Eccoti finalmente il primo episodio del “4books” de noiantri mangioni e avvinazzati, Fame di  Carta, dedicato al must read di Nicolas Joly “La vigna, il vino e la biodinamica”.
Se non sai  cos’è Fame di Carta clicca qui. Buona lettura!

 

“La vigna, il vino e la biodinamica”, scritto da Nicolas Joly, è un libro pubblicato in Italia nel 2008 da Slow Food Editore che spiega l’applicazione alla viticoltura della biodinamica (dalle parole greche “bio”, che significa “vita”, e “dyn”, che significa “forza”), forma di agricoltura dall’approccio olistico teorizzata per la prima volta da Rudolf Steiner, esoterista e teosofo austriaco vissuto a cavallo del 1900.
Nella fattispecie Steiner indicò che la causa delle malattie che colpivano le colture non era più esclusivamente da ricercarsi nella pianta stessa o nei patogeni esterni, ma piuttosto in tutto l’ecosistema circostante, addirittura nel cosmo e nelle costellazioni.
Cercò quindi, contrapponendosi duramente alle tendenze riduzioniste dell’epoca, attraverso una serie di sperimentazioni condotte assieme ai compagni del “Centro di sperimentazione per l’agricoltura della società antroposofica” (Dornach, 1924), di dar vita a una agricoltura che tenesse conto dell’importanza della totalità dei fenomeni della natura, attribuendogli la centralità in produzione.

In questo libro, per raccontare l’applicazione della biodinamica alla viticoltura, Joly parte dalla descrizione delle forze che governano la terra, identificate dagli antichi, da Platone in poi, come “i quattro stati della materia”:
⁃ la gravità, forza dominante senza la quale non esisterebbe un mondo fisico;
⁃ l’attrazione solare, anche detta forza di lievitazione, che si oppone alla gravità ed è costituita principalmente da calore che disgrega la materia liberandola da quel peso;
⁃ l’aria e la luce, stati intermedi indissolubilmente legati tra loro e soggetti alle prime due forze;
⁃ lo stato liquido, portatore di informazioni vibratorie grazie alle quali esiste la vita.

La vigna, il vino e la biodinamica - Nicolas Joly - Fame di Carta - 4 stati della materia

Spiega quindi che ogni pianta, per non dire essere vivente, manifesta particolari legami con essi (le radici con la gravità, la linfa e le foglie con i liquidi, la fioritura con la luce e i frutti con il calore) e che studiarne le caratteristiche è l’unica via per consentirgli di esprimersi pienamente generando per l’uomo l’unica alimentazione corretta, quella ricca di forze vive.

Definisce poi, ispirandosi al sapere dei Greci, la vite come pianta dionisiaca, organismo dalla forte predilezione per le forze di attrazione terrestre che vengono dominate attraverso le radici, ma incapace di compiere un qualsiasi tentativo autonomo di ascensione verso l’alto. Ne tratteggia però anche l’invocazione del mondo solare, attribuendo a questa atipicità nostalgica, generata da una sorta d’isolamento strutturale forzato, la capacità di produrre un frutto tanto complesso.

Infine, identifica nel viticoltore, “nature assistant” non “wine maker”, il genitore che deve aiutarla a crescere, tutelandone l’identità, come un figlio lasciato libero di farsi le ossa, senza troppi agi: l’eccessiva alimentazione, l’assenza di competizione con le altre piante, gli ampi spazi personali… sono tutte pratiche che al contrario di quanto si possa pensare, non rendono la vite libera di affermarsi seguendo la propria natura.
Per aiutare il lettore a capire ed eventualmente mettere in pratica quanto sopra enunciato, descrive i principali errori agricoli normalmente commessi dai viticoltori, l’importanza delle energie presenti nei luoghi di coltivazione e vinificazione, le linee guida per non compromettere la complessità del frutto in fase di vinificazione, la rilevanza delle energie trasmesse dalla forma dei contenitori e delle cantine, il problema causato dall’inquinamento hertziano alla kepleriana “musica delle sfere”, i pericoli generati dalla globalizzazione, le principali pratiche per dinamizzare, stimolare, la vita in vigna e la connessione tra un vigneto e l’universo intero.

Interessante vero? So che stai pensando che è complicato, ma non ti preoccupare, il libro è perfettamente fruibile da tutti gli appassionati enoici, tecnici e non. E adesso non mi offendo se invece di continuare a leggere, chiudi tutto e vai a comparti il libro (o finalmente lo riesumi dalla tua libreria).

