Di ritorno in Liguria, passando per il “Ducato di Parma e Piacenza”, alla comparsa di una sacrosanta ed elefantesca voglia di salumi e tortelli, questa volta mi sono fermato in Val d’Arda, a soli due chilometri da Castell’Arquato, per pranzare Da Faccini, la storica trattoria dell’omonima famiglia aperta nel lontano 1932 e arrivata, con Alessandro, alla quarta generazione portando con sé l’antico epigramma “Da Faccini, Salumi e Vini fini“.

Beh, l’incontrarci uno dei più, giustamente, quotati osti italiani, intento a divorare in solitudine salumi e tortelli, potrebbe anche essere un perfetto riassunto della mia esperienza… Ma andiamo per gradi. Scegli quindi tu se continuare nella lettura dopo le fotografie del pasto.

Ristorante Da Faccini: paradiso dei salumi a Castell'Arquato può bastare? - Veranda

La veranda

Ristorante Da Faccini: paradiso dei salumi a Castell'Arquato può bastare? - Pane

Il cestino del pane

Ristorante Da Faccini: paradiso dei salumi a Castell'Arquato può bastare? - Salumi

Salumi misti di suino razza “Nera di Parma”

Ristorante Da Faccini: paradiso dei salumi a Castell'Arquato può bastare? - Culatello

Culatello degli Antichi Produttori Terre di Nebbia stagionato 26/28 mesi

Ristorante Da Faccini: paradiso dei salumi a Castell'Arquato può bastare? - Prosciutto crudo

Prosciutto crudo nostrano stagionato 60 mesi

Giardiniera

Insalata russa

Burtleina (Bortellina piacentina)

Ristorante Da Faccini: paradiso dei salumi a Castell'Arquato può bastare? - Tortelli di zucca

Tortelli di zucca piacentina

Ristorante Da Faccini: paradiso dei salumi a Castell'Arquato può bastare? - Tortelli con la coda

Tortelli “con la coda”

Il gelato alla vaniglia della Paola

Uno degli specialty coffee di Gocce in Roastery

Quella del ristorante Da Faccini è ovviamente una cucina tradizionale di prodotto. La scelta della materia prima viene prima di tutto, una missione che non conosce fine o compromessi, intrapresa con la stessa passione che ho riscontrato nell’affabile servizio di sala. Facile sarebbe, per esempio, raccontarti dei salumi, ma preferisco partire nominandoti due piccoli (neanche tanto) dettagli che ho incrociato a tavola: il pane, da varietà locale Bolero, di Stefano Chieregato (Chiere, Piacenza), il giovane premiato come Panettiere Emergente dalla guida “Pane & Panettieri d’Italia 2023” del Gambero Rosso, e uno degli specialty coffee di Gocce in Roastery (Gocce di Cioccolato), micro-torrefazione piuttosto interessante nata nel 2009 a Torino.

Poi non ti nego che ho adorato i tortelli, preferendo l’equilibrio della versione di zucca rispetto a quelli “con la coda” dove la parte vegetale tendeva un po’ a sparire. Se la giocavano comunque ai punti eh.

Tornando ai salumi, invece, dalla selezione al servizio, passando ovviamente per stagionatura e conservazione, ho percepito un livello di cura che mi fatto piuttosto incavolare. Nel senso che, magari non ti suonerà come una gran novità, ma se paragonati a quanto pagato a peso d’oro in molte, anche rinomate, botteghe, cappottavano dieci a zero quasi qualunque mia memoria d’assaggio. Anche solo per la consistenza che trapassava il confine del divino. A livello di profondità gustativa poi… Lasciamo stare. Su tutti ho adorato il prosciutto nostrano stagionato 60 mesi e il misto di suino razza “Nera di Parma” in cui spiccavano Coppa 15 mesi e Pancetta 60. Di livello anche il loro accompagnamento: giardiniera e insalata russa autoprodotte e la croccante Burtleina (Bortellina piacentina).

Altro, non sono riuscito ad assaggiare… E ci mancherebbe, viste le ore di macchina che ancora mi separavano da casa. Giusto un rinfrescante gelato alla vaniglia che Paola, la mamma di Alessandro, prepara ogni giorno per servirlo con i frutti di bosco.

La carta dei vini sinceramente non l’ho degnata di uno sguardo. Alla mia richiesta di un “naturale” locale a tutto pasto, mi è stato servito il “Campedello” di Croci (5,00 euro/calice), un rifermentato che con freschezza e aromaticità ha saputo accompagnare perfettamente il pranzo. Nel caso ti capitasse tra le mani un’occhiata, fammi sapere come l’hai trovata. Molto probabilmente, però, è più facile che te la racconti io in un prossimo contenuto siccome non passerà molto tempo prima che torni a mangiarci. La sua menzione su Raisin mi fa comunque pensare che ne siano adeguatamente provvisti.

 

Ristorante Da Faccini
SP6, 10
29014 Sant’Antonio (PC)
+39 0523 896340
website

 

Piatti alla carta da 12,00 a 18,00 euro, i dolci 6,00

Vini naturali in carta: sì

 

 

About the Author: Andrea “Enoplane” Penna

Nato a Genova non troppi anni fa (più o meno), passo l’adolescenza a chiedermi perché abbia sempre preferito un raviolo cotto sulla stufa a un’exogino, o ancora cosa mi avesse spinto, ancora infante, a scolarmi tutti i fondi di Moscato d’Asti lasciati incustoditi dagli adulti, dopo il brindisi di capodanno, incappando nella mia prima ciucca. Intanto, diventato prima Sommelier Professionista AIS e poi Assaggiatore ONAF, dopo svariate esperienze nel mondo della ristorazione, tra cui il servizio dei vini al ristorante “La Terrazza” del Belmond Hotel Splendido a Portofino, dall’ottobre del 2016 sono entrato a far parte dell’Elenco regionale degli Esperti Degustatori dei Vini D.O.C. presso la Camera di Commercio di Genova per poi bla bla bla… Perdonami, mi sto annoiando da solo. Beh, ti prego di mantenere il segreto, ma sappi che ancora oggi, nonostante sospetti sia colpa degli uomini della mia famiglia, del nonno paterno, commerciante di vino in giro per il nord Italia, di quello materno, agricoltore, combattente e scrittore, e di mio padre, agronomo mancato con il tocco per la fotografia (che io non ho), continuo a chiedermelo qui su Enoplane.com.

Ma quanto vuoi bene a Enoplane.com?!?

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