La prima parte della vita di Alessandro Vignali, il volto dietro Terra della Luna, potrebbe ricordare un thriller di Martin Scorsese, la seconda un romanzo di Peter Mayle. Con il primo ho sicuramente reso l’idea. Per quanto riguarda il secondo penso invece che potrebbe servirti un aiutino: è uno scrittore britannico, nonché ex-pubblicitario, che, tra le tante opere, ha scritto “A Good Year”, il libro da cui è stato tratto il celebre film interpretato da Russell Crowe e Marion Cotillard.
Perché te lo sto dicendo? Perché circa una settimana fa sono andato a trovarlo nella sua cantina di Ortonovo, nei Colli di Luni, proprio per poterti raccontare la sua storia, oltre a essere spinto egoisticamente dal fatto che trovo i suoi vini tra i più interessanti della mia Liguria e mi fa proprio incazzare un po’ arrabbiare che non sia così facile trovarli nelle carte dei vini dei ristoranti della zona.

Alessandro, mentre sogna di fare l’investigatore, vive un’infanzia felice a Marinella di Sarzana, a una manciata di chilometri di distanza dalla proprietà su cui sorge adesso la sua  azienda vitivinicola, in una casa colonica della Tenuta di Marinella. Suo nonno Giuseppe, pisano DOC, vi si era spostato per aiutare a gestire la tenuta appena ceduta dai Fabbricotti, ricca famiglia industriale carrarese, alla Monte dei Paschi di Siena.
Diventato grande, entra nell’arma dei Carabinieri dove passa le stagioni partecipando prima in Italia alla lotta alla mafia e poi in giro per il mondo a operazioni internazionali anti-droga con l’Interpol.
Sembra proprio aver realizzato il suo sogno, eppure, successivamente a una di queste, in seguito all’evasione dal carcere di un grosso trafficante assicurato poco tempo prima alla giustizia, dopo quasi vent’anni di “battaglie”, non sono la testa o il fisico che iniziano a scricchiolare, bensì il cuore. Alessandro si rende conto che c’è qualcosa che non va nella sua vita e nel sistema per cui lavorava. E l’incidente in un’operazione antidroga nel quale vola da nove metri d’altezza rimanendo in coma per più di una settimana con il cranio bucato e diverse fratture alla schiena è solo un’altra piccola spintarella che gli fa decidere di congedarsi, ponendo fine alla prima parte di questa avvincente storia. Anche perché lui, a causa delle sopravvenute condizioni di salute, in ufficio a svernare proprio non ci sa stare.

Ma perché il vino? E Terra della Luna?

A inizio “secondo tempo”, torna a casa e inizia la sua nuova avventura acquistando nel 2006 un vigneto di 2 ha a Ortonovo, su un terreno chiamato “Pezzo Grande”, già noto nell’800 per il bianco “Bon Blanc” realizzato dai Fabbricotti, e l’appezzamento su cui costruisce casa e cantina in bioedilizia, con l’obbiettivo di raggiungere le zero emissioni di anidride carbonica. Inoltre rinnova tutta la vigna, in parte compromessa da un’agricoltura “convenzionale”. Così finalmente nasce Terra della Luna.

Terra della Luna, Ortonovo Ingresso

Terra della Luna, Ortonovo Bioedilizia

L’azienda, anche nelle migliori annate, non arriva a 10.000 bottiglie, divise su due vermentini (70% della produzione), un Syrah e una Grenache. Da poco produce anche due rifermentati perfetti per pane e salame in compagnia.
Le giornate ora le passa in vigna, a combattere la peronospora, e in cantina, a sperimentare come rispettare l’uva nella produzione dei vini che gli piacciono e che produce, i suoi amati “vini delle stagioni“.