“Non esiste materia in quanto tale.
Ogni materia ha la sua origine ed esiste unicamente
in virtù di una forza che induce le particelle a vibrare.”
Max Planck,
discorso di accettazione del Premio Nobel
(Epigrafe di “La Vigna, il vino e la biodinamica”)

 

Chi è l’autore?

Nicolas Joly, ex-banchiere e proprietario della Coulée de Serrant, azienda vitivinicola della Loira, produce uno dei vini più famosi del mondo, la Clos de la Coulée de Serrant, uno Chenin Blanc proveniente dall’omonima sottozona dell’AOC Savennières, monopole della famiglia Joly dal 1962.
Convinto sostenitore della biodinamica, la applica nel suo lavoro quotidiano e ne è diventato uno dei più eminenti divulgatori mondiali. Oltre a “La vigna, il vino e la biodinamica” in Italia è stato pubblicato da Porthos edizioni anche il suo “Il Vino tra Cielo e Terra“, lettura che ovviamente ti consiglio.

 

3BOCCONI

Demeter
Demeter International è un associazione per la certificazione dell’agricoltura biodinamica: il suo marchio Demeter, utilizzato in oltre 40 paesi, viene rilasciato per contrassegnare quei prodotti agricoli o di allevamento ottenuti secondo i metodi biodinamici, rispondenti cioè agli studi antroposofici svolti da Rudolf Steiner.
Demeter nacque nel 1927 a opera di una cooperativa di agricoltori biodinamici di Berlino, per certificare i loro prodotti e difenderli da eventuali contraffazioni. Nel 1928 fu così istituito ufficialmente il marchio Demeter, che come tale fu la prima etichettatura ecologica per alimenti biologici.
Il nome fu scelto in omaggio a Demetra, dea greca della terra e della fertilità.
Nel 1961 venne registrato a Genova come marchio internazionale.
Oggi l’associazione, con sede in Germania, prevede percorsi piuttosto impegnativi perché un coltivatore raggiunga l’attestazione, la quale deve comunque essere rinnovata ogni anno. Tale certificazione “biodinamica” richiede il rispetto di alcune pratiche peculiari, tra cui l’uso di particolari compost o preparati e il divieto di materiale geneticamente modificato.
In Italia la tutela del marchio è affidata alla Demeter Associazione Italia, organizzazione con sede a Parma. (La vigna, il Vino e la biodinamica, Nicolas Joly, 2008, Slow Food Ed. – www.demeter.it – www.wikipedia.org)

Il dramma sistemico
I concimi chimici hanno generato un forte incremento delle malattie crittogamiche, tipo oidio e peronospora, che certamente esistevano già prima, ma con una incidenza infinitamente minore. La sovrabbondanza di acqua forzata dai concimi richiama la presenza dei funghi che tentano di regolare questo eccesso insediandosi sulle foglie. Una conseguenza di ciò è che i prodotti di trattamento del passato, benigni in quanto a tossicità quando utilizzati in dosi ragionevoli (il rame della poltiglia bordolese o lo zolfo), non hanno più avuto sufficiente efficacia anche in concomitanza di un forte aumento delle dosi, che a quel punto potevano risultare tossiche. E così è nato inoltre il dramma “sistemico”: la vite, attraverso la vaporizzazione dei concimi è stata costretta ad assorbire nella sua linfa le nuove molecole create per inibire la comparsa delle malattie avvelenando la medesima.
Siccome si ritiene che la vite, possa smaltirle, se tutto va bene, nel giro di due mesi ci si è “dimenticati” di dire ai viticoltori che la linfa è il legame principale della vite con il Sole o il sistema solare, dunque con quanto genera il gusto, la vita, le forze di invecchiamento e che una volta compromessa non può svolgere di certo lo stesso lavoro.
Ok, si è dunque pervenuti alla certezza di vendemmie abbondanti, ma poco connotate da un suolo indebolito e da una originalità climatica che la linfa mal recepisce, quindi scarsamente legate alla propria denominazione. (La vigna, il vino e la biodinamica, Nicolas Joly, 2008, Slow Food Ed.)

