La prima volta che ho incrociato una bottiglia del Cavalier Lorenzo Accomasso è stato a cena, prima di un master AIS sul Nebbiolo, in uno dei miei luoghi del cuore a Torino, il ristorante Consorzio (puoi leggere qui il racconto di quella serata). Il vino era la Barbera Pochi Filagnin 2009 e…

Come? Non ti sembra possibile che uno partecipi a un concorso nazionale, dove la conoscenza del Barolo è fondamentale, senza conoscerlo?

Beh, potresti anche avere ragione. Ma parlavo di bottiglie, non del produttore. Lui grazie allo studio di alcuni testi come l’Atlante delle vigne di Langa, edito da Slow Food nel 2000, lo conoscevo “idealmente” alla perferzione. Era proprio l’assaggio di un suo vino che mi mancava e considerato il numero di bottiglie prodotte, adesso sulle 13000 da circa 8 giornate piemontesi, prima la metà, e  che non ha mai partecipato a nessuna fiera o degustazione né inviato campioni a guide e riviste, non mi sembra una macchia così grave.

Comunque, dopo quella Barbera così densa e langhetta, così personale, è stato subito amore. Un’amore che mi aveva portato alla spasmodica ricerca dei suoi Barolo, trovati ovviamente nei meandri dell’Enoteca Defilla: il Riserva Rocche  2007 e il Riserva Vigna Rocchette 2007.
Se penso alla ridicola cifra a cui erano venduti, una quarantina di euro, mi viene da piangere.

Con il tempo quel sentimento si è trasformato in venerazione, la mia memoria gustativa lo ha idealizzato come il Barolo contadino per eccellenza e mi è stata chiara la lungimiranza di Veronelli che scoprendone l’altissima capacità di produrre vini, rustici ed eleganti allo stesso tempo, l’aveva rivelato al mondo. Tra l’altro grazie Gino, se non era per te chissà quanti anni sarebbero ancora dovuti passare prima che il mondo ne riconoscesse la grandezza. Considerato che in gioventu, vivendo praticamente solo tra vigna e cantina, mi dicono non rispondesse mai al telefono

Nel corso della mia vita ci sono stati molti viaggi in Langa: Giacomo Conterno, Elio Altare, Bartolo Mascarello, Conterno Fantino, Poderi Colla, Giovanni Canonica… eppure, non mi chiedere il perché, non mi è mai balzata in testa l’idea di conoscere il Cavalier Lorenzo Accomasso.
Strano eh?
Probalmente, proprio come quando si idealizza un qualcosa, ho sempre pensato di non esserne degno. O forse, più semplicemente, non era ancora il momento.

Tornando al presente, qualche settimana fa Pula mi dice che il camper di Red e Mia, giornalista lui e assistente sociale lei, entrambi ugole d’oro ma prima di tutto amici con cui si fantasticava da tempo su di un piccola gita nel Barolo, era pronto a partire. Dovevamo solo decidere per dove.
Senza troppa indecisione ho contattato qualche cantina dove non ero mai stato (Cascina Fontana, Giulia Negri…), proposto qualche ristorante (Battaglino a Bra, Osteria Veglio a La Morra, ‘L Bunet a Bergolo…) e segnato sullla mappa due o tre luoghi che loro non avevano ancora visto ma che a mio modesto parere meritano obbligatoriamente una visita (la Terrazza da Renza a Castiglione Falletto per esempio. Non vorrai andare in Langa senza spararti una bella merenda sinoira? ).

“Non mi dire che neanche questa volta hai pensato di andare a conoscerlo?”

Sì, ci ho pensato. Però dalle informazioni che avevo era da marzo che aveva smesso di ricevere gli ospiti per paura di essere contagiato. L’unica possibilità che ci rimaneva era provare a passarci di pomeriggio, non di domenica perché riposa, e sperare di sorprenderlo in cantina intento a curare i suoi figli vini. Idea non particolarmente allettante perché mi sarebbe dispiaciuto passare sopra la volontà di uno dei miei miti, per di più anziano.
Per questo motivo ho preferito non avanzare alcuna proposta e rimandare il da farsi.

Peccato che il giorno prima di partire Red si è accorto che il boiler del camper era rotto e sfortunatamente non c’era modo di farlo riparare in tempo.
Nessun problema! Tanto quest’anno non ci sarà il mondo. E infatti abbiamo prenotato due camere a Bra, cittadina che a tutti piace un casino.

La vacanzina è stata un successo, quelle colline mi mozzano sempre il fiato. Mangiato strabene, bevuto ancora meglio.
L’ultimo giorno abbiamo improvvisato un pranzo in terrazza da Brezza. Il calore del sole e della compagnia, l’intensità della bagna cauda, la delicatezza dei plin, la speziatura del brasato… tutto era perfetto, tuttavia mi mancava qualcosa. E non perché i dolci non fossero di mio gradimento, anzi.

A quel punto ci siamo alzati dal tavolo e abbiamo preso la macchina. Per uscire da Barolo siamo scesi dalla collina di Cannubi e risaliti per l’Annunziata sino a che, sulla sinistra, ce lo siamo trovati davanti. Non il Cavaliere in persona, intendo casa e cantina.