Terra della Luna Luni

Terra della Luna Ortonovo Cantina


“Qui a Ortonovo, alle pendici del borgo di Nicola, ogni sera è come se piovesse, c’è umido. L’escursione termica fa paura.”
“Con la peronospora l’uva che rimane è perfetta perché prende tutto il meglio della pianta.”
“In vigna contro i marciumi sto provando la zeolite, ma non mi convince.”
“Il mio vigneto è caratterizzato dall’argilla grigia, presente a un metro di profondità e che garantisce il giusto sostentamento idrico alle radici” (Non ho avuto il coraggio di dirglielo, ma l’analisi dei suoi terreni, mi ha ricordato parecchio i terroir di un blasonato Supertuscan… per ulteriori delucidazioni scrivimi sui social o a mezzo e-mail )
“Il mio vino è come quello che faresti per la tua famiglia.”
“Il Syrah l’ho piantato perché è un’uva che ho sempre amato, perfetta per essere vinificata in purezza o insieme alla Granache. Inoltre ho pensato che potesse sposarsi bene con il terroir di cui dispongo… per certi versi potrebbe ricordare alcune zone del Rodano”
“Adopero acciaio e un po’ di legno per alcuni rossi. Poco tempo fa mi ero fissato di provare il marmo di Carrara. Mi sono fatto scavare un contenitore, ma non è andata come volevo. Anche se un gruppo di americani ne è rimasto estasiato. In questo momento sto provando le anfore con il Plinio 2020. E ti dirò che mi garbano (qui parlava la parte toscana) parecchio.”
Tutto ciò che rimane da dire, se te ne ho parlato su questo blog, è scontato, naturale. Non ti tedio con il solito elenco non-interventista. E poi, andasse diversamente, non sarebbero “vini delle stagioni“.
Adesso Alessandro è sposato con Katia, ha due figli già maggiorenni, Luca e Matteo, e alla mia domanda sul perché abbia scelto di diventare viticoltore, mi ha detto che ha voluto regalare ai suoi figli la possibilità di crescere con le ginocchia sporche. La stessa che ha avuto lui, da cui è fuggito, ma alla quale è felicemente ritornato. Il resto è il seguito di un bel film che la famiglia Vignali deve ancora scrivere.

Alessandro Vignali Terra della Luna

 

Adesso eccoti due assaggi dalla giornata passata a Terra della Luna (Ortonovo, se vai a trovare Alessandro non ti confondere con il circolo di Massa Carrara eh 😅), giusto per farti un’idea. Gli altri vini li troverai prossimamente sul mio Instagram e poi qui sul blog.

 

Liguria di Levante IGT “Plinio” 2018

Terra della Luna Plinio Ortonovo

Vermentino vinificato in acciaio con macerazione sulle bucce e affinato per un anno sempre  in acciaio. Prende il nome dallo scrittore e filosofo naturalista (oltre che comandante militare e governatore provinciale) romano Plinio il Vecchio, innamorato dei vini deI Colli di Luni.
Già dal colore dorato, intenso e brillante, se ne intuisce l’importanza. Al naso si presenta con una bella nota verde mediterranea, officinale, mentre il sorso aggrumato risulta pieno, sapido e per nulla stucchevole. Chiude appena amaricante. Arcaico.

ENP Wine Rating: ✈️✈️
Prezzo in enoteca: 23 €

 

Liguria di Levante IGT Rosso “Vignali di Luna” 2017

Terra della Luna Syrah Ortonovo

Il Vignali di Luna nasce da una selezione dei migliori grappoli di Syrah, uva naturalmente predisposta alla resistenza ai marciumi e quindi perfetta per il microclima di “Pezzo Grande”.
Il profumo è pungente (pepe nero, frutti di bosco e forte humus), la bocca, tra acidità e tannino, verticale. Buona la persistenza. Personalmente non la migliore versione di questo vino assaggiata.

ENP Wine Rating: ✈️
Prezzo in enoteca: 29 €

 

Liguria di Levante IGT Rosso “Caligrè” 2017

Caligrè Terra della Luna

Una Granaccia, affinata in rovere  per circa un anno, che con grazia disinvolta vibra mediterranea, tra lo scuro e il balsamico. L’assaggio è materico, sapido ed elegante, molto elegante. Ruvido il giusto il tannino.  Insomma, un grande esempio, contadino e altero al contempo, di come rispettare un’uva in un territorio pur appagando il proprio ego.

ENP Wine Rating: ✈️✈️
Prezzo in enoteca: 35 €

 

Terra della Luna
Via Isola Alta, 55
19034 Ortonovo (SP)
+039 340 0810409
www.terradellaluna.com