Se sei un lettore affezionato di Enoplane.com, a un certo punto te ne sarai accorto: dai vecchi Tecnologia per lo stomaco a BaroloGPT, passando per la stagione 0 di Bar Danno e le diverse versioni del sito realizzate in autonomia (stavolta, magari, risparmiati le battute…), la tecnologia è sempre stata una delle mie grandi fissazioni. Forse addirittura quella che mi diverte di più quando non ho un calice in mano o un piatto davanti. A volte anche quando ce li ho.
Una bella contraddizione se detta da uno che non riesce a staccarsi dallo scambio con enotecari, osti e vignaioli, vero?
Ma quello che mi preme raccontarti oggi – e che nel secondo episodio di Libera uscita avevo solo accennato – è come, concretamente, la tecnologia, e l’intelligenza artificiale in particolar modo, si sia infilata nella quotidianità di Enoplane.com. Perché se da una parte continuo a credere che per scrivere non serva – ne distruggerebbe il piacere, oltre a omologare tristemente il tutto -, dall’altra sarebbe da stupidi ignorare quanto possa alleggerire tutto il resto. Che, fidati, non è poco, soprattutto se si parla di un progetto piccolo e indipendente mandato avanti da un gruppo di amici sommersi, fortunatamente, da impegni e passioni.
Beh, questo in realtà è il primo episodio di una serie, uno spazio dedicato alla tecnologia applicata all’enogastronomia. Non solo in ambito “editoriale”, ma anche per ristoranti, cantine e… Vediamo.
Il secondo cervello
Pensi sia facile ricordarsi tutto quanto è stato scritto su Enoplane.com? No, per niente.
E infatti con Python, guidato da ChatGPT, dopo qualche aggiustamento, in una sola botta ho scaricato un file markdown (in soldoni un formato di testo formattato facilmente leggibile dall’AI) per ciascun contenuto pubblicato su Enoplane. Poi, puliti un minimo, li ho caricati su Google Drive – tanto sono di dominio pubblico quindi la questione “proprietà dei dati” è già andata a farsi benedire da tempo – creandomi un archivio ricercabile tramite Gemini.