Il corno di vacca
Le corna della vacca, insieme agli zoccoli, servono in primo luogo a mantenere all’interno dell’animale le correnti di forze che vorrebbero sfuggire via.
L’interno del corno agisce come un riflettore, l’esterno, invece, partecipa al legame che l’animale ha con le forze solari ascensionali.
La conoscenza di quest’ultimo fenomeno si può riscontrare già nella rappresentazione di Hathor che ci forniscono gli Egizi, presentandoci la dea con una testa di vacca e un disco solare posto tra le corna. In tutta l’Antichità, infatti, il corno era percepito come fonte di ricchezza, eppure nessuno si preoccupa più oggi di comprenderne la simbologia e le forze implicate.
In biodinamica, per ottenere il preparato 500, il famoso cornoletame, le corna sono riempite di sterco di vacca (di quarzo bianco, la silice più pura, nel preparato 501, il cornosilice) e si mettono sotto terra in inverno, in un luogo scelto con cura. Se accanto a una di queste corna si mette lo stesso sterco in un vasetto di terracotta, e poi in primavera, quando li si dissotterra, si fa analizzare la vita organica presente in ciascuno dei due campioni, si scopre che lo sterco nel corno contiene una attività batteriologica settanta volte superiore rispetto all’altro.
In genere, non si utilizza che il contenuto di un corno o due per ettaro dinamizzando questa materia in sessanta, settanta litri di acqua appena tiepida per un’ora.
In che cosa consiste la dinamizzazione? È solo un mulinello, un potente vortice che si crea con l’aiuto di una scopa, se lo si fa a mano, o con l’aiuto di un dinamizzatore, se lo si fa con una macchina. Quando, in meno di un minuto, il mulinello raggiunge quasi il fondo del recipiente, si inverte il movimento piuttosto bruscamente, e cosi via. L’improvvisa inversione crea quello che chiamiamo un caos, fattore essenziale per la discesa delle forze di cui la biodinamica si serve.  In questo preciso stadio non si è più nel mondo delle energie e non si è ancora nel mondo fisico, ma  in un disordine che richiede un ordine sottomesso a nuove leggi, quelle della Terra.
Tutto ciò si può osservare anche nella vita quotidiana: un dramma, con il caos che crea, genera a volte un’apertura, un cambiamento totale di rotta e la nascita di qualcos’altro. È il senso della vita, e anche degli errori.
Per tornare alle nostre dinamizzazioni, si può semplicemente dire che questo energico rimescolamento permette alle proprietà del corno di passare nell’acqua, che verrà poi sparsa sul suolo per valorizzarne la resa produttiva.

 

La vigna, il vino e la biodinamica
Nicolas Joly, 2008, Slow Food Editore
Prezzo in libreria: 15,00 euro.
Pagine: 176

Sommario

Presentazione di Carlo Petrini

 

Prefazione di Carlo Triarico

 

1. PASSIONE DEI VINI E DENOMINAZIONI DI ORIGINE

Particolarità della vite

I quattro stati della materia

L’originalità da scoprire in ogni pianta

Il linguaggio segreto delle piante

Osservazione dell’ortica

La vite e l’insegnamento agricolo

 

2. GLI ERRORI AGRICOLI

Il diserbante

I concimi chimici Il dramma «sistemico»

La clonazione, una espressione attenuata della specie

 

3. LE ENERGIE PARTICOLARI DI UN LUOGO

L’importanza delle variazioni climatiche

L’espressione della vite

 

4. IL LAVORO IN CANTINA

La fermentazione

L’osmosi e la moda della micro-ossigenazione

Diventare consapevoli

 

5. UN RITORNO ALLE FONTI INDISPENSABILI: LA SCIENZA DELLE FORME

La gravità

L’elettrotellurismo

Il magnetismo

Nobilitare le forze terrestri: il sapere dei costruttori

Unirsi alle forze archetipiche

La legge degli armonici

L’attivazione

L’acqua

Scegliere la collocazione delle aperture

Le forme e le loro energie specifiche

 

6. INQUINAMENTI HERTZIANI

Una destrutturazione energetica dell’atmosfera

 

7. LA GLOBALITÀ

 

 

8. LA BIODINAMICA IN VITICOLTURA

I preparati

Il corno della vacca

Utilizzo e proprietà dei preparati biodinamici

Funzioni specifiche dei preparati con il corno di vacca

Restituire all’agricoltore la possibilità di essere creativo

Capire per agire in modo diverso

 

9. IL SISTEMA SOLARE E STELLARE, I SUOI EFFETTI SULLA TERRA

Le forze attive dietro la composizione fisica della Terra

Visione macroscopica

I due aspetti solari

Un sistema «informante»

Un sistema vivente

Utilizzo di questo sapere

In pratica

 

Conclusioni

 

Bibliografia de “La Vigna, il vino e la biodinamica”

 

Ti è piaciuto questo primo episodio di Fame di Carta? Se la risposta è sì, non devi fare altro che aspettare la prossima uscita. Magari mentre ti leggi “La Vigna, il vino e la biodinamica”.
Come? Vuoi un indizio sul prossimo libro? Eccotelo: parla di stelle, molte stelle, e di un uomo che le ha guardate da vicino.
A presto.