Nonostante il successo della via intrapresa a metà degli anni 80 da Pierre Overnoy, che ha evidenziato la grandezza di un terroir nel regalare vini bianchi in stile ouillé (non ossidativi) di una mineralità tale da smarcarsi dall’onnipresente ombra dei tanto acclamati Borgogna, a oggi (sappi che per quanto riguarda il vino sono un tipo molto volubile) l’espressione jurassiana che preferisco è quella tradizionale sous voile (adesso pioveranno fulmini sulla mia capa), quella dove l’ossidazione controllata, nata da un probabile errore di vinificazione, si sposa felicemente con la possente struttura del Savagnin, un’uva autoctona molto adatta a sopportare il lungo passaggio in botti scolme (per i Vin de Voile si parla generalmente di 3 anni, non meno di 6 per i Vin Jaune).
Infatti, poche sere fa, quando nell’imprevedibile frigo del Boccondivino ho scovato un Arbois Pupillin “Vice Versa” 2018 di Domaine de la Borde (prezzo enoteca: 38,00 euro), nonostante fossi ancora congestionato dall’opulenza alcolica delle festività natalizie, non me lo sono fatto scappare.

Arbois Pupillin

Il Domaine de la Borde è una piccola realtà naturale di Pupillin nata nel 2003 e condotta dal giovane enologo francese Julien MareschalIl suo Vice Versa è uno splendido Savagnin, nato su ripidi terreni caratterizzati dalle marne blu di natura calcarea del Lias, che vinificato tra foudre e anfore di gres affina poi senza colmature e travasi per 15 mesi, diversi in meno della consuetudine locale.

Non ne nasce di certo un vin de soif, ma attenzione: neanche un mattonazzo, anzi. Ciò che mi colpisce, che mi tocca nel profondo invitandomi spasmodicamente alla beva è l’equilibrio gusto-olfattivo giocato sull’incisività salina e sulla persistenza donata ai un’ossidazione non tirata. Assieme alla mineralità conferita dal terroir e a tutte le sfumature proprie della tipologia (noce, amaretto, bla bla bla…), il Vice Versa sprizza carattere a ogni sorso, senza peraltro prendermi a pugni il palato.

Insomma: quando la bottiglia è finita, oltre ad andare in pace, ne avrei voluto ancora.

E tu? Hai mai assaggiato un vino in stile ossidativo del Jura?

 

PS: su internet si trovano schede che descrivono il Vice Versa come tutt’altro vino. Io, semplicemente, per non raccontarti castronerie ho pensato di scrivere direttamente al produttore.

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