Cav. Lorenzo Accomasso, la visita in cantina La Morra

“Proviamoci dai! Un saluto, se riusciamo, e ce ne torniamo in Liguria.” Compatti, mascherati e in assoluto silenzio ci siamo avvicinati alla porta della cantina. Il cuore mi batteva forte e probalmente avevo smesso di respirare già da qualche minuto. La porta era aperta e dentro una piccola saletta il Cavalier Accomasso, insieme a Simona, figlia della sua storica compagna, stava intrattenendo clienti giunti per acquistare le nuove annate.

Cav. Lorenzo Accomasso, la visita in cantina Pozzo

“Nuove annate?”

Esatto, il tuo premio per essere arrivato sino a qui nella lettura del post è la notizia che, tieniti forte, sono appena usciti il Barolo Riserva Rocche dell’Annunziata 2013 e il Barolo Riserva Vigna Rocchette 2014.
Se te lo stai chiedendo sono entrambi buonissimi anche se diversi. Maggiormente spigoloso e dall’invidiabile peso il primo, più pronto e profumato il secondo.
A costo di suonare ripetitivo, due grandi versioni di Barolo contadino, rustiche ed eleganti allo stesso tempo.

Nuove annate Lorenzo Accomasso

Vuoi un consiglio? Nonostante l’annata unanimamente considerata sfortunata, scometterei sul 2014. L’ho trovato di una profondità, sinuosa e langhetta, disumana per essere così giovane. Qualora fossi dubbioso, ne riparliamo tra 10 anni.

I dieci minuti prima che Simona ci venisse incontro mi sono sembrati un’eternità. Da quando nel 2016 è mancata la sorella del Cavaliere, Elena, lei e i suoi due giovani figli lo aiutano nella gestione dell’azienda, nella burocrazia e nell’accoglienza. Ci siamo presentati, scusati per non avere un appuntamento e abbiamo chiesto se potevamo assaggiare qualcosa.
Scambiare qualche battuta con lui mi ha distrutto, in senso figurato eh.
Gli occhi azzurri vispi, la battuta pronta e il pensiero che a volte sembrava volgere altrove. Nessuno sa se al passato o al futuro.
Dopo pochi minuti di intervista, ha comunicato quali e quante bottiglie potevamo acquistare, ci ha salutato ed è tornato in casa a riposare.
Verso le cinque, all’arrivo del successivo appuntamento, abbiamo tolto il disturbo.

Cav. Lorenzo Accomasso, la visita in cantina

La fotografia qui sopra è l’unica che ho scattato tanto ero emozionato. Che poi se non ci fossimo goduti il momento sarebbe stato peggio, no?
Per quanto abbia finalmente dato forma a ciò che avevo solo potuto immaginare, non ho imparato nulla di nuovo. Ma l’assaggio dei due Barolo in sua presenza, in presenza del Cavalier Lorenzo Accomasso, la memoria storica della Langa del Barolo è stato impagabile. Incancellabile.

Se fossi Robert Parker e assaggiassi i vini sempre in questa maniera, avrei riempito le cantine di 100. Meno male che non lo sono. Anche per altri motivi più naturali
Simona, sorridendo, ci ha consigliato di chiamare prima per la prossima visita. Così che possano dedicarci il giusto tempo. Io ho pensato di uscire, chiamare e rientrare
Ok, la pianto con le cazzate.

Se vuoi saperne di più su Lorenzo Accomasso e i suoi vini, di seguito trovi il video girato da Mauro Fermariello nel periodo in cui stava scrivendo il libro “Barolo, andar per cantine
Dal 1958, anno in cui ha commercializzato il suo primo Barolo,  poco e nulla è cambiato, a parte il prezzo dei suoi vini se acquistati al di fuori della cantina. Ma di questo il Cav. non ne può niente, fidati.

 

Il difficile adesso, per me, per Pula, per Red e per Mia è rimandare abbastanza a lungo il momento in cui ciascuno di noi apprirà quelle bottiglie, tanto da garantirci la sacrosanta felicità.

 

Le Rocche, o Rocche dell’Annunziata, sono un cru di grande prestigio classificato in 1° categoria nella Carta del Barolo redatta da Renato Ratti negli anni 70 e un tempo, sotto la giurisdizione dell’abbazia benedettina di San Martino, facente parte di Mercenasco, come appreso da un documento risalente al 1194.  30 ha su diverse altitudini, 250/370 mt s.l.m., ed esposizioni, che comprendono la borgata Torriglione, zona particolarmente riparata, e alcune vigne situate a sud-est che vengono idenficate con il nome di Rocchette, nonostante molti pensino essere una MGA a sé stante o le confondono con Rocchettevino. I Barolo de Le Rocche sono noti in tutto il mondo per la gentilezza del sorso e gli eleganti profumi.

 

Cavalier Lorenzo Accomasso
SP58, 32
Borgata Pozza
12064 La Morra (CN)
+039 0173 50843
www.staischerzando?