Idealmente un seguito dell’indispensabile, tenuto conto di quanto parlare si fa oggi dei suoi vini, “Jura Wine: With Local Food and Travel Tips”, “Wines Of The French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips” è stato scritto da Wink Lorch con l’intento di svelarci i segreti di una regione che, nonostante possieda una superficie vitata totale pari a nemmeno un terzo di quella dell’Alsazia, ospita una gamma straordinaria di vitigni, microclimi, metodi e tradizioni che si traducono in alcuni dei vini più tipici e interessanti d’Oltralpe. E che da pochissimo tempo anche in Italia stiamo cominciando ad amare.
Proprio per questo motivo, in seguito ad alcuni illuminanti assaggi sui quali faticavo a trovare informazioni più approfondite di quelle riportate nelle solite brochure commerciali, ho cominciato a cercare un’opera che mi facilitasse il compito allargando i miei orizzonti in materia. Del risultato delle mie indagini te ne sto ovviamente parlando adesso.

Il libro di Wink Lorch, il cui “oltre” del titolo comprende Isère, Hautes-Alpes e Diois, la patria del Clairette de Die, si apre con il racconto della storia degli uomini e delle donne che hanno reso grandi questi vini, di come hanno addomesticato le ripide colline da cui nascono per far crescere la vite padroneggiandone gli insoliti frutti.
Accanto ai 120 profili dei produttori citati, vengono poi riassunte le denominazioni, i terroir, i vitigni e le principali tecniche di vinificazione di tutta la regione, mentre a chiudere il cerchio, dai suoi viaggi, l’autrice condivide i consigli su dove alloggiare, mangiare e fare acquisti, offrendo un ispirato assaggio dei più caratteristici formaggi, cibi e bevande locali.

Wines of the French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips - Wink Lorch - Enoplane.com

Pag. 144/145 – Wines Of The French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips, Wink Lorch, Wine Travel Media

 

Chi è l’autore?

Scrittrice, educatrice ed editrice indissolubilmente legata al mondo enoico, Wink Lorch passa le sue giornate tra Londra e le Alpi francesi, a un’ora da Ginevra, definendosi una specialista dei vini dello Jura e della Savoia.
I suoi libri sono stati scritti entrambi autofinanziandosi su Kickstarter e l’hanno portata a vincere numerosi premi letterari tra cui l’André Simon Awards nel 2014 e il Wines and Territories della prestigiosa Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV) nel 2019. Tutto qui? Beh, non mi sembra poco.

 

3BOCCONI (NdAndrea: la qualità della traduzione da me realizzata è la solita…)

Introduzione geografica
Le Alpi francesi iniziano a sud del Lac Léman (Lago di Ginevra) sul confine svizzero e continuano a sud fino a scomparire nel Mediterraneo vicino Nizza. Le regioni vinicole trattate in questo libro iniziano a ovest con il Bugey, che si trova a sud-ovest di Ginevra, e terminano con le aree del Diois e delle Hautes-Alpes, al confine con la Provenza. La regione vinicola più importante è la Savoia, che si estende da Thonon-les-Bains sul Lac Léman a sud di Chambéry. Queste regioni alpine si trovano nella metà meridionale della Francia, a sud dello spartiacque, dove i fiumi sfociano nel Mediterraneo, piuttosto che nel Mare del Nord. Sono vicini alla magica latitudine di 45° N, su cui si trovano così tante famose regioni vinicole europee.
Dal punto di vista enologico (ma anche gastronomico e turistico), la Savoia comprende i due dipartimenti francesi della Savoia e dell’Alta Savoia. La capitale amministrativa dell’Alta Savoia (letteralmente Alta Savoia) è Annecy e quella della Savoia è Chambéry. Di gran lunga la più grande concentrazione di vigneti della Savoia si trova a 35 km da Chambéry.
La regione vinicola del Bugey si trova tra Lione e Ginevra nel dipartimento dell’Ain, a est della sua capitale Bourg-en-Bresse. A sud, l’Isère è un grande dipartimento la cui capitale è Grenoble – in questo libro vengono affrontate solo le aree di vigneti alpini sparsi, per lo più recentemente rianimati.
A sud di Grenoble, il Diois, da  cui proviene Clairette de Die, si trova nel dipartimento della Drôme. E all’incirca alla stessa latitudine sopra le montagne a est si trova la regione vinicola delle Hautes-Alpes, che si trova nell’omonimo dipartimento, a sud e ad est della sua capitale, Gap. Il Diois e le Hautes-Alpes segnano l’inizio delle Alpi francesi meridionali. Ho deciso che questo dovesse essere il limite meridionale di questo libro, poiché oltre questa latitudine, i sapori provenzali sia nel cibo che nel vino cominciano a prevalere su quelli alpini.
I dipartimenti di Savoia, Alta Savoia, Ain, Isère e Drôme si trovano tutti all’interno della ricca e frequentata regione politica francese dell’Auvergne-Rhône-Alpes, il cui capoluogo è Lione. Hautes-Alpes è il dipartimento più settentrionale e remoto della regione PACA – Provenza/Alpi/Costa Azzurra – la cui capitale è Marsiglia.
(Wines Of The French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips, Wink Lorch, 2019, Wine Travel Media)

