“Lettera d’amore a Città del Messico – mini GUIDA con consigli enogastronomici” è il primo di una piccola serie di post tratti da un mio recente viaggio in Messico e va ad affiancare l’avvincente produzione, serializzata già da qualche mese qui su Enoplane.com, di Francesco. Buona lettura. Andrea
Cara Città del Messico… Ma quanto è stato difficile raggiungerti?
A causa di un inizio abbastanza tragicomico, tra voli cancellati, spostati e poi persi, ancor prima di conoscerti, incominciavo già a non sopportarti più.
Eppure, adesso che a malincuore mi sto allontanando, non posso negarti che ne è valsa la pena, che sei riuscita a farmi innamorare.
L’inizio appunto non è stato dei migliori, tra gli strascichi malaticci del viaggio e la tua aria così densa e pungente. Però, tu che ne hai viste tante, hai subito compreso il mio disagio offrendomi, nonostante l’assenza di una prenotazione, una mirabolante “merenda” all’iconico Contramar. Un saporita introduzione alla tua variegata e ancestrale cucina che non potrò mai scordare, come il caloroso abbraccio con Francesco e Rebeca, i due ciceroni che hai inviato ad accogliermi in questo ennesimo sgangherato viaggetto con Pula. Senza la loro preziosa compagnia non so proprio come sarebbe andata. Oltre al fatto che non so se ti avrei scritto questa lettera (e che se anche tu stai pensando a un viaggio in Messico ti consiglio caldamente di scrivergli per consigli e quant’altro).
Quella stessa sera mi hai anche mostrato quanto puoi essere dolce vestendoti di luci e di verde. Passeggiare satolli per Parque México al tramonto mi ha scaldato il cuore, sai?
Quasi quanto i tuoi amati tacos. Una serie infinita di bocconi così diversi, per tutte le tasche e per tutti i palati. Dannatamente inclusivi come piace a me.
Ricordi il mio primo al pastor? Come no? Dai, ok che era notte, ma come fai a dimenticarti di quella gioiosa scorpacciata da El Vilsito, il famoso garage di giorno che si trasforma in taqueria la notte.

El Vilsito – A sinistra una gringa (circa 3,00 euro), uno dei tacos che ti consiglio per avvicinarti a questo saporito universo
O come le tue principesche colazioni, certamente il tuo pasto preferito. Che sia a base dei tipici chilaquiles, dei prodotti da forno di una delle tante panaderie che hai accolto tra i tuoi quartieri o di una semplice e golosa striscia di latini churros da mangiare rigorosamente calda, meglio se con una spruzzata di cannella.

Un piatto di chilaquiles di Chilpa (circa 10,00 euro) con pollo grigliato, formaggio di capra, avocado e salsa Verde

I churros (circa 0,50 euro/striscia) di El Moro in preparazione
O ancora come i tuoi cocktail bar, uno più affascinante dell’altro. Sfavillanti, a volte nascosti, altre assordanti: la Liquoreria Limantour, Artemisia… O il mio preferito, il minimale Tlecan. Altro che 50 Best!
E infatti non so quanti cocktail, Tequila e Mezcal sei riuscita a farmi degustare mandar giù in questi pochi giorni.

Due creazioni della Licorería Limantour (circa 10,00 euro/cocktail)
A un certo punto sei pure riuscita a farmi dimenticare il tuo controverso rapporto con il mio amato vino naturale.
Levami una curiosità: perché lo svilisci relegandolo a triste e inutile bene di lusso? Eppure per giungere sino a te i migliori vignaioli fanno a gara da tutto il mondo, oltre al fatto che i vini della tua madre terra oramai non possono più essere sottovalutati. Non mi dire che non hai ancora assaggiato il frutto della visione dei fratelli Tellez (Bichi Wines)?

Uno degli scaffali di Amaya
Sai, un’altra cosa che amo di te è il centro historico. Sebbene il Templo Mayor non mi sia parso un granché, la sua architettura coloniale invece ha un gusto maestoso che pervaso dal caotico incedere di abitanti e turisti, dal sole cocente e dalla musica dei caratteristici, anche se un filino stonati, organetti sa davvero di vita vissuta. Per molti un gusto, immagino, anche troppo forte.

La Cattedrale di Città del Messico
E poi è qui che mi hai tristemente sedotto. Perché tristemente? Perché quando mai, vagando sulle orme del compianto Anthony Bourdain, mi ricapiterà di assaggiare uno dei magnifici tacos della Taqueria Los Cocuyos. Quello di lingua il preferito: un vero colpo al cuore che va dritto dritto nel mio Full Course Menù.

I tacos della taqueria Los Cocuyos – A sinistra quello di lingua (circa 1,25 euro/cad.)
Che poi in realtà ho capito di amarti quando, in un momento di sconforto, mi hai coccolato da Féliz con una pizza Margherita e un calice di vino naturale che mi hanno fatto sentire a casa. Che dico: a Napoli! Se non fosse per balsamicità intrinseca del tuo basilico.

La pizza Margherita di Feliz (circa 9,00 euro)
Non mi credi. Ti sei già dimenticata di quando per farmi notare da te, senza alcuna esitazione alla Terrazza Cha Cha Chá mi solo fatto fuori una porzione di croccanti chapulines (cavallette del genere Sphenarium), più interessanti eticamente che gustativamente, per quanto assolutamente piacevoli. Certo la splendida compagnia, la vista sul Monumento a la Revolución, l’alcool e il guacamole potrebbero anche aver fatto la loro parte…

Guacamole con chapulines (circa 9,00 euro)

Guacamole con chiapulines #2
E poi ancora mi viene da ridere se penso a quanto velocemente sono tornato da te dopo la seppur fantastica giornata passata a spasso per la tua mistica antenata, Teotihuacan. Probabilmente già mi struggevo per l’imminente separazione.

