Aggiornamento 01/01/2025 – L’agriturismo La Casa della Lucertola risulta essere temporaneamente chiuso.
Dopo essermi arrampicato sino a Orezzo, sulle alture appena dietro il quartiere di Pegli, una domenica di inizio maggio, incuriosito dalla loro comunicazione sui social, per intenderci molto in stile Ferdy (ma d’altronde 127.000 follower lo rendono un case study mica da ridere), ho pranzato dai ragazzi dell’agriturismo “La Casa della Lucertola“.
Gli agriturismi spesso sono un segmento dibatutto dai colleghi della ristorazione e dalla stampa per la differente disciplina fiscale che ne regola l’esercizio e che può essere furbescamente sfruttata per agevolare altre tipologie di attività. In più, talvolta invece di rappresentare una realtà veramente sostenibile, dove l’autoproduzione e la valorizzazione delle materie prime la fa da padrona, risultano come delle accozzaglie di piatti molto approssimativi, anche distanti dalla tradizione delle regioni in cui sorgono, annaffiati da vini “cancari” e dal prezzo solo apparentemente vantaggioso.
Perché solo apparentemente vantaggioso? Perché il corrispettivo non è per nulla alto, come invece dovrebbe essere se veramente le materie prime fossero autoprodotte. Specialmente in presenza di cognizione di causa, il sudore costa quando non è “industriale”.
Quando però viene portata avanti l’autenticità dell’anima agricola, gli agriturismi rischiano di mettere in scena alcune tra le esperienze gastronomiche più interessanti che la ristorazione può offrire ai giorni nostri, fidati. E infatti io e Pula non vedevamo l’ora di pranzare dai ragazzi di La Casa della Lucertola.
Non credo, quindi, ci sia bisogno di raccontarti cosa speravo di assaggiare. Vabbeh no, te lo dico perché per saperlo dovresti almeno seguirli su IG: il pesto de “#ilboss”, i golosi formaggi, la coppa da “Champions League”… insomma tutti quei prodotti che avevo ampiamente visto essere spinti sui media e che farebbero salivare anche te.

Dopo aver lasciato la macchina nel parcheggio dell’agriturismo, io e Pula siamo stati fatti accomodare, come da normativa vigente, a un tavolo in veranda dalla quale si ha una stupenda vista sul verde circostante e sulla Superba (Genova per i foresti), golfo compreso. Non c’era la possibilità di scegliere dalla carta, ma solo di pranzare con un menù degustazione (30,00 €) composto da un’antipasto misto, due primi, due secondi e, per una chiusura in bellezza, una fettIna di torta al cioccolato.
Per annaffiare il tutto, oltre allo sfuso, era presente una bella selezione composta da una cinquantina abbondante di referenze tra birre artigianali e vini naturali, scelte con passione, per nulla scontate e dai ricarichi talvolta un po’ sostenuti, immagino per far fronte ai costi dell’attività di produzione dell’agriturismo. E infatti abbiamo accompagnato il pasto con un Nebbia in Valle 2015 di Dossi Retici servito al tavolo per 26,00 €.




Come ho mangiato? Bene, ho trovato identitari i ravioli di magro cu tuccu e morbidissima la guancia di vitello brasata. Idealmente divertente, ma un po’ troppo speziata la “Pepinseua” (tagliatelle impastate con l’ortica in crema di prescinseua, pepe, un filo di miele e noci), soprattutto se tolleri il pepe quanto mia madre (fortunatamente non è il mio caso). Chiudono il cerchio i sorrisi a profusione dei ragazzi di sala.
“Sì ok, bel posto. Ma i loro prodotti come li hai trovati?”
Vuoi una risposta sincera? Mi toccherà tornarci per una bella merenda ? Nel piccolo antipasto, come puoi vedere nella foto, a parte la scioglievole pancetta arrotolata, un crostino con crema di lardo e, se non ricordo male, un formaggio fresco vaccino a latte crudo, non sono riuscito ad assaggiare altro e alla mia richiesta di avere qualche pezzo di formaggio o qualcosa del genere prima del dolce, sfortunatamente mi è stato risposto che non era possibile perché destinati agli ospiti della merenda e della cena. Ma d’altronde produzioni autentiche non possono essere materialmente troppo abbondanti e nel menù proposto i richiami al lavoro che spesso noi clienti non percepiamo erano già sufficienti a rallegrarmi, dalle componenti vegetali (erbette, ortiche,…) utilizzate nelle paste fresche ai latticini dei condimenti (prescinsêua…). Considerando il momento storico, scemo io a non aver controllato prima come funzionano i pranzi del week end ?
Se riuscirai ad assaggiarli prima di me, non esitare a raccontarmi come li hai trovati.
A presto.
Agriturismo “Casa della Lucertola”
Via San Carlo di Cese, 51
5116155 Genova (GE)
+039 347 5532017