Diois
Situato a sud-est di Valence e tecnicamente considerato parte della regione vinicola della Valle del Rodano, il Diois forma una losanga circondata da montagne che corre su entrambi i lati del fiume Drôme, con la città di Die quasi al centro. Qui dominano i vini spumanti e le principali denominazioni regionali sono due: la più importante, l’AOC Clairette de Die, riconosciuta nel 1942 e che ora include due stili di vino spumante completamente diversi, e l’AOC Crémant de Die. Ci sono poi due piccole denominazioni per i vini fermi.
Si noti che i villaggi aventi diritto alle AOC di seguito sono specificamente esclusi dalla produzione di vini spumanti nell’ambito dell’IGP Drôme.
AOC Clairette de Die
Questa denominazione potrebbe essere considerata una denominazione vinicola regionale per la regione di Diois e comprende 31 villaggi, ognuno dei quali ha inoltre diritto alle AOC Crémant de Die e Coteaux de Die, illustrate successivamente.
Tra i 31 ci sono 12 aventi diritto anche al AOC Châtillon-en-Diois.
I due stili di spumante prodotti sono i seguenti:

  • Clairette de Die seguita dal termine “Méthode Ancestrale”, che denota il locale metodo ancestrale con rifermentazione in bottiglia, è un bianco spumante mediamente dolce a bassa gradazione alcolica (7-9%). Deve essere ottenuto da un minimo di 75% di Muscat à Petits Grains Blanc e può contenere fino al 25% di Clairette e/o Muscat à Petits Grains Rouge. Il vino deve rimanere a contatto con le fecce in bottiglia per almeno quattro mesi e il residuo zuccherino finale deve essere di almeno 35 g/l.
  • Clairette de Die, normalmente seguito dalla parola “Brut” (anche se non specificato nel regolamento), è uno spumante bianco secco ottenuto con la rifermentazione in bottiglia da uve Clairette in purezza. Il vino deve rimanere a contatto con le fecce in bottiglia per almeno nove mesi. La maggior parte dei produttori sta sostituendo Clairette de Die Brut con Crémant de Die.

Il Rosé Clairette de Die Méthode Ancestrale è stato invce autorizzato solo per le annate 2016 e 2017, prima di essere messo fuori legge a seguito di una causa intentata daglimorgani sopraintendenti alla denomizione Bugey Cerdon. Con un minimo del 75% di Muscat à Petits Grains Blanc o Rouge, può includere anche Clairette e fino a un 10% di Gamay. Nel momento in cui scriviamo la situazione è in via di definizione: i produttori tenevano il vino parzialmente fermentato in serbatoi, sperando in un modo legale per etichettarlo e venderlo.
AOC Crémant de Die
Die ha ricevuto la denominazione Crémant dal 1993 solo per i vini spumanti bianchi, prodotti con il metodo tradizionale. Questi devono seguire tutte le regole per Crémant come indicato precedentemente per il Crémant de Savoie.
Clairette è la varietà principale e deve costituire almeno il 55% del blend, con un po’ di Aligoté; consentito anche il Muscat à Petits Grains, fino a un massimo del 10%.
Il Crémant de Die deve avere un residuo zuccherino massimo di 15 g/l dopo l’aggiunta del dosaggio.
AOC Châtillon-en-Diois
Questa denominazione, creata nel 1975, è per i vini fermi bianchi, rossi e rosati provenienti da specifici villaggi intorno a Châtillon-en-Diois, a sud-est della città di Die.
I vini bianchi secchi possono provenire da Aligoté e/o Chardonnay. I rossi e i rosati devono provenire solo da Châtillon-en-Diois e Menglon. Devono includere Gamay (minimo 75%) e possono essere in uvaggio con Pinot Nero e/o Syrah.
DOC Coteaux de Die
Pochissimi produttori utilizzano questa denominazione, creata nel 1993; si applica ai vini bianchi fermi ottenuti da 100% Clairette.
Drôme IGP
I vini fermi bianchi, rossi e rosati possono essere prodotti nel Diois sotto questa denominazione dipartimentale, da una gamma molto ampia di vitigni autorizzati, compresi quelli che si trovano altrove nelle regioni alpine, varietà internazionali e varietà tipiche della Francia meridionale.(Wines Of The French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips, Wink Lorch, 2019, Wine Travel Media)