Teotihuacan
Vuoi una prova della mia sincerità? Allora non ti offendere se ti dico che la polizia e i taxisti non ti meritano. Ti usano approfittando della tua bellezza senza confini.
O che dovresti trattare meglio i tuoi cuochi e camerieri. Tutelarli maggiormente e alzargli la paga fissa. Non possono mica vivere tutti di mance.
Non te ne sarai resa conto, ma in un mondo dove la ristorazione fatica dannatamente a trovare personale, i tuoi ragazzi, adeguatamente formati, possono essere una grande risorsa. E in parte lo sono già.
Pensa che per te ho pure finto mi piacesse quella snob di Polanco e se non mi avessi dato appuntamento da Pujol mai l’avrei preferita una seconda volta alla vivace Coyacan o all’alternativa Tlalpan.

Mole madre 3002 giorni e mole nuevo con frutta di stagione
Beh, ti sto scrivendo questa lettera da uno dei tavoli delle leggendarie taquerie di Calle Boturini. Da El Pastorcito per la precisione. Sai a stomaco pieno scrivo meglio. Mi accompagnano, oltre a una cerveza bella fresca, un pastor, un suadero, un bistec…

Tacos di El Pastorcito in Calle Boturini (circa 1,00 euro/cad.)
A voler proprio essere sinceri non ho ancora imparato a compormeli da solo. Ho ancora paura di esagerare con il limone, il piccante o… Mi mancherai! Tanto. Tu e il tuo onnipresente profumo di mais (e calce). E scusa se te lo dico così a bruciapelo, ma il tempo stringe e siccome non so quando ci rivedremo, ne sentivo il bisogno.
Se prima pensavo di essere fatto principalmente di acqua ed emozioni, adesso ho capito che una parte di me è certamente di mais. Ah, ti mancassi anche io sai dove trovarmi. Ma già lo so che non accadrà. Ahimè ti muovi solo per quel maledetto terremoto.
Hasta luego mi amor.
Consigli enogastronomici e non solo
- Non farti infinocchiare dalle offerte delle compagnie telefoniche italiane o da eSim internazionali come Holafly. Ad attivare una prepagata locala basta un quarto d’ora, costa molto meno e funziona meglio. Soprattutto se pensi di esplorare anche altre parti del Messico.
- Lascia perdere i tassisti. Anche contrattando il prezzo, sarà sempre più alto di quello di un UBER. E a sentire certe storie anche meno sicuro…
- Non avere paura del piccante. Nei tacos, come nella maggior parte dei piatti, è buona usanza servire le salse a parte, proponendo diverse alternative d’intensità da gestirsi in autonomia.
- Considera che, seppur non obbligatoria, nei ristoranti è usanza lasciare una mancia compresa tra il 10 e il 20% del conto finale (TIP). In quelli più modesti rappresenta praticamente l’intero salario dei camerieri pertanto mettiti una mano sul cuore e non fare troppe storie nel lasciarla. Controlla solo che non sia già inclusa nel conto.
- Per soggiornare lascia stare il centro. Di notte Roma o Condesa sono molto più sicure e non così care. Ah, oltre a Booking a CDMX funziona anche molto bene Airbnb.
- Alla guida e in generale fai sempre attenzione a non commettere infrazioni. Mi spiace dirlo ma a volte la polizia è “come nei film” e non ci metterà molto a chiederti 2000 pesos sotto la cartelletta delle multe per lasciarti andare, senza portarti il passaporto in centrale o cose del genere, dopo una presunta irregolarità. Basta anche solo una svolta dubbia. A me è capitato e non è stato piacevole. Piuttosto dopo un “I don’t understand” chiama la polizia turistica, l’organo preposto a vigilare su questo genere di situazioni.
- Il mio tacos al pastor preferito? El Vilsito!
- Tappa obbligatoria? Los Cocuyos, basta guardare la loro pentola dei tagli di carne cotti lentamente nel grasso. Ma stai attento! Poche decine di metri più in là c’è una taqueria dal nome molto simile che farà di tutto per trarti in inganno.

La Taqueria Los Cocuyos e la sua maestosa pentola dei tagli di carne cotti lentamente nel grasso
- Prima di andartene da CDMX, sulla strada dell’aeroporto, fermati per un taco in Calle Boturini. Le alternative non mancano: El Pastorcito, Los Gueros, El Gabacho…
- Il mio cocktail bar preferito? Tlecan!
- I motivi per salire sulla Terrazza Cha Cha Chà non mancano di certo. La vista ovviamente, ma anche una solida cucina messicana, la selezione di Tequila e Mezcal e…
- La mia colazione preferita? Sicuramente quella con i chilaquiles di Chilpa. Poi però bisogna far dei chilometri per smaltire eh.
- Nel caso una tipica colazione messicana per te fosse troppo, la Panaderia Rosetta, situata di fronte all’omonimo ristorante della chef Elena Reygadas, è il posto che fa per te.
- I miei churros preferiti? Di certo non scopro niente raccomandandoti una visita a la churreria El Moro. Per non fare file, meglio al mattino che alla sera.
- Nel caso ti venisse voglia di una pizza come dio comanda o di un bicchiere di vino naturale, magari di tutti e due, Feliz Pizza ti aspetta.
Inoltre, come potresti aver capito leggendo “Lettera d’amore a Città del Messico – mini GUIDA con consigli enogastronomici”, ovviamente oltre ai prossimi post di Francesco, tra pochissimo si parlerà in maniera più approfondita di Contramar, Pujol e del Rosa 2021 di Bichi Wines.
Per adesso, hasta luego anche a te.