Fin qui nulla di rivoluzionario, dirai. Ma il bello viene quando, caricandoli su NotebookLM, comincio a interrogarli ottenendo risposte con citazioni precise, riferimenti incrociati e, soprattutto, in (quasi) totale assenza delle allucinazioni che rendono, ancora oggi, inaffidabili la maggior parte degli LLM.
Tra le tante cose, posso verificare se abbiamo già scritto qualcosa su un argomento, ritrovare il nome di quel vigneron citato di sfuggita anni fa, evitare di contraddirci, vedere se e come è cambiato il nostro pensiero… Insomma, un vero e proprio secondo cervello. Che a differenza del primo non dimentica le cose dopo un paio di calici.
L’assistente che misura quanto siamo Enoplane
Per la revisione dei testi, mi sono costruito (che parolone) un assistente personalizzato. Chiamalo Gem, Progetto o GPT, a seconda della piattaforma che utilizzi.
Come funziona? Attinge sia da alcuni degli articoli che ritengo più rappresentativi per ciascun autore, sia da un documento che riassume i principi che governano Enoplane: valori, tono, “nemici” e…
Quando gli sottopongo la bozza di un contenuto in procinto di essere pubblicato, non si limita solo a segnalarmi refusi, errori grammaticali e problemi di formattazione. Mi restituisce anche una valutazione di “quanto è Enoplane”. Se scivola in toni da brochure, se un passaggio è troppo compiaciuto, se è stato usato un cliché… molto semplicemente, lo dice.
Ovviamente poi decidiamo noi. Ma è un ulteriore e matematico punto di vista esterno che risulta spesso interessante.
Le “mitiche” copertine
Nel caso ti fossi mai chiesto come nascono le copertine degli ultimi post, la risposta è Nano Banana 2. Ma non nel senso di “apro l’app e gli dico cosa voglio”, eh. Il processo è stato un pelo più ragionato.
Prima ho passato un po’ di tempo a identificare lo stile visivo che volevo per la nuova versione del sito: tratto un po’ anime un po’ seinen, colorazione ad acquerello e… Poi ho creato un Gem che lo memorizzasse, così da poter trasformare qualunque fotografia mantenendo un’identità visiva riconoscibile. Imperfetta, certo, ma almeno coerente.
Bar Danno, la nuova stagione
Nella sezione dedicata all’AI del secondo episodio di Libera uscita avevo accennato che la nuova stagione di Bar Danno era sì in arrivo, ma anche in grande ritardo.
Il motivo? Perché ElevenLabs, il generatore di voci che utilizziamo, aveva da poco rilasciato dei nuovi modelli di sintesi vocale che danno la possibilità di inserire emozioni, intonazioni, accenti e diverse altre cose tramite semplici tag. A questo aggiungici che per il montaggio sono passato da Audacity a Logic Pro. E quindi mi serviva del tempo per imparare a usare tutto. Male, eh. (Come ho fatto? Questo magari te lo racconto in un prossimo episodio.)
Pulizie di primavera: Instagram e…
Hai presente quelle app, o programmini, che nonostante ti promettessero di aiutarti a rendere felici gli algoritmi pulendo i tuoi social da account inattivi, furbastri che appena gli contraccambi il follow smettono di seguirti e figure simili, non facevano altro che garantirti una sfilza di ban temporanei?
Ecco, solo scaricando i tuoi dati, le tue liste intendo, direttamente da Instagram per esempio (Centro gestione account / Le tue informazioni e autorizzazioni / …), e confrontandoli con un LLM potresti scoprire un sacco di cose, diciamo interessanti. Se non altro ripulire un po’ il tutto.
Gmail: come ritrovare tutto, anche quello che avrei preferito dimenticare
Info@enoplane.com fa molto figo. Suona professionale, no? Peccato solo che dopo anni di comunicati stampa mai aperti, inviti a eventi o richieste di collaborazione molto improbabili e spam di ogni genere, la nostra casella di posta principale è un cimitero di buone intenzioni annegate nella cacca. O meglio, lo era.
Ho infatti cominciato il passaggio alla vecchia nuova Gmail: enoplane@gmail.com. Mandandomi solo le vecchie mail rilevanti, o almeno quelle che ho trovato, posso analizzare tutto come e quando voglio, importare eventi nel calendario e gestire tutto assieme, note e promemoria compresi, con poche parole. Scusami, volevo dire prompt.
A caccia di unicorni
Sai come ho trovato quella bottiglia? Sì, proprio quel Barolo che anche tu cercavi da tempo, ma che invece non c’è stato verso di reperire.
Con un servizio che esiste dal 2003: Google Alerts.
Basta impostare il nome della bottiglia, la lingua e la regione dove effettuare la ricerca e pochissime altre cose, per ricevere, con la cadenza scelta, una mail con tutti i link alle pagine pubblicate in quel lasso di tempo che lo riportano.
Incredibile? Per niente. È gratis, è vecchio, è stupido. Ma funziona.
Tant’è che lo uso pure per rimanere aggiornato su determinati argomenti.

Un nuovo sito web?
Lo sviluppo di www.enoplane.com, di lavaguevinsdesmontagnes.com e… sino a poco tempo fa comportava un’infinita serie di grattacapi, con relativa supplica all’assistenza di Elegant Themes, lo sviluppatore di DIVI, il builder che utilizzo, o del provider di turno. Per non parlare del fatto che l’implementazione di uno slider o di una banale transizione si trasformava matematicamente nella ricerca dello One Piece.
Adesso, invece, mi basta spiegare a un LLM (ChatGPT, Claude o Gemini penso siano oggi tutti validi, soprattutto per lavori che per un programmatore, anche scarso, sono bazzecole) cosa vorrei realizzare, o l’ennesimo problemino da risolvere, per ricevere il codice da caricare nei campi di CSS personalizzato del tema o attraverso un plugin come Code Snippets.

Un “super potere” che mi ha fatto venire voglia di provare Figma, per vedere se effettivamente ci si può divertire senza una reale base tecnica, ma solo con tante strampalate idee.
Bene, in realtà potrei andare avanti per ore, sai? Ma siccome preferisco raccontarti le cose dopo averci smanettato abbastanza da sapere un minimo di cosa parlo, dovrai aspettare i prossimi episodi. Così, tanto per sapere: potrebbe interessarti la procedura per realizzare una carta dei vini che funge anche da inventario e strumento di analisi (forse) avanzato? Gratis e senza l’ennesimo ERP a pagamento travestito da Instagram intendo…
Nel frattempo, se uno degli argomenti trattati ti incuriosisce, hai qualcosa da consigliarmi, o anche solo da criticare, non esitare a scrivermi. Se invece non capisci qualcosa, o banalmente ti manca un pezzo di quanto ti ho raccontato, non rompermi le palle e chiedilo a un LLM. Almeno per questo dovrebbero essere abbastanza affidabili. Per il resto non garantisco mica.
Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.