I cambiamenti climatici
Considerando le intricate variazioni geologiche, del suolo e del clima nelle Alpi francesi, quanto segue non è che un’istantanea. Maggiori dettagli saranno trovati nelle introduzioni a ciascuna area e all’interno dei profili dei produttori. L’altitudine è menzionata di seguito solo quando è al di fuori del normale intervallo di 250-450 mt.
Savoia – Lac Léman e Ayze On
Pendii relativamente dolci vicino al lago, con suoli alluvionali e argilloso-calcarei, i vigneti del Lac Léman sono tra i più alti della Savoia, raggiungono i 500 mt, e alcuni dei più umidi, ma il clima è temperato dalla vicinanza al lago. Anche i vigneti di Ayze nella Valle dell’Arve sono alti, con suoli di ghiaione calcareo, molassa e alcune argille rosse.
Savoia – intorno al Rodano e al Lac du Bourget
Gran parte di questa zona è conosciuta come avant-pays o terraferma. Seyssel e Jongieux si trovano ai piedi più meridionali delle montagne del Giura, mentre Frangy e Chautagne si trovano tra il Jura e le Prealpi e sono un po’ più calde delle zone vicino a Chambéry. Chautagne, vicino al Lac du Bourget, ha il clima complessivo più caldo della Savoia, anche se è un po’ più umido. L’intera area ha molta influenza dal terreno glaciale, ma anche da ghiaioni calcarei, marne e molasse.
Savoia – intorno a Chambery e alla Combe de Savoie
Il diagramma a p. 215 indica le ampie variazioni dei tipi di suolo nel cuore dei vigneti della Savoia. Il grafico del clima di Montmélian a fianco mostra l’andamento della temperatura.
Isère
La valle del Grésivaudan sotto la catena della Chartreuse è un’estensione dei vigneti meridionali della Savoia con terreni prevalentemente di ghiaione calcareo. Anche il suo clima è simile. I collinosi Balmes Dauphinoises sono un po’ più umidi, con suoli che includono molassa, terriccio sabbioso e calcare.
Bugey settentrionale
Un’estensione del Revermont nella regione vinicola del Jura meridionale, ma più in alto, con molti vigneti che si arrampicano fino a 600 mt su ghiaione calcareo, come da foto sotto. Il clima di Cerdon può essere estremo in termini di precipitazioni e altri rischi meteorologici.
Bugey meridionale
Vicino al Rodano e ai piedi del basso Jura, con esposizioni variegate. Il clima e il suolo sul versante orientale, vicino a Beliey, sono simili a Jongieux, a ovest del Lac du Bourget. Sul versante occidentale, che comprende Montagnieu, i vigneti sono più esposti alle intemperie e su pendii molto rocciosi.
Il Diois
I vigneti si trovano principalmente su entrambi i lati del fiume Drôme ad altitudini comprese tra 300 e 700 mt. Sulle pendici meridionali delle montagne del Vercors, si trovano su ghiaioni calcarei, marne bianche e marne nere ricche di argilla, con alcuni terreni alluvionali. L’influenza mediterranea è evidente, con un sole intenso e giornate calde in estate, che permettono al moscato di maturare completamente. Tuttavia, l’influenza alpina si fa sentire con notti fresche e piogge regolari.
Hautes-Alpes
È difficile generalizzare sui vigneti sparsi qui, che si trovano tra i 600 e i 1000 mt di altitudine. I vigneti principali si trovano al di sopra del fiume Durance e dei suoi affluenti, su terreni diversificati molto sassosi, principalmente ghiaioni argilloso-calcarei, ai piedi dei monti Ecrins. La regione ha scarse precipitazioni e molto sole; tuttavia, sono le forti differenze tra le temperature diurne e notturne che contraddistinguono la particolarità delle Hautes-Alpes. (Wines Of The French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips, Wink Lorch, 2019, Wine Travel Media)

 

Wines Of The French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips
Wink Lorch, 2019, Wine Travel Media
Prezzo in libreria: 27,50 euro

Indice

INTRODUCTION

Author’s acknowledgements

 

PART 1 – SETTING THE SCENE

The wine regions in context

A brief history of French Alpine wine regions

Movements and people that have influenced the wines today

 

PART 2 – ALL ABOUT THE WINES

The appellations

The terroir – geology, soil types and climate

Grape varieties and their wines

Growing the grapes

Making the wines

How sparkling wines are made and how they taste

 

PART 3 – PLACES AND PEOPLE – THE WINE PRODUCERS

Savoie

Isère

Bugey

Le Diois

Hautes-Alpes

The future for French Alpine wines and their producers

 

PART 4 – ENJOYING THE LOCAL FOOD AND WINES

French Alpine cheeses

Other French Alpine specialities

French Alpine liqueurs and other alcoholic drinks

Visiting the region

 

APPENDICES

  1. Essential rules for the appellations
  2. Abbreviations, conversions and pronunciations
  3. Glossary
  4. Bibliography

Index

Kickstarter backers

Image credits

 

Ti è piaciuto questo diaciannovesimo episodio di Fame di Carta? Se la risposta è sì, non devi fare altro che aspettare la prossima uscita. Magari mentre ti leggi proprio “Wines of the French Alps: Savoie, Bugey and beyond with local food and travel tips”.
Come? Vuoi un indizio sul prossimo libro? Sai cosa ti dico, questa volta scegli tu: preferisci fare un viaggio in “Borgogna” o andare alla scoperta delle meraviglie gastronomiche del mondo? Fammelo sapere!
A presto.

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