Il nome del ristorante? Clamato.

Clamato è un moderno bistrot “di pesce” della famiglia di Septime, famoso stellato situato sempre a Parigi. Ottimi i piatti, però ho trovato i prezzi dei vini veramente esagerati (un esempio: Ageno 2019 de La Stoppa a 100,00 euro…). Inoltre l’aspetto che meno ci ha convinto è stato il servizio: troppo snob. Ok, è un locale molto alla moda, ma i ragazzi, perlomeno quelli che ci hanno servito, non sono stati per niente accoglienti.
Bocciato.

Per rifarci del trattamento poco carino, prima di tornare in albergo, siamo tornati per il bicchiere della staffa a La Cave L’incognito. Poi di corsa in albergo per riposare un po’… Dove siamo andati il terzo giorno a Parigi? Ovviamente lo scoprirai nel prossimo episodio di Diario enogastronomico delle mie giornate PARIGIne.

 

Les enfants du marché
Rue de Bretagne, 39
75003 Paris (FR)
+33 1 40 24 01 43

 

Piatti alla carta da 14,00 a 38,00 euro

Vini naturali in carta: sì

 

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